Nsvt e terapia con metoprololo

Buongiorno,
sono una donna con prolasso mitralico e disgiunzione dell'anello mitralico (MAD), RM cardiaca in passato negativa per fibrosi e funzione cardiaca conservata.
Anni fa presentavo circa 11.000 extrasistoli ventricolari nelle 24 ore e assumevo Seloken.
Dopo un intervento per macroadenoma ipofisario con acromegalia il quadro aritmico è migliorato notevolmente e negli anni sono rimasta stabile assumendo 1/4 di Seloken al giorno, dosaggio che mi permetteva di stare bene e condurre una vita normale.
All'ultimo Holter sono state registrate circa 481 extrasistoli ventricolari, 10 coppie, 3 triplette e 2 episodi di tachicardia ventricolare non sostenuta (NSVT) di massimo 4 battiti.
La comparsa per la prima volta della dicitura "tachicardia ventricolare non sostenuta" mi ha molto allarmata e, anche per questo motivo, mi è stato consigliato di tornare a 1/4 di Seloken due volte al giorno.
Il cardiologo mi ha però fatto presente che episodi così brevi potrebbero essere stati presenti anche in passato senza essere stati documentati dall'Holter e che questa potrebbe semplicemente essere la prima registrazione dell'evento.
Da quando ho ripreso il secondo quarto di Seloken la mia qualità di vita è peggiorata nettamente: sono molto stanca, debole e faccio fatica a svolgere le normali attività quotidiane.
Essendo inoltre una persona costituzionalmente bradicardica, tollero male questo aumento di terapia.
La mia domanda è soprattutto questa: nella pratica clinica la dose efficace di un beta-bloccante è strettamente individuale?
Un dosaggio molto basso, come 1/4 di Seloken al giorno, può rappresentare per alcuni pazienti una dose terapeutica reale e sufficiente, oppure esistono dosaggi al di sotto dei quali il farmaco viene considerato sostanzialmente inefficace?
Vorrei capire quanto, nella scelta del dosaggio, contino la tollerabilità e la qualità di vita rispetto alla semplice tendenza ad aumentare la terapia dopo il riscontro occasionale di brevi run di NSVT.
Ringrazio anticipatamente per il vostro parere.
Dr. Fabio Fedi Cardiologo 3.8k 152
Per una persona con la sua costituzione fisica (sottopeso) 25 mg di metoprololo al giorno possono essere sufficienti per controllare una extrasistolia ventricolare non minacciosa. Naturalmente il suo caso specifico va valutato tenendo presente molti altri parametri, a cominciare dalla pressione arteriosa abituale, alla distribuzione oraria degli eventi aritmici, alla morfologia e precocità delle extrasistoli ventricolari eccetera. Dovrà pertanto essere il suo cardiologo a stabilire eventuali variazioni di terapia, tenendo presente che in ogni caso lei avrà bisogno di controlli cardiologici abbastanza frequenti.
Cordiali saluti

Fabio Fedi, MD
Specialista Cardiologo

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La ringrazio per la risposta.
Aggiungo i dati principali dell’Holter eseguito mentre assumevo 25 mg/die di metoprololo (1/4 di Seloken al giorno), che ha documentato le due brevi NSVT.
Ritmo sinusale per tutta la registrazione, FC tra 38 e 102 bpm, media 52 bpm. Extrasistolia sopraventricolare rara (55 battiti, 11 coppie). Extrasistolia ventricolare isolata polimorfa lieve (481 battiti), con 10 coppie, 3 triplette e 2 episodi di TVNS fino a 4 battiti. Presenti brevi fasi di bigeminismo e trigeminismo. Segnalata una pausa di 2,079 secondi.
Dopo questo Holter la terapia è stata aumentata a 50 mg/die Come le dicevo, lo specialista cerca di imputare la mia stanchezza a tutt'altro Ma io conosco molto bene il mio fisico, e questo mio crollo legato alla stanchezza confusione mentale lo riconduco all'aggiunta del farmaco, quindi per quanto abbia un riferimento mi fa sempre piacere sentire anche altre opinioni a riguardo.
Le chiedo se nella mia situazione la presenza delle brevi NSVT renda generalmente preferibile il mantenimento del dosaggio attuale a 50 oppure se potessi tornare al mio solito 25 dal momento che non fa che dirmi chissà quante volte le avrai avute ma non documentate.
Grazie ancora per la disponibilità
Un caro saluto
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