Utente 526XXX
Gent.li specialisti,
A fine Marzo di quest'anno ho subito una linfoadenectomia inguinale sinistra a causa di un linfonodo
ingrossato e fortemente sospetto, messo in evidenza anche da PET. Sono stati asportati 2 linfonodi
L'operazione chirurgica si e' svolta senza problemi e fortunatamente l'esame istologico ha escluso linfomi o
altre problematiche.
Il chirurgo mi aveva avvisato che l'asportazione del linfonodo in sede inguinale avrebbe potuto procurarmi un
linfocele, il quale, tuttavia, si sarebbe riassorbito entro qualche tempo.
In effetti cosi' e' stato. Il linfocele si e' formato circa 8/10 giorni dopo l'intervento. Alla seconda visita
di controllo, dopo 21 giorni dall'intervento, il chirurgo ha drenato tramite siringa con una semplice puntura,
35cc di linfa, spiegandomi che probabilmente serviranno altri drenaggi identici finche mano a mano il liquido
aspirato sara' sempre meno fino a riassorbirsi del tutto. Ora dopo 60 giorni dall'intervento non ho alcun
dolore, fastidio o impedimento e ho fatto 3 drenaggi; pero':

1) il linfocele ha sempre le medesime dimensioni (poco piu' di una noce)
2) Ad ogni drenaggio si riforma immediatamente nell'arco di 5/6 ore.
3) I 3 drenaggi fatti finora hanno aspirato rispettivamente 35 e 30 e 30 cc di linfa.

Ora, non vedendo particolari progressi mi chiedo:
1) quanto tempo probabilmente ci vorra' perche' si riassorba completamente e smetta di formarsi ??
2) Ogni quanto tempo e' consigliabile drenarlo visto che si riforma in poche ore ??
3) Il drenaggio serve a velocizzare la guarigione o e' solo per evitare fastidi / dolori / disagi estetici al
paziente ??
4) In famiglia abbiamo un parente infermiere. Posso pensare di aspirarlo a casa, vista la semplicita' o e' sconsigliabile ??

Vi ringrazio per la cortese disponibilita'

Saluti

[#1]  
Dr. Lucio Piscitelli

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Gentile Utente,
1) i tempi sono imprevedibili; a volte anche lunghi con possibilità di miglioramento alternato a apparente peggioramento. Ma il trend è in genere alla guarigione.
2) la frequenza delle evacuazioni dipende dalla entità e rapidità del rifornimento. Inizialmente potrebbe essere necessario intervenire anche con maggiore frequenza (settimanalmente o anche più), poi progressivamente meno.
3) tutte le condizioni che ha elencato.
4) dipende dalla esperienza e manualità dell'operatore. La conoscenza della anatomia della zona e delle strutture ivi presenti è essenziale, come pure il rispetto di rigide misure di sterilità. La condizione va in ogni caso monitorata da uno specialista.

Una LEGGERA compressione della zona potrebbe essere utile (slip elastico o altro).
Lucio Piscitelli
http://luciopiscitelli.beepworld.it/

[#2] dopo  
Utente 526XXX

Gent.le Dott.re
La ringrazio per la rapida' e la precisione dei Suoi consigli. Le scrivo oggi, a distanza di un mese e mezzo per aggiornarla sul decorso post operatorio. In questo periodo ho fatto 2 ulteriori drenaggi e negli ultimi 15giorni il linfocele e' visibilmente diminuito di circa il 50%. Ancora si nota ma e' molto meno e sono fiducioso che possa ridursi ulteriormente. C'e' purtroppo pero' anche un "rovescio della medaglia".... Negli ultimi giorni, forse complice anche il gran caldo, ho notato alla gamba sinistra (quella dell'operazione) un gonfiore alla caviglia e alla parte superiore del piede. Il gonfiore e' minimo al mattino, ma comunque evidente, e piu' consistente la sera. L'altra caviglia e il relativo piede non hanno nulla. Al momento e' una mera questione estetica, non mi da alcun tipo di problema e non ho certo uno "zampone", ma su una persona magra come me si nota subito. Immagino che sia anche questa una conseguenza della linfoadenectomia, anche se di tale rischio il chirurgo non me ne aveva parlato. Mi chiedo cosa sia piu' opportuno fare al momento: Se attendere come per il linfocele o rivolgersi ad uno specialista (in tal caso quale ??) per approfondire la diagnosi ed eventuali rimedi. Grazie, saluti

[#3]  
Dr. Lucio Piscitelli

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Una valutazione specialistica chirurgica vascolare potrebbe essere opportuna prima che il modesto linfedema evolva verso una eventuale cronicizzazione.
Probabilmente elastocompressione e massaggio linfodrenante potrebbero essere indicati.
Lucio Piscitelli
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