Utente
Gentili dottori,
fin dall'adolescenza ho notato un'asimmetria sia di forma che dimensioni tra le piccole labbra,di cui una addirittura fuoriuscente dalla vulva ed accompagnata dalla sporgenza di una grossa "piega" laterale,tra il grande ed il piccolo labbro di destra.
Ho sopportato PER ANNI il continuo sfregamento che tutto questo comportava,finchè i lembi esterni del piccolo labbro più esuberante hanno cominciato a mostrare un profilo scuro,molto frastagliato e la presenza di "peduncoli".Così ho deciso di rivolgermi ad una ginecologa,la quale prima ha affermato di "non aver mai riscontrato una cosa simile", poi ha proposto un'intervento riduttivo sul piccolo labbro con biopsia,comunque non urgente.
Mi sono sottoposta all'operazione con fiducia,pensando che il lato estetico e quello funzionale fossero tenuti in pari considerazione,ma..il labbro operato risulta quasi amputato rispetto a quello sano,ha un'altra forma e tutto questo dopo un'anestesia locale ATROCE.
Lo strumento che è stato usato(a mia insaputa),è il termocoagulatore e -a distanza di un mese-l'aspetto è ancora gonfio ma soprattutto indurito,come se fosse fuso.
Oltretutto la dottoressa che mi ha operato non ha voluto eliminare la piega cutanea che possiedo-e che spunta persino a gambe chiuse- sostenendo che:
1)E' necessaria al piacere sessuale
2)E' troppo vascolarizzata e ci sarebbe il rischio di un'emorragia
3)Darebbe luogo ad una cicatrice enorme.
Insomma io ho finalmente affrontato un'operazione che temevo ed il risultato sembra quasi peggiore di prima!!!
Inoltre l'esito della biopsia-successiva all'intervento e BEFFARDA se vogliamo-è totalmente negativo,presenta solo un tessuto flogoso, sicuramente dovuto allo sfregamento.
Io non mi sento proprio di "accontentarmi"-come mi è stato suggerito-anche perchè sono ancora vergine e sinceramente ci tenevo a migliorare il mio aspetto prima di un futuro rapporto.
Così vorrei sapere se:
1)Nella zona di Parma-Reggio Emilia operino bravi chirurghi sessuali, che adoperino possibilmente la tecnica laser;
2)Veramente questa piega non si possa eliminare,in quanto è ingombrante,turgida e non "pieghevole" al tatto.
3)E'possibile che col tempo il labbro tagliato si allunghi da solo?Ho notato che premendo e tirando la parte in questione un pochino cede,anche se mi costa molto fastidio.
Mi spiace essermi dilungata,ma mi sento presa sottogamba, soprattutto perchè per me di punto in bianco essere catapultata in sala operatoria ed essere giudicata da personale che non avevo mai incontrato non è stato nè facile nè piacevole.
Ho notato una gran fretta, sia nell'operazione-eseguita a regime di mutua in 20 minuti- che nel trattamento postoperatorio,un'osservazione durata in tutto 3 ore.
Inoltre-se posso permettermi- non condivido questa scelta di operare subito ed eseguire la biopsia DOPO l'intervento: se si fosse trattato davvero di una patologia potenzialmente maligna,allora avrei accettato anche un'amputazione totale delle piccole labbra, ma..era solo pelle!!e se la dott.ssa in questione l'avesse chiarito subito, avrebbe potuto limitare al minimo la porzione da tagliare.
Inoltre quando ho chiesto spiegazioni in merito mi sono sentita rispondere che è normale essere asimmetrici tra la parte dx e sx del corpo..,solo che io mi sono fatta operare APPOSTA!
Scusate lo sfogo ma in questo "dialogo fra sordi" ho avuto l'amara sensazione che a regime di mutua si operi con un solo peso ed una sola misura, senza minimamente interessarsi del vissuto relativo ad ogni singolo paziente.
Vi ringrazio per i suggerimenti che vorrete darmi,
Alessandra.

[#1]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Cara Alesandra
posso comprendere il suo sfogo e la sua amarezza, anche se non condivido il suo giudizio negativo nè sugli intenti dei medici pubblici nè sull'operato della Collega che avrà, ne sono certo, operato in piena scienza e coscienza.
Anch'io sono un Medico pubblico e le posso assicurare che il vissuto relativo al singolo paziente, come Lei lo chiama, ha grande posto nelle nostre valutazioni di merito prima di qualunque altra cosa...prima ancora, se possibile, anche delle valutazioni eminentemente cliniche.
Tornando alla Sua situazione, mi sembra di comprendere una cosa e non riuscire a farlo per un'altra.
In particolare ho capito che Lei aveva una ipertrofia di un piccolo labbro della vulva.
E' una situazione non proprio frequente che determina fastidi in relazione all'incremento volumetrico di questa normale entità anatomica, fastidi dovuti, come Lei ha bene descritto, all'ingombro di questa formazione ed allo sfregamento con indumenti intimi, pantaloni ecc.ecc.
La risoluzione di questa anomalia è, ovviamente, chirurgica. L'uso del bisturi elettrico (o termocoagulatore come Lei lo chiama), è di comune scelta in questi casi. La porzione da amputare, ovviamente, è da considerare in rapporto alla grandezza del piccolo labbro controlaterale ritenuto normale e che fa da confronto.
Fin qui, come le dicevo, tutto comprensibile.
Anche l'aspetto del moncone del piccolo labbro amputato, gonfio, turgido, indurito, a distanza di un mese dall'intervento, è comprensibile quale esito di una flogosi da diatermocoagulatore, che, però, può essere trattata adeguatamente con risoluzione definitiva, tramite l'uso locale di creme emollienti, anti-infiammatorie e riepitelizzanti per almeno 15 - 20 giorni, eventualmente ripetibili a seconda del risultato ottenuto.

Quello che, però, non riesco assolutamente a comprendere è la PIEGA CUTANEA di cui parla. Sinceramente, per quanto mi sforzi di rapportarla ad una patologia definibile, non ci riesco.
Probabilmente sarebbe il caso di contattarmie, se vuole, in privato e di mandarmi una foto che illustri la situazione, perchè davvero non so a cosa si riferisca.
E dal momento che questa "piega cutanea" sembra essere il suo più grande cruccio, non vorrei darLe un'informazione non esatta.

Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#2] dopo  
Utente
Egregio Dott.Santoro,
la ringrazio per la celerità della sua risposta,che mi ha fatto molto piacere,ma in merito al rapporto medico-paziente devo obiettarle che la dott.ssa con cui ho avuto la 1°"visita" -se così si può definire,limitandosi alla sola analisi esterna della vulva- non ha proprio cercato un dialogo con me,tagliando corto il discorso su tutto quello che riguardava la mia vita privata: il mio desiderio di rendere finalmente al meglio l'aspetto estetico di una malformazione,i complessi legati alla mia pesantissima verginità e neppure si è interessata alla professione che esercito.
Essendo io completamente estranea all'ambiente ho -purtroppo-sottovalutato la cosa,(scambiandola addirittura per una grande dimestichezza professionale!),ma la poca accuratezza dimostrata inizialmente si è ripetuta anche DURANTE l'intervento.
Tengo poi a precisare che la struttura in cui mi sono recata è una clinica privata,che si presta a questo genere di interventi a regime di mutua.

Per quanto riguarda il piccolo labbro operato, nella fase post-operatoria mi è stato detto di lavarmi con Betadine germicida ed applicare una crema cicatrizzante come Fitostimoline 15% per 2 volte/die, cosa che a distanza di 40 giorni effettuo ancora, visti i risultati.
1) Non ho mai sentito di creme riepitelizzanti invece: sono la stessa
cosa? Dovrei cambiare?

Ho paura che questa rigidità non cambi più, essendo ormai la pelle fusa(come succede alla plastica)e non più sottile come prima.
2) La domanda che ponevo a proposito del laser è dovuta anche alla
pessima e LENTA cicatrizzazione che ho avuto dopo la
termocoagulazione: nelle prime 4 settimane infatti la crosta era
grossa e molle, per cui bastava il semplice lavaggio e l'unguento
da distribuire per STACCARE TUTTO!
Gli esami relativi alla coagulazione del sangue erano nei
limiti,per questo penso che -probabilmente- il laser avrebbe
avuto più precisione di taglio e minor sanguinamento.
Lei cosa ne pensa? Si usa abitualmente questa tecnica anche a
regime di mutua o è una prerogativa disponibile solo a
pagamento?

Infine,sulla "piega cutanea" di cui parlavo,posso solo dirle che questo è un termine coniato dalla dott.ssa già citata,per indicare
-ma non era convinta neanche lei- un enorme prepuzio laterale del clitoride,contenente i corpi cavernosi.
Io non ho trovato nessun caso, nessuna foto, nessuna tavola illustrativa in merito,nè posseggo foto personali a riguardo.
Cercando di descriverla,a prima vista sembra che io abbia 3 piccole labbra,mentre ad un'osservazione ravvicinata si vede che la più grande ed esterna è una mucosa a parte,anche se con la stessa identica forma e lunghezza maggiore.
Parte a lato del clitoride, ma non troppo vicino ed ha una consistenza turgida.
Non dà particolari problemi, a parte il solito sfregamento contro gli indumenti e l'aspetto,ovviamente.
Io vorrei solo sentirmi dire che è possibile correggere l'insieme,con precisione però(anche se mi sembra assurdo doverlo sottolineare!),
in quanto sono davvero STANCA.
3)E' possibile contattare qualche specialista in chirurgia sessuale
nei dintorni di Parma-Reggio Emilia?

Grazie anticipatamente a tutti gli specialisti che mi vorranno rispondere.

[#3]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Credo che la cosa migliore che possa fare, invece, sia proprio quella di fare delle foto della sua situazione locale ed inviarmele, se crede opportuno, dal momento che una...spiegazione come quella che Le hanno data, non mi risulta (anche spulciando fra le mie conoscenze di malformazioni vulvari).
Per la rigidità eccessiva dell'area trattata, può utilizzare, come dicevo, creme emollienti, riepitelizzanti (anche il Fitostimoline lo è) e preparati, anche per via orale, agenti sull'elasticità del connettivo, ma non è etico ed è contro le nostre regole interne farLe dei nomi commerciali o indicare comunque terapie specifiche.
Può, invece, contattarmi in privato, per l'invio della documentazione fotografica e per il consiglio su terapie.
Per la sua domanda di specialisti nella sua zona, credo che potrà trovarne, individuandoli tramite la funzione "cerca Medico" che troverà nella home page del sito.

Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
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[#4]  
Dr. Claudio Bernardi

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Gentile Signora,
aggiungo solo una considerazione e cioè che il valore "estetico" in ambito chirurgico è un elemento importante, spesso sottovalutato. La chirurgia estetica in questo senso ha delle precise indicazioni e obiettivi che, pur non prescindendo dalla funzionalità, si differenzia sicuramente da questa. Mi preme sottolineare questo perchè in teoria tutti i chirurghi sono attenti all'aspetto anche estetico del risultato, ma la chirurgia estetica è qualcosa in più di una sutura ben fatta!
La saluto cordialmente
Dott. Claudio Bernardi
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Dr. Claudio Bernardi
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[#5] dopo  
Utente
Gentile Dott.Santoro,
mi spiace ma non mi sento proprio di fotografarmi per spedirle in rete materiale così imbarazzante per me.
Non saprei nemmeno a chi chiedere di farmi delle foto del genere..
Sono tristemente sorpresa però che lei non abbia mai riscontrato un caso come il mio; questo perchè fin da bambina ho già mostrato di possedere tante piccole "anomalie" ,come il morbo di Gilbert,il morbo di Renault e soprattutto vitiligine diffusa dall'età di 6 anni ( risolta solo parzialmente ).
Per questo ci tenevo davvero ad avere almeno UNA SOLA parte del mio corpo "in ordine", senza dovermi preoccupare di nascondere anche quella..
Mi sono informata allora presso un rinomato studio chirurgico privato -che opera situazioni analoghe alla mia- e la sorpresa è stata piuttosto una SCOSSA: per correggere gli esiti deludenti dell'intervento precedente e per l'eventuale rimozione di questa "famosa" piega, dovrei affrontare un costo di 5000-6000 €!!!
Sono senza parole.
Soprattutto perchè la dott.ssa che mi ha operato -a regime di mutua- ha considerato la mia operazione con un disinteresse, una LEGGEREZZA tali, che poteva invece evitare!!!
Certamente ho intenzione di cambiare ginecologo per avere un secondo parere a riguardo,anche se sarebbe stato meglio farlo PRIMA dell'operazione..
Per ora la ringrazio ed eventualmente - se le farà piacere- la informerò sulla prossima visita.

[#6]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Attendo di conoscere ciò che il Collega Le dirà in merito, anche (o non fosse altro che) per inquadrare in una diagnosi precisa il tipo di malformazione di cui è affetta, sì da farmene anch'io un'idea e darLe indicazioni più attinenti al caso.
Tuttavia Le rinnovo l'invito a contattarmi in pvt per eventuali terapie locali.

Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli