Utente
Buongiorno,
sono un ragazzo di 25 anni, in buona salute e sportivo. Ho però un difetto interventricolare perimembranoso congenito, isolato e sempre monitorato. Mai terapia farmacologica, mai sintomi. Ad un eco fatto 8 anni fa risultava di 4-5 mm. Nell'eco fatto a gennaio, risulta di 3 mm, con gradiente pressorio di 108 mmHg. No altre anomalie, tutti gli altri parametri nei limiti di norma. Il cardiologo ha specificato che il DIV è situato in posizione molto alta, vicino alla valvola aortica.
Il cardiologo ha concluso quanto segue: nessuna particolare restrizione per attività fisica, controllo ecografico tra 3 anni. Inoltre mi ha informato che, secondo le nuove linee guida, teoricamente non dovrei più nemmeno fare la profilassi antibiotica, aggiungendo, però, che "costa poco farla".

Insomma, questo difetto non mi dà alcun problema. Tuttavia, documentandomi un po' su internet e leggendo un po' di papers del settore, ho letto che i DIV sono connessi ad un rischio considerevole di sviluppare endocardite infettiva. E' questo un fatto che non avevo mai messo a fuoco e che, onestamente, si configura un po' come una spada di Damocle...

Volevo sapere quanto segue:
- Secondo voi è ancora possibile che questo foro continui a chiudersi spontaneamente, come sembra abbia fatto nel corso degli ultimi 8 anni?
- Le dimensioni del DIV, congiuntamente alla sua posizione, determinano un cospicuo shunt sinistro-destro, o comunque tale da poter favorire l'insorgenza di EI?
- Consigliate comunque di chiuderlo? Se sì, meglio la via transcatetere o chirurgica?
- Consigliate di fare, per sicurezza, profilassi per EI?

Grazie mille in anticipo.

[#1]  
Dr. Maurizio Cecchini

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
PISA (PI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2009
I difetti interventricolari della parte membranosa non tendono a chiudersi, al contrario di quelli della parte muscolare.
L' endocardite infettiva e'0 indipendente dall'entita' dello shunt.
Alla sua eta' opterei certamente per la chiusura del difetto, la cui metodica deve essere valutata dal cardiochirurgo.

Sicuramente una profilassi per la endocardite va fatta in occasione di manipolazioni dentarie o endoscopuie.

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza e Pronto Soccorso

[#2] dopo  
Utente
Grazie della risposta.

Onestamente la sua risposta mi ha un po' spiazzato perchè si discosta parecchio da come sono stato gestito fino ad ora.

Lei pone indicazione a chiudere il DIV al "solo" fine di prevenire l'endocardite, o ci sono anche altri motivi?

Come può immaginare, un intervento al cuore mi spaventa parecchio, specie se fatto non per via transcatetere...

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
PISA (PI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2009
non è tanto per la endocardite quanto per il sovraccarico di volume e di pressione del ventricolo destro, che negli anni si farebbe pagare.

arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza e Pronto Soccorso