Utente 487XXX
Salve medici, una settimana e qualcosa fa mi è stata diagnosticata una ciste in zona sacrale e dopo l'ultima medicazione dell'ascesso che mi è stato aperto il giorno stesso della diagnosi che ho fatto proprio poco fa, mi è stato detto di iniziare con le varie visite del caso per poi arrivare all'operazione (ecografia, endoscopia ecc.. . ) e volevo sapere una cosa: mi è stata data la brutta notizia che post operazione vi saranno delle medicazioni che saranno molto dolore, e volevo sapere nel dettaglio quali fossero, inoltre volevo sapere riguardo i vari tipi di operazione e quale converrebbe di più e quale è soggetto a meno medicazioni ed in generale meno dolore post operatorio e mono recidività. Io mi sono informato da me, ma volevo saperne di più, soprattutto riguardo la tecnica mini-invasiva, e se si potesse richiedere un tipo di operazione piuttosto che un altro. Inoltre, si può scegliere il centro/chirurgo presso cui fare l'operazione? C'è un centro diciamo "famoso" per questo tipo di operazioni? Scusate le molte domande, ed in anticipo ringrazio infinitamente chiunque risponderà.

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Dr. Giovanni Migliorini

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La tecnica classica e più diffusa per curare le cisti pilonidali sacrococcigee consiste nell'asportazione di una losanga di cute e sottocute, spesso fino al piano osseo, comprendente tutti gli orifizi cutanei e i tramiti che da essi derivano.
Dopodiché alcuni chirurghi lasciano aperta la ferita (tecnica open) ed altri la chiudono (tecnica chiusa). La scelta, oltre che da preferenze personali dettate dall'esperienza, è anche legata alla grandezza dell'area interessata e dalla pulizia dei tramiti: una asportazione limitata e pulita (nel senso di assenza di pus/infiammazione attiva) più facilmente si potrà chiudere.
Il problema è che può capitare, quando la ferita viene chiusa, che si formi una sacca di siero (sieroma), essendo la zona assai ricca di vasi linfatici, che successivamente rischia di infettarsi, con la formazione di ascessi che richiedono l'apertura della ferita e guariscono poi più lentamente che con la tecnica open.
Motivo per cui molti chirurghi preferiscono lasciare aperta la ferita o chiuderla solo parzialmente riservate la tecnica chiusa alle cisti più piccole e senza infiammazione residua. In questo caso la ferita guarisce da sola, ma sono necessarie frequenti medicazioni e la guarigione completa richiede in genere dalle 3 settimane ai 2 mesi.
Da alcuni anni è stata ideata la tecnica EPSIT, ad opera del Prof. Piercarlo Meinero, che si sta via via diffondendo. Con essa ci si limita ad asportare i peli nei tramiti fistolosi e a cauterizzarli tramite un fistuloscopio, con cui si possono esplorare e raggiungere tutte le diramazioni fistolosi. Per cui non si asporta tessuto, tuttalpiù una quantità minima. Permangono dei fori che guariscono in un periodo di circa 1-2 mesi. Sono comunque necessarie delle medicazioni, ma meno frequenti rispetto alla tecnica open. Inoltre i disturbi sono minimi, per cui si può in genere tornare a lavorare dopo pochi giorni dall'intervento, che in genere, come gli altri, si effettua in anestesia spinale.
Dr. Giovanni Migliorini