Utente 197XXX
Buongiorno.
Da circa un anno e mezzo, ho cominciato ad avere diverse sintomatologie nella zona anale, tra cui le più frequenti sono forte bruciore in tutta la zona (sia interno che esterno), prurito, senso di peso, dolore durante la defecazione (sintomo sostanzialmente scomparso negli ultimi mesi). Inizialmente, essendo i sintomi legati anche alla mia stitichezza che mi portava ad avere feci dure, mi era stata riscontrata dal proctologo una piccola ragade anale. Per circa 3 mesi (inizio 2006) ho seguito una terapia con Dilatan, preceduta da bidet tiepido/caldi, accompagnata ovviamente da una terapia per combattere la stitichezza. La terapia con Dilatan però non dava i frutti sperati, anche perchè, nonostante avessi regolarizzato in parte il mio intestino (benche non sia assolutamente regolare nemmeno ora, ma la forte stitichezza è scomparsa), seguivano periodi di qualche giorno in cui l'inserimento del dilatan misura media mi riusciva senza problemi, seguiti da periodi in cui anche l'inserimento di un solo centimetro di dilatan misura piccola mi creava fortissimo bruciore (che diventava persino dolore) e mi costringeva ad interrompere; inoltre anche i bidet mi provocavano bruciore ancora piu forte. Interrotta la terapia (senza averne tratto alcun beneficio), ho eseguito colonscopia (senza biopsia), che è risultata negativa. A questo punto mi sono rivolto ad un "famoso" professore colonproctologo delle mie parti (provincia di Milano), il quale, semplicemente dalla anamnesi e basandosi su una anoscopia abbastanza superficiale, ha deciso di operarmi di sfinterectomia laterale garantendomi guarigione in pochi giorni (estate 2006). L'operazione fu a suo dire un successo, ma nonostante il problema del dolore sia in sostanza risolto (tranne rari casi), il bruciore e irritazione dell'ano è addirittura aumentato. Visitato da N altri specialisti (i quali hanno tutti indistintamente criticato la sfinterectomia), sono stato risottoposto a diverse anoscopie, oltre che a ecografia transrettale per escludere fistole (è risultata negativa tranne che per una piccola macchia), a rettosigmoidoscopia (negativa) con prelievi bioptici nella parte finale del retto, che hanno avuto come esito una non meglio precisata "colite cronica emorragica" che il gastroenterologo che successivamente ha esaminato i referti ha detto di non aver mai sentito. Il risultato di tutte queste visite successive (almeno 4 colonproctologi diversi) è stato contrastante, perchè mentre due hanno indicato come causa nuovamente la ragade benche piccolissima ma non guarita (nonostante il dolore alla defecazione sia quasi sparito e non vi sia MAI presenza di sangue), altri due (compreso chi mi ha eseguito la rettosigmoidoscopia) ha escluso categoricamente la presenza di ragadi. Tutti e 4 invece hanno riscontrato un forte afflusso di sangue nella zona, e piccolissime emorroidi che a loro dire non possono essere causa dei miei mali. Attualmente la situazione è in ogni caso quella di sempre: forte bruciore nella zona perianale che mi costringe sostanzialmente ad una vita sociale e soprattutto lavorativa difficoltosa, bruciore che non scompare anzi sembra aumentare in alcuni periodi con bidet sia freddi che tiepidi (che faccio dopo ogni defecazione), e nonostante l'applicazione di pasta di fissan delicata. Inoltre ho periodi abbastanza prolungati in cui continuo a sentire anche tutta la zona finale del retto (diciamo l'ano interno) come pesante e fortemente irritato; un altro particolare che non saprei come meglio definire, è una forte sensazione di calore che si estende dall’ano persino ai glutei, in particolare dopo essere stato seduto per periodi mediolunghi (da mezz’ora in su).
Come vedete è una situazione abbastanza complicata, e il mio girovagare tra colonproctologi è determinato dal fatto che finora quelli interpellati negli ultimi mesi non mi hanno dato una soluzione e anzi non trovando spiegazioni hanno imputato parte del mio problema ad un fattore psicosomatico, che non escludo a priori ma non penso sia la causa principale.
Dal momento che ho 30 anni, per risolvere il problema sono ben disposto se necessario a viaggiare, se qualcuno di Voi fosse interessato (ovviamente anche in forma privata) a seguire il mio caso: chiaramente uno specialista del nord italia sarebbe gradito per motivi logistici.
Altrimenti Vi chiedo gentilmente un qualsiasi consiglio valido.
Vi ringrazio per l'attenzione e attendo risposta con fiducia.

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Dr. Attilio Nicastro

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Caro Utente,
visti i numerosi consulti e le numerose e discordanti diagnosi fare una "fotografia" del suo stato patologico mi sembra cosa opportuna. In questoi ci viene in aiuto la Videoproctoscopia Digitale, esame fondamentale nella diagnosi della patologia ano-rettale che oltre ad avere una alta sensibilità e specificità diagnostica, permette di registrare e documentare (viedeo e foto)lo stato patologico. Con l'esame si potrà dire se lei ha una ragade o meno e documentarla, se ha una infiammazione o meno e fotografarla ecc. Insomma questa via potrebbe essere utile ai soli fini diagnostici ed anche per una tranquillità psicologica (sapere quello che ha). Ma l'esame deve essere preceduto da una attenta calutazione clinica perchè, alla fine, è lei a soffrire e bisogna ben capire come risolvere i suoi problemi. I sintomi che descrive possono essere dovuti a molte patologie anali dalla semplice infiammazione del canale ano-rettale, alla ragade, alle emorroidi ma anche a patologie funzionali che coinvolgono il distretto nervoso e muscolare della zona ano-perineale. In base a queste consiuderazioni purtroppo la devo invitarla ad una ultreiore valutazione proctologica e ben comprendo che ciò non è confortante.
Auguri
Dott. Attilio Nicastro
www.attilionicastro.it