Utente
Buongiorno, vorrei fare una domanda, non sapendo se si possa trattare effettivamente di un problema legato alla circolazione.
Quando inizia a fare freddo, anzi appena finita l estate, per me rimanere ferma in casa, significa ormai da alcuni anni ritrovarmi con le mani gelate e le unghie tendenti al violetto. Chiaramente mi basta muovermi per riprendere calore. Ma quel che trovo davvero strano è questo fenomeno: se mi capita di uscire a cena durante la stagione invernale, specie se consumi alcolici, mi ritrovo con le mani in fiamme, rossissime e accalorate. E ancor di più mi sembra strano questo altro fatto: quando faccio una doccia calda, o quando asciugo i capelli, quindi quando sottopongo a calore il mio corpo, accuso dolore a polsi e avambracci che si fa forte specialmente se tengo le mani verso il basso, quasi come se li sentissi "esplodere". Credo forse per un ritorno di sangue alle estremità "congelate" rimanendo ferma. È una cosa normale? Dipende da problemi circolatori?

Ci tengo a precisare che soffro di una lieve insufficienza venosa agli arti inferiori (per la quale mi sottoporró a breve a iniezioni di scleromousse ecoguidate).

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Dr. Lucio Piscitelli

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Gentile Utente,
i sintomi che ci descrive potrebbero corrispondere a quelli delle cosiddette acrosindromi, alterazioni di tipo funzionale con manifestazioni cliniche variegate, la cui più caratteristica (comune anche ad altre affezioni) è rappresentata dal "fenomeno di Raynaud".
Solo raramente queste affezioni, relativamente frequenti nelle giovani donne, sono la manifestazione di malattie dell'organismo a sfondo "reumatoide" o di affezioni della tiroide, la cui esistenza va esclusa mediante esami ematochimici che il suo Medico di Base dovrebbe essere in grado di prescriverle.
Esclusa questa eventualità la terapia si basa sulla protezione dal freddo dell'intero corpo e non solo delle estremità e, nei casi più fastidiosi, sulla somministrazione di farmaci emoreologici.
Lucio Piscitelli
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