Utente 428XXX
Buongiorno, scrivo per mia zia, di 85 anni, diabetica ed ipertesa.
Recentemente ha presentato un gonfiore importante alle gambe ed in particolar modo alle caviglie e con il tempo si sono verificate piccole ulcerette con perdita di liquido trasparente
E' già stato fatto un ecodoppler ed è stato riscontrato che non ha fortunatamente particolari problemi a livello di circolazione venosa, ma si tratta di stasi linfatica, dovuta probabilmente alla scarsa mobilità.
Il chiururgo vascolare ha provato a farle un bendaggio per migliorare la situazione e il gonfiore è andato a diminuire, però non ha potuto tenerlo che due giorni, perchè una delle ulcerette ha preso infezione. Ha fatto quindi un ciclo di antibiotici per circa due settimane e l'infezione è migliorata, solo che una volta terminato il ciclo di antibiotici, dopo due/tre settimane ha preso infezione un'altra ulceretta e quindi è di nuovo punto e a capo. Ha anche avuto un po' di problemi in questo periodo con il diabete, in quanto aveva la glicemia sempre molto alta, ma è stato attribuito proprio alla presenza di queste infezioni.
Per disinfettare le ulcerette le è stato prescritto dal medico di base del disinfettante e della connettivina bio, poi di coprire la ferita con una garzina sterile, mentre il chirurgo vascolare ha stabilito che sono necessarie le calze elastiche, che purtroppo però mia zia non può mettere perchè ha enormi difficoltà alle mani a causa dell'artrite reumatoide e vive da sola.
Posto che ci stiamo organizzando per avere un'assistenza, da voi vorrei sapere se esistono delle cure particolari per cercare di bloccare la formazione di ulcerette che prendono infezione o se devono essere curate diversamente, in modo da procedere anche con massaggi linfodrenanti, che potrebbero aiutarla contro il gonfiore alle gambe, ma attualmente impossibili da fare a causa della presenza del dolore causato dall'infezione e della costante perdita di liquidi.

Vi ringrazio per l'attenzione e vi auguro una buona serata.

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Dr. Lucio Piscitelli

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Gentile Utente,
la condizione che descrive necessita di assiduo controllo dal vivo. Le procedure consigliate sembrerebbero corrette, anche se la elastocompressione è irrinunciabile, rappresentando la base del trattamento; essa tuttavia necessita contestualmente di una valida mobilizzazione attiva per renderla efficace ed evitare effetti negativi.
Per aiutarla ad indossare le calze esistono appositi strumenti (infilacalze), che sono di aiuto proprio in queste situazioni.
Il linfodrenaggio è certamente indicato, come pure la misura di assumere di tanto in tanto posizione antideclive (STESA con arti sollevati, non seduta) per almeno una mezz'ora.
Il recidivare e persistere dell'infezione richiedono un controllo migliore della glicemia e l'esecuzione di tamponi per esame colturale, al fine di identificare l'antibioticoterapia più indicata (topica e/o sistemica).
Lucio Piscitelli
http://luciopiscitelli.beepworld.it/