Utente
Gentili dottori.
Ho scritto altri consulti in passato, sono un ragazzo ansioso ma anche piuttosto curioso sulla propria salute (penso che comunque un po' di prevenzione non faccia male).
Sono un soggetto in salute, sportivo, non fumatore, conduco uno stile di vita sano. Ultimamente mi sto avvicinando alla pratica di alcuni esercizi di yoga, tra cui rientrano le cosiddette inversioni, ovvero una serie di esercizi in verticale. Mi è capitato di leggere uno studio americano in cui venivano posti in evidenza alcuni casi di dissezione aortica cervicale in seguito alla pratica di tali esercizi (casi comunque rari). Io soffro di scoliosi e a volte, ma più in passato, ho sofferto di cervicale, la sento spesso tesa anche se ultimamente ripeto, molto meno. A volte mi capita, durante la verticale, di avvertire una leggera tensione al collo, ma l ho sempre vista come un fatto muscolare, anche perché se mi massaggio il trapezio sento chiaramente la tensione in quel punto. Tuttavia questo legame tra iperestensione del collo e dissezione mi ha spaventato molto, ho letto anche un articolo su questo sito in cui si evidenzia il fatto che sia un'evenienza tutt'altro che rara. Però io penso che non ne valga la pena, a 24 anni ,privarsi di una tutt'al più sana attività sportiva per una paura del genere. Volevo pertanto qualche parere da medici esperti sulla concreta probabilità di rischio e sul se vale la pena essere "all'erta" nel mio caso sulla base della vostra esperienza. Sottolineo che un famiglia non ho mai registrato casi di ictus,nonostante i miei nonni siano stati fumatori (ora non più).
Cordialmente.

[#1]  
Dr. Vincenzo Scrivano

24% attività
8% attualità
16% socialità
PALERMO (PA)

Rank MI+ 48
Iscritto dal 2003
I fattori che possano condurre a dissezioni "spontanee" delle arterie cervicali permangono a tutt'oggi sconosciuti, così come non è chiaro se dissezioni intercorse in seguito a traumi modesti, che ogni individuo sperimenta nel quotidiano, configurino una dissezione "spontanea" o "post-traumatica". Sono stati invocati anomalie del collagene, iperomocisteinemia, altri fattori genetici, ma nessuno studio al riguardo è stato conclusivo; pertanto, dubito fortemente che troverà qualcuno disposto ad esprimersi "sulla concreta probabilità di rischio" di cui parla. In assenza di inconfutabili evidenze scientifiche, e nell'impossibilità di fornire un documentato parere professionale, si transita nel campo delle scelte personali, che ognuno adotta per sé stesso; e ciò, comprenderà bene, anche per motivi strettamente medico-legali.
Cordiali saluti
dr Vincenzo Scrivano
ANGIOLOGO