Utente 414XXX
Egregi dottori,
vi chiedo un parere sul referto rilasciatomi dalla pediatra del pronto soccorso dove ieri ho condotto mio figlio di 6 anni e mezzo in seguito all'improvvisa comparsa di un gonfiore in sede perimandibolare sinistra (la sera precedente aveva febbriciattola, 37° circa, che è scomparsa al mattino dopo per ripresentarsi la sera in cui è emerso il gonfiore).
Faccio presente che mio figlio circa 3 mesi fa si è sottoposto ad esami del sangue e delle urine dalle quali non è emerso nulla degno di attenzione.
In pronto soccorso è stata effettuata un'ecografia della quale riporto il referto:
nel contesto della ghiandola sottomandibolare sinistra si rilevano due linfonodi discretamente ingranditi a morfologia ovalare ed ecostruttura ipoecogena con riconoscibile pilo adiposo, riferibili alla natura flogistico-reattiva, che mostrano vascolarizzazione marcatamente accentuata all'indagine Color-Doppler.
Il linfonodo di maggiori dimensioni (2,6 cm x 1,6 cm) presenta alcune areole anecogene contestuali (circa 3 mm) riferibili ad iniziali segni di collimazione.
Da questo lato in adiacenza alla ghiandola sotttomandibolare concomitanza numerosi linfonodi ingranditi con caratteristiche morfo strutturali analoghe, privi di segni di collimazione, localizzata livelli I, II e III, con diametro massimo fino a 2 cm.
Anche controlateralmente sono presenti vari linfonodi ingranditi di natura reattiva, seppur di minori dimensioni rispetto ai controlaterali (diametro massino fino ad 1 cm).
Regolare per dimensioni ed ecostruttura la ghiandola sottomandibolare destra e le ghiandole parotidi d'ambo i lati.
Tiroide in sede, di dimensioni regolari ed ecostruttura omogenea.

Gli è stato prescritto l'antibiotico da prendere per 10 giorni e l'antinfiammatorio ma la dottoressa mi ha raccomandato di tornare in PS qualora dovessimo notare cambiamenti repentini nella fora del gonfiore o la comparsa di altri gonfiori in altre sedi anatomiche.

Mi potreste dare qualche indicazione sul possibile significato di quanto emerso? Mi è stato spiegato che non è possibile capire a quale infezione hanno reagito i linfonodi ma ciò che mi ha destato un po' di preoccupazione è stata la perplessità dei dottori stessi.... Naturalmente sulla base del solo riscontro ecografico e della visita non hanno potuto essere esaustivi ma mi hanno detto che anche la caratteristica "flogistico-reattiva" non esclude del tutto che si possa trattare di una patologia più grave.
E' il caso di fargli fare qualche altro accertamento subito o è più saggio attendere la fine della terapia prescrittagli?
Scusandomi per la lungaggine (e per l'ansia), in attesa di un cortese riscontro porgo cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Giandomenico Mascheroni

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Buon giorno. io (da medico di famiglia ed endocrinologo) rifare a breve esami ematici completi, comprensivi dal punto di vista infettivologico almeno di toxoplasma citomegalovirus ed Epstein barr virus. ed una ecografia collo.

ed ovviamente lo rivaluterei clinicamente
Dr. Giandomenico Mascheroni, MMG ed Endocrinologo
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[#2] dopo  
Utente 414XXX

Gentilissimo Dottore,
La ringrazio di cuore per avermi risposto.
Purtroppo dopo una settimana di augmentin la situazione sembrava peggiorata, così abbiamo riportato il bambino in PS e lo hanno ricoverato in quanto anche al controllo ecografico risultava che non solo la terapia non ha sortito gli effetti sperati ma il linfonodo era anche lievemente cresciuto.
Mio figlio è stato sottoposto ad eco collo, addome, rx torace, e a tutti i principali esami ematici dai quali non è venuto fuori nulla di allarmante è stato anche sottoposto a visita ORL di cui le allegherò in calce il referto.
È risultato che in passato ha avuto il virus EBV e anche il CMV, mentre è ancora negativo per il toxoplasma.
Da venerdì 14 è in terapia endovenosa di Clamidicina e Rocefin e negli ultimi due giorni sta assumendo anche Bentelan.
Il gonfiore esterno del viso è quasi scomparso ma all’eco odierna , dopo una settimana di ricovero e la terapia che le ho scritto, i linfonodi (perché non è solo uno) risultano essersi ridotti di appena 2 mm ciascuno. Il maggiore da 2.7 mm oggi misurava 2.5 mm, mentre il tessuto sottocutaneo si è effettivamente sfiammato (scusi i termini “casalinghi”),
Il bambino non ha alcun sintomo, sta benissimo, e gli è scomparsa anche la febbricola che andava e veniva sopraggiunta dopo aver iniziato l’antibiotico per via orale (quindi assente prima del rigonfiamento del linfonodo).
Secondo lei dopo 15 giorni complessivi di terapia (7 GG per bocca e 7 endovena) si può davvero ritenere che la situazione sia in miglioramento per soli 2 mm di riduzione del “gonfiore” o la minor misura può essere dettata da un minor stato di infiammazione senza nulla dirci sulla natura del fenomeno?
So che mi dovrei affidare ai pediatri del reparto ma in tutta sincerità ho motivi per essere un tantino perplessa.
Lei a questo punto procederebbe con biopsia o, come è stato ipotizzato da un pediatra del reparto, gli farebbe continuare la terapia antibiotica a casa, visto che in qualche modo il gonfiore sta rientrando?
Le riporto il referto dell’eco fatta il 14 (cioè dopo una settimana di cura con agmentin) e quello della visita ORL (purtroppo il referto dell’ultima eco di oggi non mi è stato consegnato ma come le scrivevo so che le misure sono ridotte si 2 mm)

Ecografia 14/9
la ghiandola sottomandibolare di sinistra non è più riconoscibile ed è apprezzabile un’unica formazione omogenea di 2.7 x 1,8 senza segni di colliquazione con ispessimento sottocutaneo e dei piani fasciali

Visita ORL del 18/9

cute non iperemica in sede sottomandibolare si apprezza neoformazione di consistenza aumentata ipomobile sui piani profondi molto adiacente e adesa al corpo mandibolare

In attesa di una Sua preziosa risposta La saluto cordialmente .