Utente
Sono stata operata il 3 ottobre in day sargey di prolasso della mucosa emorroidario con " metodo tradizionale" e mi è stata prescritta una convalescenza di 1 mese. Ora, dopo quasi un mese dall'intervento, ho iniziato a svolgere piccole attività quotidiane che richiedono poco sforzo, a camminare e ad andare in macchina, ma, pur facendo il minimo indispensabile, la zona operata risulta ancora dolorante e mi stanco facilmente. Vorrei sapere se è normale, inoltre la settimana prossima dovrei ripendere l'attività lavorativa, ma sono tentata di prendere ancora qualche giorno di malattia:sono insegnate di scuola media e percorro circa 20 km al giorno in macchina. Francamente non so se me la sento di riprendere. Cosa mi consigliate?

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile Utente
Il metodo tradizionale è una emorroidecomia (amputazione del tessuto emorroidario e dei cuscinetti adiposi cutanei perianali). Tale intervento richiede, per una completa cicatrizzazione delle ferite, dalle 4 alle 8 settimane. Solo con una visita diretta è possibile valutare lo stato delle sue ferite e la necessità di ulteriore riposo ed astensione dal lavoro.
Cordiali saluti.


Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta molto celere.
Vorrei però precisare che il chirugo che ha eseguito l'intervento mi ha detto di non aver " tagliato" ma di aver "cucito", ora non ricordo le parole esatte ma sono certa che non ha tagliato.....
Dalla sua risposta comunque deduco di dovermi rivolgere al chirurgo, i dolori persistono e non si attenuano.
Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Lei ha parlato di intervento"tradizionale" quindi se ha cucito avrà sicuramente anche tagliato.
Una visita di controllo è necessaria.
Ci tenga informati

Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#4] dopo  
Utente
Gentile Dottore
ho fatto la visita di controllo con anoscopia perchè il dolore come le avevo già scritto non accennava a diminuire.
La conclusione è la seguente: persiste dolenzia anale e si consiglia Celevis gel 1 applicazione x2/die 20gg e Arvenum 3 capsule x 7gg, nonchè riposo per 14 gg. Ora mi sento proprio sollevata, la visita era necessaria. Ora posso seguire la terapia adatta alla mia situazione sapendo che il dolore fa parte del decorso postoperatorio e 30 giorni non sono sufficienti per una guarigione completa, almeno nel mio caso.
Lamento in generale una certa superficialità nei confronti del paziente che spesso viene lasciato a se stesso perchè le indicazioni dello specialista sono ridotte all'essenziale. Ho riscontrato tale comportamento in diverse occasioni negli ultimi anni.
Rimpiango perciò l'efficienza e la professionalità della Sanità di circa 20 anni fa quando un paziente veniva ricoverato, preparato per l'intervento e dimesso, nella maggior parte dei casi, completamente guarito o con una breve convalescenza a casa.
Cordiali Saluti

[#5] dopo  
Utente
Mi vedo costretta a richiedere un altro suo parere perchè continuo ad avere problemi di deambulazione che non comprendo. Durante l'ultima visita il proctologo mi ha detto che la zona anale è ricca di terminazioni nervose e i nervi sono infiammati. Ora a distanza di circa 20 giorni dal controllo e dopo aver seguito le indicazioni, posso dire che il dolore è praticamente scomparso ma alla guida dell'auto si ripresenta e ho difficoltà a camminare: dopo un breve percorso mi si " gonfia la pancia " sento una specie di formicolio e i movimenti come rallentati o impediti. Vorrei sapere se le terminazioni nervose che partono dall'ano coinvolgono anche l'addome e possono causare questo disturbo. E poi quando passerà? Devo fare altri controlli o semplicemente aspettare che i " nervi " si "decontraggano"?
Non sono ancora nelle condizioni di riprendere il lavoro.
Cosa ne pensa?

[#6]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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No! Questa sintomatologia(dopo un breve percorso mi si " gonfia la pancia " sento una specie di formicolio e i movimenti come rallentati o impediti) non è da collegare all'intervento.
Solo una sintomatologia dolorosa nella zona perianale è compatibile con l'intervento, altri disturbi sono da ricondurre ad altre cause(problemi ortopedici?)
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#7] dopo  
Utente
Egregio Dottore,
effettivamente non avevo pensato di rivolgermi ad un ortopedico per questo problema che si presenta ogni tanto e mi crea diversi disagi. I medici con i quali ne ho parlato non vi hanno dato alcuna importanza oppure hanno detto che era un problema di nervi o psicosomatico....ma non è mai stato approfondito.
Ripensando che ho sempre avuto la scoliosi, individuata ancora alle elementari, ginnastica correttiva e corsetto però non sono stati risolutivi....anche se non ho mai avuto mal di schiena o dolori, ora forse si manifesta con problemi legati alla deambulazione. Grazie alla sua intuizione ho ripensato alla mia scoliosi....grazie per il suggerimanto.
Per quanto riguarda il dolore alla zona anale e perianale continua come le ho già accennato alla guida perciò ho deciso di rivogermi ad uno specialista e non più al chirurgo che mi ha operata per accertarmi che l'intervento sia stato eseguito correttamente e per avere un altro parere oppure un'altra terapia. Lei mi ha detto che per la guarigione completa sono necessarie dalle 4 alle 8 settimane, ma ancora non ci siamo...dopo 7 settimane dovrei stare quasi bene e così non è.
Grazie di nuovo per le sue risposte chiare e puntuali.

[#8]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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E' possibile avvertire ancora dolore in sede anale se non si è ancora verificata, anche se a distanza di 7 settimane, una completa riepitelizzazione delle ferite.
Queste ferite , frutto dell'amputazione emorroidaria e dei cuscinetti anocutanei, potrebbero, in presenza di fattori che ritardano la cicatrizzazione, richiedere ancora più tempo per guarire e per non dare segni della loro presenza.
Il compito del proctologo sarà quello di informarla sull'eventuale ritardo di cicatrizzazione e sulla necessità o meno di utilizzare prodotti "cicatrizzanti".
Prego.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#9] dopo  
Utente
Ho consultato un altro proctologo, come avevo detto, e dalla visita, anoscopia ecc. risulta che c'è una infiammazione dei nervi, neuropatia, che può essere curata con elettrostimolazione.
Finora ho preso topster e tiobec con modesti risultati, ho iniziato alla fine di novembre e dovrò continuare fino a circa metà gennaio quando lo specialista valuterà quale elettrostimolazione sia più adatta per riattivare il nervo. Conseguenza dell'intervento ( metodo Villani ) dolorosa e invalidante, non so quando potrò riprendere l'attività lavorativa e quanto durerà questa terapia, il medico ha solo detto che si tratta di tempi lunghi, ma non quanto lunghi...e aggiungo piuttosto costosa...
Considerando che il nervo è stato " offeso " dall'intervento e le conseguenze sono, amio avviso, pittosto importanti, è il caso che mi rivolga ad un medico del lavoro per valutare se è possibile ottenere un risarcimento?
Ne parlerò anche con lo specialista che mi sta seguendo, ovviamente.

[#10]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Da quello che mi scrive finalmente abbiamo capito con quale tecnica è stato corretto il suo prolasso.
Nel suo caso sarebbero state effettuate una serie di plicature interne senza eseguire nessuna resezione di tessuto emorroidario e rettale.
Tale intervento già da tempo validato ed eseguito,in alcuni casi, con l'ausilo del doppler, se è ben eseguito corregge il prolasso e non crea problemi(neuropatia)
Una eventuale neuropatia deve essere accertata elettromiograficamente, non basta la sola visita.
Le consiglio un approfondimento diagnostico strumentale per chiarire l'origine dei suoi disturbi e per evitare trattamenti inutili e costosi.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#11] dopo  
Utente
E' stata fatta anche l'anoscopia, comunque seguirò il suo consiglio e chiederò l'elettromiografia. Ma come si esegue questo esame? E' doloroso? Non ne ho mai sentito parlare.

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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L' anoscopia non è utile per una diagnosi di neuropatia. Uno studio elettrofisiologico dei tempi di latenza del nervo interessato, procedura simile alla elettromiografia, misurerà la velocità di conduzione del nervo evidenziando eventuale sofferenza. Questo studio viene eseguito stimolando elettricamente il nervo all'interno del ano retto mediante un elettrodo posto su un dito di guanto.
Di solito non è un argomento da bar, forse per questo non ne ha mai sentito parlare,ma una indagine strumentale per valutare l'effettiva esistenza di una neuropatia.
Auguri.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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