Utente 353XXX
Salve

sono portatrice sana di beta talassemia,da circa 13 anni le mie piastrine sono ballerine passano da un valore massimo di 125.000 a 60.000...a fine gravidanza sono arrivata a 27000.
E' stata vagliata l'ipotesi di una pseudopiastrinopenia ma il test è risultato negativo,
è stato valutato l'interazione con farmaci es. aspirina ...senza risultato, io uso farmaci solo in casi di necessità.L'unico farmaco che uso 3 mesi l'anno è l'antistaminico(xyzal o zirtec),le piastrine sono ballerine in diverse fasi dell'anno,non sono concentrate nei mesi primaverili.
Ho fatto anche un'eco alla milza e al fegato,c'è tutto nella norma.
A fine gravidanza quando le piastrine sono scese a 35000 mi è stato prescritto il deltacortene da prendere 3 volte al dì.Nelle prime 24 ore le piastrine erano salite a 50.000 nelle seguenti 24 sono scese a 27000...a quel punto mi è stata fatta una pappa piastrinica e parto cesareo d'urgenza(con un pò di preoccupazione da parte dei ginecologi)
Nei giorni a seguire la situazione si è stabilizzata.
Mi è stato spiegato che il mio problema potrebbe essere di origine autoimmune o una passata influenza virale curata male che mi ha lasciato questo problema. inoltre per profilassi si interviene solo se le piastrine scendono sotto una certa soglia...
siccome i forse e i potrebbe...non mi convincono...lsi può capire cosa genera questa discontinuità?
C'è qualche esame specifico?
L'alimentazione può influenzare la piastrinopenia?
Forse trovando la causa, si può fare un minimo di prevenzione...Il problema delle piastrine basse mi si presenta in mille circostanze(da poco mi sono fratturata un piede...non potevo fare la calciparina...e se in futuro avessi una seconda gravidanza?o un intervento più o meno importante?)
Devo aspettare che si presenti il problema come è successo alla prima gravidanza...e poi bisogna correre al riparo al più presto??

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Monaco

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Buongiorno! Il quadro da Lei descritto è quello di una Porpopa trombocitopenica idiopatica (PTI) di natura autoimmune ma di cui quasi sempre non si conoscono le cause scatenanti. Quando il problema persiste per più di 6 mesi, si parla di PTI cronica. In condizioni di benessere non vanno attuati trattamenti a meno che le piastrine non scendano al di sotto di 30.000/mmc. La trasfusione di piastrine potrebbe essere consigliata solo in caso di interventi chirurgici di una certa entità (es. taglio cesareo) oppure nel caso molto remoto di un episodio emorragico acuto (rarissimo anche per valori di piastrine < 10.000/mmc). Il trattamento di scelta è quello a base di cortisonici e in molti casi ha la sua efficacia. I casi che non rispondono a questa tipologia di trattamento possono essere sottoposti ad alcune alternative, 1) asportazione della milza (splenectomia), 2) utilizzo di farmaci TPO-mimetici (farmaci che stimolano la produzione di piastrine in maniera selettiva), 3) agenti ad azione immunosoppressiva (es. rituximab). La discontinuità del valore delle piastrine è una caratteristica delle forme non responsive ai cortisonici. L'alimentazione non influenza in alcun modo la conta piastrinica e difficilmente si riesce ad individuare il fattore scatenante (idiopatica= senza causa apparente). La prevenzione và attuata, come detto in precedenza, solo in caso di interventi chirurgici, poiché è una patologia che nonostante il numero di piastrine basso è caratterizzata da bassissimo rischio di emorragie spontanee.
Spero di essere stato esaustivo

Cordiali saluti!
Dr. Giuseppe Monaco, Specialista in Ematologia

[#2] dopo  
Utente 353XXX

La ringrazio moltissimo per le spiegazioni.