Utente 542XXX
Buonasera, nonostante i vari iter riscontrabili sul sito volevo porvi il mio caso specifico.
Il giorno 10 aprile per circa 3 giorni di fila sono costretta ad un lavoro di scrivania con orari prolungati. La sera del 13 noto un leggero fastidio nell' atto del sedermi. Ci passo sopra. Nei giorni a seguire procedo le mie attività abitudinali stando sempre attenta a non appormi troppo sul coccige. (Credendo si tratti di affaticamento sacro lombare). Arrivo però a giovedì 18 Aprile che la tumefazione è estesa, dolorante quasi riesco a deambulare. Venerdì 19 mi rivolgo al mio medico curante che mi diagnostica un presumibile "ascesso perianale" cura antibiotica mattino e sera e ad uso topico il gentalyn-beta. La situazione si cronicizza e le giornate di sabato e domenica posso assumere solo la posizione prona o laterale sinistra (LA TUMEFAZIONE SUL GLUTEO DESTRO). Al mattino del 3 giorno di antibiotico il dolore è lancinante, ingestibile nemmeno sotto effetto di antidolorifici e visivamente la zona arrossatasi si è maggiormente estesa e quasi tutta la parte circostante intorpidita, la tumefazione presenta l'aspetto verdognolo tipico di un'infezione sul punto di. Decido di recarmi al Pronto soccorso. Arrivata lì, il chirurgo prova ad anestetizzarmi l'area ma naturalmente non è recepibile. Il suo intento è incidere perché come dicevo sarebbe comunque stato di li a poco sul punto di scoppiare. Incisione e Grande fuoriuscita di liquido purulento in più prese. Inserito poi una soluzione per un rapido drenaggio. Bendaggio con garze sterili e il normale iter conclusivo. Il medico chirurgo in questione ha poi consigliato di completare il ciclo di antibiotico, gentalyn-beta di cui restavano ancora 5 giorni e provvedere alla prenotazione presso l'ambulatorio di un esperto colonproctologo per valutare la condizione e un eventuale nuova operazione.



Ora quel che chiedo io, è possibile in quanto probabilità che incorra in una fistola?
Se è così, l'operazione è sotto effetto di anestetico? Dato che l'infezione è a bada e il dolore sopportabile dovrebbe fare presa.

Ho timore che il processo curativo vada per le lunghe e che sia fortemente doloroso nel caso il trattamento operatorio della fistola.

Ditemi più in merito e secondo poi il mio caso specifico. Grazie mille in anticipo

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Dr. Sergio Sforza

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Gentile utente, in relazione al suo quesito, immaginando un grosso ascesso anale, la possibilità di una fistola è alta, ma comunque al presentarsi della stessa, l'intervento verrebbe condotto in anestesia o spinale o totale.
Ora dovrà risolvere il problema acuto, monitorizzando la formazione di una fistola sotto il controllo di un proctologo.
Saluti
Dr. sergio sforza
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[#2] dopo  
Utente 542XXX

Dott. Sforza la ringrazio sinceramente per la sua trasparenza e professionalità. Quindi devo dedurre che il problema maggiore lo affronterò in caso fistola?

Sa ho dalla mia, nella mia circoscritta zona cittadina esperienze dirette di ragazzi dovuti sottoporsi a fistulectomia (si magari ancora infette) senza che se ne anestetizzasse l'area e il procedimento di pulizia si é svolto in più sedute sempre privato di alcuna base analgesica. Credo si tratti di cruenta macellazione.
Non posso anticipare che si tratti del mio stesso caso ovviamente, tra le cose la precedente fuoriuscita del serio purulento dell'ascesso dovrebbe portarmi ad una differente fase.

Sta di fatto che l'insorgenza di qualunque forma di canale fistoloso, cieco o meno, trans Inter o extrasfinterico che sia é fonte per me di gran timore e tremendo disagio. Se sciaguratamente agisse cosi lei pensa sia legale?

[#3]  
Dr. Sergio Sforza

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Prego,gentile utente , un professionista serio sa come procedere , quindi per usare un suo termine opera legalmente. Se come le ho detto dovesse concretizzarsi una fistola sarà operata con le modalità descritte, ora tutto quello che sta sopportando riguarda la guarigione dell’ascesso.
Saluti
Dr. sergio sforza
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