Valutazione aggressività carcinoma tiroideo
Tre settimane fa ho subito un intervento di tireoctomia parziale a seguito di un agoaspirato TIR4.
Il nodulo era singolo, molto piccolo, ma con margini spiculati.
In più l'esame citologico era risultato positivo per HBME-1 e Galactina 3.
Specifico che ho sempre avuto livelli degli ormoni tiroidei nella norma, ho solo anticorpi anti-tireoglobulina alti.
Fatto che ha portato alla diagnosi di Hashimoto e controlli periodici, da cui appunto è emerso il nodulo.
Ieri ho ricevuto risultato esame istologico:
Emitiroide del peso di 14 grammi con nodulo biancastro di 0.8 cm a margini infiltrativi incluso in toto.
Istologicamente l'emitiroide mostra una struttura nodulare con fenomeni colloideo-cistici.
La formazione di cm 0.8 mostra una struttura follicolare con dettagli nucleari da carcinoma papillare; la neoplasia mostra embolie neoplastiche endolinfovasali e giunge a ridosso del margine di exeresi chirurgico tiroideo inchiostrato
lambendolo, e con infiltrazione iniziale del tessuto adiposo perilobare contenuto entro il margine di exeresi inchiostrato.
Presenza di foci di tiroidite linfocitaria silente.
DIAGNOSI
Carcinoma papillare varietà follicolare invasiva.
(pT1a, pNX-TNM/AJCC 8th ed.
2017)
L'ospedale dove sono stata operata mi ha inviato tale referto per email con l'indicazione di rivolgermi al medico curante o specialista di riferimento (che non ho, perché sinora sono stata seguita da loro...).
Sono un po' interdetta.
Capisco che il tumore è stato rimosso con l'intero lobo, capisco che si trattava di un carcinoma veramente molto piccolo, ma quella definizione di "variante invasiva", l'accenno ad "embolie endolinfovasali" e alla neoplasia che "lambisce" il margine di exeresi, il fatto che non trovi menzione dei linfonodi (non sono stati valutati?) , non mi lascia tranquillissima.
Mi dovro' operare di nuovo?
Devo fare radioterapia?
Sono cose che avevo messo in conto, ma di essere lasciata da sola con questo referto, senza spiegazioni, no.
O forse sono inutilmente apprensiva?
Il nodulo era singolo, molto piccolo, ma con margini spiculati.
In più l'esame citologico era risultato positivo per HBME-1 e Galactina 3.
Specifico che ho sempre avuto livelli degli ormoni tiroidei nella norma, ho solo anticorpi anti-tireoglobulina alti.
Fatto che ha portato alla diagnosi di Hashimoto e controlli periodici, da cui appunto è emerso il nodulo.
Ieri ho ricevuto risultato esame istologico:
Emitiroide del peso di 14 grammi con nodulo biancastro di 0.8 cm a margini infiltrativi incluso in toto.
Istologicamente l'emitiroide mostra una struttura nodulare con fenomeni colloideo-cistici.
La formazione di cm 0.8 mostra una struttura follicolare con dettagli nucleari da carcinoma papillare; la neoplasia mostra embolie neoplastiche endolinfovasali e giunge a ridosso del margine di exeresi chirurgico tiroideo inchiostrato
lambendolo, e con infiltrazione iniziale del tessuto adiposo perilobare contenuto entro il margine di exeresi inchiostrato.
Presenza di foci di tiroidite linfocitaria silente.
DIAGNOSI
Carcinoma papillare varietà follicolare invasiva.
(pT1a, pNX-TNM/AJCC 8th ed.
2017)
L'ospedale dove sono stata operata mi ha inviato tale referto per email con l'indicazione di rivolgermi al medico curante o specialista di riferimento (che non ho, perché sinora sono stata seguita da loro...).
Sono un po' interdetta.
Capisco che il tumore è stato rimosso con l'intero lobo, capisco che si trattava di un carcinoma veramente molto piccolo, ma quella definizione di "variante invasiva", l'accenno ad "embolie endolinfovasali" e alla neoplasia che "lambisce" il margine di exeresi, il fatto che non trovi menzione dei linfonodi (non sono stati valutati?) , non mi lascia tranquillissima.
Mi dovro' operare di nuovo?
Devo fare radioterapia?
Sono cose che avevo messo in conto, ma di essere lasciata da sola con questo referto, senza spiegazioni, no.
O forse sono inutilmente apprensiva?
Buongiorno
effettivamente mi pare strano che l’abbiano lasciata in questo limbo. Proverò a condividere qualche ragionamento che, per ovvi motivi, possono avere solo carattere generale.
-pT1a tumore 10 mm, dato molto favorevole: i tumori di queste dimensioni oggi possono essere anche osservati senza intervento (poi dipende dal singolo caso, qui parlo in generale).
-pNx significa che non sono stati asportati linfonodi, il che è normale in caso di lobectomia.
-il discorso dell’infiltrazione, per come descritto, non è rilevante e infatti il patologo ha mantenuto il pT1a e non ha applicato la categoria pT3.
-l’unico dato da approfondire è quello dell’infiltrazione linfovascolare: in realtà andrebbe specificato se i vasi interessati sono linfatici o vascolari e in quest’ultimo caso quanto focolai sono presenti.
-Quanto sopra è rilevante per decidere se e’ necessario un reintervento + radioiodio o e’ sufficiente il follow-up.
Pertanto le consiglio di rivolgersi ad un centro che si occupa di tumori tiroidei, gli specialisti potranno ev richiedere una revisione del preparato istologico e definire la strategia più adeguata.
Cordiali saluto
effettivamente mi pare strano che l’abbiano lasciata in questo limbo. Proverò a condividere qualche ragionamento che, per ovvi motivi, possono avere solo carattere generale.
-pT1a tumore 10 mm, dato molto favorevole: i tumori di queste dimensioni oggi possono essere anche osservati senza intervento (poi dipende dal singolo caso, qui parlo in generale).
-pNx significa che non sono stati asportati linfonodi, il che è normale in caso di lobectomia.
-il discorso dell’infiltrazione, per come descritto, non è rilevante e infatti il patologo ha mantenuto il pT1a e non ha applicato la categoria pT3.
-l’unico dato da approfondire è quello dell’infiltrazione linfovascolare: in realtà andrebbe specificato se i vasi interessati sono linfatici o vascolari e in quest’ultimo caso quanto focolai sono presenti.
-Quanto sopra è rilevante per decidere se e’ necessario un reintervento + radioiodio o e’ sufficiente il follow-up.
Pertanto le consiglio di rivolgersi ad un centro che si occupa di tumori tiroidei, gli specialisti potranno ev richiedere una revisione del preparato istologico e definire la strategia più adeguata.
Cordiali saluto
Prof. Dr. med. Luca Giovanella
luca.giovanella@centropromater.it
https://www.centropromater.it
Utente
Caro dottore,
La ringrazio tantissimo per la risposta. Volevo chiederle un'ultima cosa: oltre alla mancata caratterizzazione/ quantificazione dell'invasione "endolinfovascolare", è problematico anche il fatto che i margini non vengano definiti indenni, ma "lambiti" dalla neoplasia? Aggiungo che nel frattempo ho ricevuto da parte dell'ospedale una sorta di stringato report in cui si afferma (senza argomentazione alcuna) che la decisione finale è quella di non procedere alla totalizzazione. La decisione sarebbe stata presa collegialmente da un "tumor board". Peccato che il report non sia firmato da nessuno, per cui francamente non so che valore possa avere. Ovviamente mi rivolgero' altrove, ma ci tengo a specificare che l'ospedale che mi ha operata è uno dei più prestigiosi in Italia e che ero seguita in regime SSN. Ancora grazie.
La ringrazio tantissimo per la risposta. Volevo chiederle un'ultima cosa: oltre alla mancata caratterizzazione/ quantificazione dell'invasione "endolinfovascolare", è problematico anche il fatto che i margini non vengano definiti indenni, ma "lambiti" dalla neoplasia? Aggiungo che nel frattempo ho ricevuto da parte dell'ospedale una sorta di stringato report in cui si afferma (senza argomentazione alcuna) che la decisione finale è quella di non procedere alla totalizzazione. La decisione sarebbe stata presa collegialmente da un "tumor board". Peccato che il report non sia firmato da nessuno, per cui francamente non so che valore possa avere. Ovviamente mi rivolgero' altrove, ma ci tengo a specificare che l'ospedale che mi ha operata è uno dei più prestigiosi in Italia e che ero seguita in regime SSN. Ancora grazie.
Buonasera
il termine lambiti è comunque rassicurante, infatti anche una minima estensione al di fuori dei margini non è più considerato un fattore di rischio. Oltre a questo non posso dirle ma se la decisione è stata presa collegialmente in un board dedicato e’ stato certamente coinvolto il patologo e il quadro e’ stato considerato complessivamente a basso rischio, il che è certamente positivo.
Auguri e cordiali saluti
il termine lambiti è comunque rassicurante, infatti anche una minima estensione al di fuori dei margini non è più considerato un fattore di rischio. Oltre a questo non posso dirle ma se la decisione è stata presa collegialmente in un board dedicato e’ stato certamente coinvolto il patologo e il quadro e’ stato considerato complessivamente a basso rischio, il che è certamente positivo.
Auguri e cordiali saluti
Prof. Dr. med. Luca Giovanella
luca.giovanella@centropromater.it
https://www.centropromater.it
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 301 visite dal 01/04/2026.
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