Utente 281XXX
Gentile Dott:le voglio esporre il caso di mia madre che tanto mi sa soffrire.
Ha 91 anni e sino a qualche giorno fa è sempre stata una donna autosufficiente anche se con gli acciacchi dell'eta'.
Chi le scrive è la figlia 62 anni,sposata con un marito cardiopatico,2 figli adulti che fanno ormai la loro vita.
Abitiamo porta a porta ed ho sempre provveduto alle sue necessita':
Le preparavo qualcosa da mangiare,l'ho accompagnata nelle sue passeggiatine,le ho sempre fatto compagnia 2/3 ore al giorno.Debbo dire attivita' che ho svolto sempre con piacere
Da qualche giorno non mi riconosce piu' dice che le ho rubato la figlia,che la nipote di 34 anni è in realta' sua figlia.Non vuole che le dia piu' niente da mangiare e a volte mi caccia.
Quando è lucida i suoi comportamenti aggressivi li interpreta come se li avessi tenuti io.
Soffre di diabete che purtroppo non si riesce piu' a compensare bene.
Prende tante medicine secondo me anche troppe ma ha un medico di base...e qui mi taccio.
I medicinali che prende (e che ora a volte dimentica)sono:
COLAZIONE
glicorest
triatec
xericar
lasopranzolo
PRANZO
cardio
lasix
gabapentin
glicorest
CENA
depakin 200
gabapentin
glicorest
todregol 1/2 pillPer dormire Stilnox e Bromazepam piu' 6 unita' di insulina Lantus.
Che ne pensa?E,soprattutto,come devo comportarmi nei suoi momenti di poca lucidita'?
Grazie e se mi puo' indicare da quale specialista la posso far visitare.
La ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Signora,

mi pare che siamo di fronte ad una situazione che in generale potremmo definire di demenza senile.
Ovviamente non conoscendo approfonditamente il caso non Le posso dare informazioni attendibili.
La cosa da fare è di affidarsi ad uno specialista geriatra o neurologo che possa prendere in carico la mamma e seguirla nel tempo. Infatti in questi casi non è raro dovere andare, almeno inizialmente, a saggiare la reattività individuale ai farmaci e ai loro dosaggi, cosa che potrebbe richiedere un certo tempo.
Le dico pure che queste sono situazioni non facili a gestire e che non sempre rispondono alle varie terapie farmacologiche suggerite.

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Antonio Ferraloro