Utente 490XXX
Gentili dottori,
Mi rivolgo a voi per un vs parere. Il giorno 5/4/18 sono stato sottoposto ad un operazione per ernia inguinale sx (molto piccola).
Il decorso post operatorio non ha avuto alcuna complicazione e il dolore è sempre stato accettabile ed è scomparso in circa 4 gg.
Il 16/4 sono stato medicato con rimozione dei punti, la visita ha avuto esito positivo e tutto rientrava nella normalità.
Il giorno seguente ho notato che dalla parte iniziale della felita a salire si era formato come un cordone fino metà addome dolorante alla pressione.
Sono tornato dal chirurgo che mi ha detto che durante loperZione viene recisa cicatrizzata una vena poco importate e il risutato è un indurimento della stessa che col tempo sinrisolverà da se.
Purtroppo ho da sempre il terrore selle vene e sono preoccupato.

Grazie per la vostra disponibilità

[#1]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore, fermo restando che sarebbe opportuna una visione diretta del quadro clinico che lei descrive per una diagnosi attendibile, in linea di massima la spiegazione che le ha fornito il collega è corretta e più che condivisibile.
In alcune tipologie di ernia la preparazione della parete muscolare per l'inserimento della protesi (che presumo le sia stata posizionata), può comportare il sacrificio dei vasi epigastrici inferiori che in alcuni casi decorrono in un tratto di parete muscolare che impedisce l'accesso al punto dove dovrebbe essere posizionata la protesi. Il loro sacrificio non comporta conseguenze e dopo alcune settimane il quadro clinico scompare. Qualora dovesse ancora avere dolore, comparire rossore, avere altri segni o sintomi può comunque ricontattare il collega per una rivalutazione clinica.
Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#2] dopo  
Utente 490XXX

Grazie mille dottore,
Attenderó qualche settimana. La sensazione è esattamente come se avessi una flebile. Il mio timore, magari infondato, è per eventuali trombi che postrebbero formarsi.
Grazie ancora e buona giornata

[#3]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore comprendo i suoi dubbi che sono stati anche i miei alla prima lettura della sua richiesta. Tuttavia consideri che i sintomi della flebite sono in parte quelli da lei indicati, TUMOR "cordone" e DOLOR "dolorante" in assenza di RUBOR arrossamento e CALOR aumento della temperatura cutanea. In genere i requisiti clinici per una diagnosi di un quadro infiammatorio sono presenti contemporaneamente insieme alla functio lesa. Pertanto non potendo escludere via internet una componente infiammatoria in evoluzione le ho consigliato al persistere dei sintomi una rivalutazione medica.
Buona giornata anche a lei
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#4] dopo  
Utente 490XXX

Gentile dottore,
Oggi sono tornato dal chirurgo che mi ha confermato che si tratta di una infiammazione di una vena superficiale legata e trombizzata.
Mi ha prescitto reparil gel.
Grazie per la disponibilità

[#5]  
Dr. Francesco Nardacchione

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La pomata prescritta è a base di eparina e serve proprio per il riassorbimento di eventuali stravasi ematici, ematomi, flebopatie in genere e flebotrombosi in particolare. La applichi con costanza e vedrà che nel giro di qualche giorno il quadro clinico tenderà al miglioramento. In caso contrario non esiti a ricontattare il suo chirurgo per una visita di controllo.
Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#6] dopo  
Utente 490XXX

Grazie dottore,
Probabilmente ho sbagliato ad acquistare la pomata in quanto nella composizione non è presente l’eparina. Ho acquistato reparil gel c.m.2%+5% escina+dietilamina salicilato.
Grazie per la disponibilità

[#7] dopo  
Utente 490XXX

Dottore vorrei farle una domanda anche se stupida. Cosa accade ad una vena che viene interrotta legata e cicatrizzata?

[#8]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Buongiorno, la pomata prescritta contiene eparina sodica 5000 U.I. e pertanto l'ha acquistata correttamente. Una vena che viene interrotta, legata e cicatrizzata va incontro a quello che succede ad una normale ferita: il sangue tende a coagularsi al suo interno, si blocca il flusso e si stabiliscono circutiti di deflusso alternativi. Il trombo presente nella vena si riassorbe e la vena va incontro ad una atrofia.
Un cordiale saluto
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile