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Proctite ulcerosa

Buongiorno cari medici,
ringrazio in anticipo per l'eventuale risposta fornita da voi. La mia esigenza di scrivervi nasce dal fatto che mi trovo attualmente in Spagna e non ho potuto verificare personalmente il mio stato di saluto con un altro specialista.
L'inizio della storia risale a circa tre mesi fa quando mi urgeva e sentivo la necessità di andare al bagno. Gli episodi si ripetevano dell'ordine di otto e dieci volte al giorno, costringendomi molto spesso a limitarmi nelle uscite e dover sempre cercare un bagno in qualche bar per poter defecare. Il fatto è che non avveniva una "normale" defecazione, il più delle volte era un muco accompagnato da sangue e molto spesso questi eventi erano accompagnati da meteorismo.
Dato il fatto sono andato da uno specialista qua in Spagna, un gastroenterologo molto famoso nella città in cui risiedo (mi trovo in Andalusia).
Nella prima visita specialistica mi ha diagnosticato a parer suo, una proctite ulcerosa, dati i sintomi evidenti. Per essere sicuro mi ha prescritto un'analisi del sangue accompagnata da una colonscopia. Alla seconda visita (con la colonscopia) il dottore mi ha conformato la diagnosi, constantando anche una Proteina C più alta del solito (non conosco bene i tecnicismi). Nella visita colonscopica ha riconfermato la diagnosi di proctite ulcerosa. Il dissenso tra me il dottore è sorto nel momento in cui ho dovuto prendere il lassativo Pleinvue (nel prospetto medico era controindicato per i soggetti fabici), dal momento che io sono fabico. Dato lo spavento, il dottore mi ha prescritto con urgenza una prescrizione in cui si raccomandava di andare a un ospedale pubblico in cui mi controllassero i valori dell'emoglobina (a causa desuo errore mi ha prescritto delle visite in un'ospedale pubblico nonostante io fossi in quel momento in una struttura ospedaliera privata). Nella visita colonscopica mi ha prescritto un cortisone per alleviare l'infiammazione: voleva "studiare" una medicina che fosse adatta al mio caso. Nella successiva visita (una lista d'attesa di un mese, nonostante fosse una specialista privato) mi ha somministrato un cortisone e "mesalazina" (io sono fabico), ossia, Claversal e Salofalk. Io fidando del medico le ho assunte (erano due supposte al giorno e una bustina di Salofalk) ma dopodiché ho interrotto perché in Italia ha constatato che devono essere evitate dalle persone fabiche come me. Vorrei più che altro capire se ho agito male (ho chiesto il rimborso dei medicinali) e lui sostiene che non ci sono evidenze scientifiche sull'assunzione ma che comunque devo andare cauto. Io sono rimasto davvero insoddisfato anche perché ho dovuto spendere 800 euro senza trovare una soluzione. Vorrei un consiglio su come devo muovermi e su cosa potrei fare. Vi ringrazio ancora per la vostra disponibilità e vi mando un cordiale saluto.
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Dr. Luano Fattorini Gastroenterologo, Medico di base, Chirurgo apparato digerente, Medico di medicina generale, Radiologo, Chirurgo generale 295 13 5
Il Favismo può essere di varie forme e gradi. Le forme più lievi e diffuse sono asintomatiche e non pericolose.
Comunque, per la questione, è bene consultare anche un Ematologo.
Saluti.

dr. Luano Fattorini

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dopo
Utente
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Grazie per la risposta dottore. Il mio quesito era capire se il dottore abbia fatto bene a prescrivermi una medicina di questo tipo. In tal caso io sono fabico, mia madre è portatrice ma comunque il mio grado della malattia sicuramente è alto. Io ho evitato l'assunzione per questo motivo.

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