Utente 144XXX
Mia madre (anni 60 F peso 55 altezza 160) è stata ricoverata l'11/08/2018 nel reparto di Medicina Interna in condizioni discrete. All'esame in reparto negava dolore addominale. Agli esami di laboratorio ha presentato alterazione degli indici di colestasi e delle transaminasi in assenza di indici di flogosi. L'ecografia addominale ha evidenziato litiasi della colecisti che si presentava con pareti ispessite. Durante il ricovero si è assistito a miglioramento della sintomatologia clinica e degli esami di laboratorio. E' stata dimessa il 16/08/2018 in buone condizioni cliniche e buon compenso emodinamico con la diagnosi <<calcolosi biliare; epatopatia>>.
Il 01/10/2018 è stata visitata dal chirurgo << paziente affetta da calcolosi della colecisti sintomatica si consiglia ricovero per intervento chirurgico>>.
L'intervento era stato programmato per il 26/10/2018.
Il 21/10/2018 è stata ricoverata nel reparto di gastroenterologia per pancreatite acuta. E' stata dimessa il 24/10/2018 con la diagnosi <<pancreatite acuta (edematosa); calcolosi della colecisti; non riscontrata calcolosi del coledoco>>.
L'intervento programmato è quindi stato disdetto (il 22/10/2018 si sarebbe dovuta recare in reparto per la preospedalizzazione).
In data odierna (29/10/2018) si è recata in ospedale per riprogrammare l'intervento che è stato fissato per il 20/11/2018.
Mia madre ha il "terrore" di recidive della pancreatite e sta estremizzando la dieta (camomilla colazione, pranzo e cena). Mi chiedo c'è veramente questo concreto pericolo? Se il pericolo di recidiva di una pancreatite fosse reale, il 20 novembre non è una data troppo in là? Essendo "saltato" il precedente intervento ora ha l'ansia che stia nuovamente male e salti pure l'intervento del 20 novembre. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Sergio Sforza

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Gentile utente, l 'evenienza esiste, ma se sua madre fa attenzione all'alimentazione e segue le indicazioni dei sanitari, questo tempo potrà servire a far rientrare completamente il problema infiammatorio.
Saluti
Dr. sergio sforza
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