Utente 454XXX
Buongiorno, chiedo un gentile consiglio per risolvere una problematica che mi sta facendo soffrire molto, una ragade anale cronica.Il problema mi si presenta periodicamente da 15 anni, conseguentemente al mio primo parto.Già nel 2015 stetti male 2 mesi ma poi, con gli accorgimenti suggeritimi dal proctologo ed una cura cicatrizzante riuscii a guarire.Ora sto di nuovo male e il medico che mi ha faticosamente visitata, e che sostiene che io abbia anche i sintomi di un prolasso rettale, che però non è riuscito a confermare, non potendomi visitare correttamente a causa del dolore, mi ha fissato per il 18 gennaio l'intervento di sfinterectomia con ragadectomia.Ora, io sono terrorizzata dalle possibili conseguenze, soprattutto in termini di incontinenza, che so essere più frequenti nelle donne non più giovanissime come me, che inoltre hanno partorito, e vi chiedo quindi se possiate tranquillizzarmi in questo senso.Inoltre mi domando come mai, nonostante i vari proctologi che mi hanno visitata mi abbiano sottolineato che sia un prodotto eccezionale, nessuno di loro mi abbia mai prescritto il Rectogesic.Pensate che, previa consultazione con lo specialista, io possa fare un ultimo tentativo anche con questo farmaco o sarebbe inutile?Grazie per la gentile risposta!

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Dr. Sergio Sforza

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Gentile utente, se non è cardiopatica o non soffre di cefalea, il tentativo con il farmaco in questione può essere fatto, considerando però che il proctologo per indicare il trattamento chirurgico, avrà valutato l'assenza di risposta alla terapia farmacologica precedente e le caratteristiche di cronicità della ragade stessa.
Saluti
Dr. sergio sforza
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