Utente 822XXX
Ho eseguito degli esami che mi hanno lasciato perplessa e anche preoccupata.
Questi i risultati:

EMOCROMO
G. Rossi 4,26 3,50/5,20
G Bianchi 4,24 4,30/10,80 *
Emoglobina 12,2 12/16
Ematocrito 37 37/48
Vol. Globmedio 87 80/100
MCH 29 25/35
MCHC 33 32/37
RDW-CV 13,5 11/16
Piastrine 196 130/450
Neutrofili 50,9 max 74
Linfociti 39,2 max 45
Monociti 8 max 11
Eosinofili 1,2 max 7
Basofili 0,7 max 2
VES 15 MASSIMO 30
Test resistenza proteina C attivata 4,2 V.N. >2,2 RATIO

Per quanto riguarda l'assetto fenotipico dei linfociti circolanti riporto le conclusioni che sono:

Riduzione dei linfociti B.
Nei linfociti T si osserva una riduzione del numero assoluto della sottopopolazione a fenotipo CD4+ con aumento percentuale della sottopopolazione a fenotipo CD8+ e conseguente rapporto CD4+/CD8+ ai limiti inferiori della norma (1,02 su 1,00/2,50).

AUTOIMMUNITà
Ab Anti Transglutaminasi NEGATIVO
Ab Anti Protrombina NEGATIVO
Ab Anti Annexina V NEGATIVO
Ab Anti Mitocondri NEGATIVO

AB Anti Nucleo (IFI) Positivo Pattern punteggiato 1:640
Diluizione screening 1:80

Ad una analisi precedente (altro boratorio)
risultavano negativi (EIA)

ENA profilo (dot-blot) NEGATIVO
Omocisteina 7,60 3,70/14
Proteina C reattiva 0,50 0/5
Fattore del complemento C3 77 90/180 *
Fattore del complemento C4 13 10/40

Sono in terapia con Tirosint per una tiroidite autoimmune da 6 mesi e ho visto dall'inizio della cura un effettivo calo dei valori degli anticorpi anti TG e anti TPO (questi ultimi inizialmente molto alti)

Come mai complemento C3, linfociti B e in parte T e anticorpi anti nucleo risultano alterati?
Quali conclusioni si possono trarre?

Vi ringrazio

[#1]  
10161

Cancellato nel 2009
Lei ha una tiroidite autoimmune, che con alterne vicende, influisce sulle cellule tiroidee, uccidendole, questa patologia, spontaneamente, ha fasi di remissione e fasi riacutizzazione, quindi può passare dall’iper-, all’ipo-, all’eu-tiroidismo, con variazioni sugli anticorpi anti TG e TPO, che possono arrivare alternativamente anche fino a 1.500 ed oltre. L’agente eziologico è il virus di Epstein_barr, nella maggioranza dei casi, altri virus la possono provocare, ma in maniera minore. Il meccanismo per cui si verifica la patologia autoimmune è il mimetismo molecolare, che si può essere verificato molti anni prima. Il sistema immunitario risponde con il C3, per l’attacco del virus contro i linfociti, per questo l’abbassamento del loro numero totale, dei CD4 e il rialzo dei CD8, Anche le piastrine diminuiscono per l’attacco autoimmune. Da qui la produzione degli anticorpi antinucleo. Se non si esegue nessuna terapia contro l’agente patogeno, EBV, la malattia autoimmune, prosegue indisturbata, creando problemi. Lei da diverso tempo soffre di questa tiroidite autoimmune, forse anni, anche se, come dice lei, è stata scoperta solo 6 mesi fa, questa può influire sull’asse HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, e la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia, producendo disturbi nell’asse ormonale, soprattutto ovaio e corpo luteo, inducendo insufficienza ormonale, progesterone e estrogeni, che si potrebbe ripercuotere anche per future gravidanze, l’ipotiroidismo, può provocare anche aborti, se viene trascurata. Come vede, trascurare la malattia autoimmune, che ha provocato la tiroidite, può avere grosse ripercussioni, non solo continuando a distruggere le cellule tiroidee, ma anche influendo su altri organi. Bisogna agire su chi ha innescato il mimetismo molecolare, che in questi casi può essere il virus di Epstein-Barr, come dimostrato anche dalle alterazioni dei linfociti e gli anticorpi antinucleo. Il virus va ben identificato con esami specifici, e con il genoma opportunamente diluito, informare il sistema immunitario della sua presenza, aiutarlo a eliminarlo. Questo virus, come descritto in letteratura internazionale, è particolarmente fetente, ed ha la possibilità di rimanere nelle cellule dell’organismo, nonostante la produzione di anticorpi. Questo continua ad agire sul sistema immunitario, proseguendo la malattia autoimmune. Può provocare anche le artriti reattive, con alterazioni delle articolazioni, con dolori della schiena.
Saluti

[#2] dopo  
Utente 822XXX

Gentile Dott. Moschini
1)Come faccio ad individuare con certezza questo mimetismo molecolare e il probabile Epstein-Barr?
2)E se così fosse cosa vuol dire assumere il genoma diluito? Quali problemi può comportare?
3)Ultimo quesito: visto che sto assumendo una terapia tiroidea sostitutiva, nel caso succitato dell'assunzione del genoma, dovrei sospenderla?
Grazie

[#3]  
10161

Cancellato nel 2009
Bisogna eseguire la tipizzazione HLA classe I e II, e tutti li anticorpi anti EBV, non soltanto li EBNA, come ha eseguito. La somministrazione del genoma virale, non comporta nessun rischio perchè viene calcolata esattamente la diluizione esatta, si parla sempre di diluizioni che si avvicinano allo 0,005 nanomolare, quindi bassissime. Basta questo per informare il sistema immunitario della presenza del virus, il quale, per sue caratteristiche, ha la proprietà di rendersi invisibile; inoltre si deve aiutare il sistema a portarlo via. Per questo motivo ho in studio esami strumentali che mi facilitano nel condurre il ragionamento diagnostico e terapeutico.
La terapia sostitutiva, va mantenuta, se necessario, l’importante è bloccare la produzione di anticorpi antitiroide ed altri autoanticorpi: “AB Anti Nucleo (IFI) Positivo Pattern punteggiato 1:640,” che hanno il significato che la malattia autoimmune si sta rivolgendo verso altre cellule di altri organi. Per questo, è necessario individuare l’antigene umano completo, per accertare la probabilità di sviluppo di un’altra patologia autoimmune.