Utente cancellato
Spett.Le Dottori di Medicitalia
Scrivo in seguito ad una visita specialistica forse per il mio essere tendenzialmente ipocondriaco. Mi spiego: in seguito a circa 2 anni dove quasi ogni giorno ho eseguito una manovra "mortificante" per la cute del pene,come una sorta di "vizio" o "antistress", una vena che parte dalla base e si estende per tutta l'asta peniena, nell'area destra, ha incominciato a diventare violacea ed essere lievemente in rilievo. Circa 2 mesi fa (metà agosto), durante questa manovra, avverto un forte dolore acuto di 1 secondo e da quel momento smetto di effettuarla. Questa vena inizia a diventare dolente nella pulsazione molte volte al giorno. Lascio scorrere fino a metà settembre ed il dolore sembra irradiarsi dalla vena alla caviglia per la durata di massimo 2 secondi molte volte al giorno. Noto che se tocco quella zona, al momento non fa male ma dopo pochi secondi si presenta il dolore. Noto poi che intorno alla zona che circonda la vena, compaiono delle chiazzette marroncine che si estendono per massimo 1 cm, ne conto circa 4, mi reco così dal medico di famiglia che mi prescrive del FLAMINASE. Lo assumo per una settimana ed il dolore sembra attenuarsi, ma non scomparire, nello specifico scompare per buona parte della vena ma si concentra in un punto particolare, cioè su di una macchiolina marrone, quasi identica ad un neo che, osservandola controluce, noto la sua posizione proprio sulla vena,notando che questa macchiolina come se fosse "trasparente". Non sapendo di cosa si tratta, decido di recarmi da un urologo con la consapevolezza di essere poi indirizzato da un dermatologo-venereologo. Mi osserva e mi diagnostica una PREGRESSA FLEBITE e mi spiega che queste macchie sono dovute all'infiammazione cutanea e venerea della zona in questione, notando proprio che si sono formate solo nella parte destra dell'asta del pene, confinante con la vena, e non su tutto il pene. Chiedendogli poi informazioni in relazione al dolore che si è ormai focalizzato su questo puntino simile ad un neo di colore marrone e contorni regolari, mi risponde che in situazioni di infiammazioni veneree, si possono formare queste cose che non devono destare preoccupazione. Gli specifico che mi fa male NON mentre tocco la zona, ma dopo un po' che l'ho fatto, estendendosi fino alla caviglia. Mi prescrive 10 gg di ADL FLOG PLUS, mi raccomanda di non preoccuparmi e di non osservare più la zona. Capita che comunque la osservo ma non noto nulla di nuovo, né peggioramenti né miglioramenti a livello cutaneo, c'è da dire che con questa cura il dolore si è attenuato e si presenta solo quando sollecito la zona per molto tempo. Premetto che non ho problemi di erezione ed ho rapporti regolari, vorrei sapere se è possibile che in caso di flebite, compaiono davvero queste macchioline ed eventualmente i tempi di "recupero" a livello cutaneo e venereo. Nell'attesa, invio i miei più cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Silvia Suetti

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
20% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 72
Iscritto dal 2010
Prenota una visita specialistica
Gentile utente

solitamente una flebite a carico di un vaso sanguigno venoso superficiale del pene non dovrebbe lasciare reliquati (esiti) di tipo cutaneo.

Direi a questo punto che sarebbe il caso di programmare una visita dermovenereologica per chiarire se questo aspetto sia potenzialmente riconducibile a ciò che descrive o se si tratti di altro.

carissimi saluti
Dr.ssa Silvia Suetti, Specialista DermoVenereologo e DermoChirurgo
Tel. 06.45.55.06.61
www.latuapelle.it

[#2] dopo  
210124

dal 2016
La ringrazio intanto per la risposta tempestiva.
Domani mi recherò presso la mia struttura ASL per la prenotazione della visita dermovenereologica, munito di impegnativa.
Conoscendo, però, i lunghissimi tempi che intercorrono dalla prenotazione alla prestazione, chiedo gentilmente il suo parere su cosa intende per "altro" . Io l'unica cosa che sono riuscito a capire navigando nel web, in seguito a quello che mi ha detto lo specialista urologo, è che potrebbero trattarsi di iperpigmentazioni cutanee che spesso hanno un carattere infiammatorio. Non le nego, che allo stesso specialista ho anche chiesto se fosse stato il caso di sospettare qualche malattia "seria", rispondendomi no nella maniera più assoluta.
Detto questo, non so dirle con precisione se l'urologo per "residui infiammatori" intendesse questo o altro.
E' il caso di preoccuparmi?
Ringraziandola, porgo i miei più distinti saluti.