Utente
Da circa due mesi manifesto un gonfiore addominale, a mio avviso, immotivato, che si accompagna ad un’intensa attività digestiva non appena ingerisco cibo.

In passato ho sempre avuto la pancia piatta, anche in periodi di alimentazione poco curata e sana.


Adesso su consiglio del medico curante, ho iniziato a fare dei piccoli autotest: eliminando totalmente latticini, cibi che causano fermetazione, chewingum e anche i cereali/farine integrali (perchè ho notato un peggioramento dei sintomi): praticamente non mangio più nulla.

Ho notato un miglioramento: almeno i rumori mostruosi di digestione sono spariti e anche la dissenteria improvvisa, ma trovo che siamo ben lontani dal risolvere.

Oggi, ad esempio, non ho mangiato nulla fino a cena e la pancia sembrava quasi piatta.
Ho mangiato poi due fettine sottili di vitello magro, al forno, senza olio.
Ed ecco che la pancia si gonfia e non appena posata la forchetta inizia il meteorismo.


Premetto che faccio sport 4-5 volte alla settimana e bevo poca acqua, lontana dai pasti.
Non seguo terapie ormonali e il ciclo è regolare.


Il medico sostiene che sia una disbiosi comune a molte donne e non mi ha proposto alcun approfondimento.


Dato che la situazione mi causa molto disagio, vorrei venirne a capo.
Perció vi chiedo: sapreste consigliarmi quali approfondimenti poter fare?
Che genere di esami?


Io sono molto determinata.
Se per eliminare il problema occorrono sacrifici e restrizioni alimentari molto pesanti, li accetto volentieri.
Non posso peró più vedermi con un addome gravidico...

Vi ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi.

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Dr. Riccardo Annibali

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Penso che i suoi disturbi possano essere collegati a una disbiosi intestinale con prevalenza di lieviti (p.es. Candida). Disbiosi significa semplicemente che la proporzione di lieviti presente nell'intestino è aumentata rispetto alla norma (perché tutti abbiamo una certa quantità di questi funghi nell'intestino). Questo è in genere dovuto a una alimentazione ricca di carboidrati: i lieviti, infatti, si alimentano solo con il glucosio, che è un prodotto della digestione degli zuccheri presenti nella pasta, nel pane, nella frutta, nei latticini, etc. Una alimentazione ricca di carboidrati potrebbe essere responsabile di uno squilibrio della flora intestinale con un aumento dei lieviti. Il tutto può anche essere precipitato da una cura con antibiotici, che diminuiscono i batteri "buoni", ma non i lieviti.
In questo caso non si verifica una vera e propria "colite" ma un insieme di possibili disturbi più lievi: gonfiore intestinale con meteorismo e flatulenze, bruciore e prurito anale, bruciore e prurito vaginale con perdite biancastre, bruciore a urinare, prurito e bruciore a livello delle principali pieghe cutanee (sottomammarie, inguinali, etc.), stanchezza, difficoltà di concentrazione, sinusite, disturbi della pelle, etc. Naturalmente non sono sempre presenti TUTTI questi sintomi, ma solo alcuni...
La cura comporta una dieta per quanto possibile priva di carboidrati e di lieviti, l'assunzione di appositi farmaci e l'idrocolonterapia (= lavaggio dell'intestino crasso per rimuovere gli eccessi di flora fungina putrefattiva).
Cordiali saluti.
Dr. Riccardo Annibali
Coordinatore dell'Unità di Colonproctologia "Milano Nord"
Casa di Cura La Madonnina di Milano