Utente 173XXX
Salve. Le sottopongo un quesito un po' particolare. Ho 53 anni e sono stato operato da circa sei mesi per adenocarcinoma del cieco probabilmente secondario ad una colite ulcerosa ultraventennale. Essendo purtroppo la malattia estesa a livello linfonodale ed epatico mi sto sottoponendo con grandi riserve temendone la tossicita' a cicli di chemioterapia secondo schema FOLFIRI-CETUXIMAB, intrapresso da luglio dopo inneficace schema FOLFOX. Premettendo che nei precedenti due anni,pur essendo la colite ulcerosa praticamente in remissione, avevo notato un valore dei monociti aumentato stabilmente su circa il 13%, ho assistito dopo l'intervento ad un progressivo aumento degli stessi fino a circa il 19%, valore che ho attribuito alla risposta immunologica contro il residuo tumorale ed anche all'utilizzo di Germanio 132 che in medicina alternativa si ipotizza aumenti la risposta immunitaria in particolare dei monociti-macrofagi. Dopo l'inizio dello schema FOLFIRI-CETUXIMAB in un mese il valore dei monociti e' sceso notevolmente rientrando in circa il 7%, valore comunque nei limiti della norma. Volevo percio' chiederLe se a Suo avviso questa riduzione cosi' rapida potrebbe essere dovuta ad una pericolosa caduta delle difese immunitarie antitumorali a seguito della chemioterapia o piuttosto essere letta in senso positivo come una riduzione della componente infiammatoria tumorale e postchirurgica magari favorita da una contemporanea integrazione di selenio e quercetina ad alte dosi anche considerando il fatto che, da quello che ho letto,i monociti-macrofagi sono a volte complici piu' che avversari del tumore favorendone la diffusione. La ringrazio cortesemente.

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Dr. Arduino Baraldi

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Io leggerei il tutto soltanto come una reazione immunologica linfocitaria e monocitaria dell'organismo ma , e questo è fondamentale, non dipende dal loro numero la conseguente considerazione di una ripresa o remissione della patologia anche perchè la chemio incide sul numero dei neutrofili ma non , in linea di massima , sui monociti, quindi , in conclusione, non è sul numero dei monociti che ci si può basare per valutare la buona riuscita di una chemio
Un saluto

A. Baraldi