Utente 201XXX
Buongiorno. Devo sottopormi ad un ovodonazione per menopausa precoce. Vorrei sapere se è meglio trasferire embrioni in 2/3 giornata o meglio blastocisti? Il centro dove mi rivolgerò mi hanno detto che mi trasferirebbero solo 1 blastocisti, di embrioni 2/3 a seconda di come sono. Ho fatto ricerche ed ho scoperto che impiantare blastocisti aumenta la probabilità di gravidanza, ma solo se preceduta da un esame preimpianto. Lei cosa mi consiglierebbe? meglio blastocisti o embrioni? Io ho già fatto un ovodonazione con esito positivo (al secondo tentativo) con il trasferimento di 3 embrioni. 1 solo ha attecchito. Grazie 

[#1] dopo  
Dr.ssa Manuela Steffè

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Salve.
Attenzione: la chiave del discorso è un'altra!!! Nei programmi di ovodonazione le percentuali di gravidanza che si ottengono (tra le più alte nell'ambito della fecondazione assistita!) sono in funzione sostanzialmente di tre gruppi di variabili : 1)le caratteristiche/cause della coppia; 2)le caratteristiche della donatrice e la sua risposta alla terapia di stimolazione - e di conseguenza la qualità delle uova; 3)le caratteristiche qualitative del laboratorio di embriologia.
Solitamente, ogni centro è consapevole della propria esperienza e, pur seguendo i protocolli standard internazionali e le linee guida, propone alla coppia da trattare la migliore strategia terapeutica per ottenere la gravidanza.
Se a prescindere da tutto ciò la questione si pone a coltura embrionale in corso, trasferire 2/3 embrioni al 3°g oppure 1 blastocisti al 5°g non varia sensibilmente le possibilità di gravidanza, poichè è noto che non tutti gli embrioni progrediscono nello sviluppo.
Di solito quindi la scelta di quando fare il transfer e soprattutto di quanti embrio/blasto trasferire è presa dal medico insieme al biologo che segue il singolo programma, che spiegherà alla coppia le motivazioni per procedere in comune accordo con la coppia stessa.
Spero di esser stata chiara.... d'altronde l'argomento è complesso e i piani di valutazione sono vari !
Cordiali saluti,
Dr.ssa Manuela Steffè