Hpv, decorso difficile

Caro dottore,


Mi permetto di disturbarLa per raccontarLe il decorso della mia malattia. Ho contratto la condilomatosi (per fortuna solo perianale e vulvare) molto probabilmente in seguito ad una relazione, non sempre protetta, con il mio ex fidanzato (da anni, per sua ammissione, portatore di una verruca genitale, rilevata dal dermatologo, della quale non sapeva spiegarsi la natura né l´origine né il motivo della comparsa, ma che non lo ha mai preoccupato perché totalmente asintomatica).

Dottore, sono stata operata in ospedale, in anestesia totale, per l´eliminazione dei conditomi con diatermocoagulazione e che sono attualmente in cura presso lo stesso dermatologo-venerologo. Nel mese successivo l´intervento, infatti, il dermatologo ha riscontrato altri 5 piccoli condilomi (forse non rimossi durante l´operazione o comparsi successivamente) ed uno grande, bianco, simile ad una placca, sulla mia vulva (che i medici dell´ospedale non hanno ritenuto di eliminare). Orbene, mi sono stati eliminati tutti da lui, in ambulatorio, senza alcuna difficoltà né dolore.

Nel corso della mia ultima visita, ad un mese dall´ultima "bruciatura", il dermatologo non ha trovato più alcuna lesione né nella zona perianale, né vulvare. Ne sono stata felice, ma ho cominciato da alcune settimane ad accusare sintomi che, nei mesi scorsi quando avevo ancora i condilomi, non avvertivo.

E´ per questo, dottore, che Le scrivo. Mi aiuti. Ho prurito vulvare, alle piccole e grandi labbra, perdite bianche filamentose (sono proprio bianche e non maleodoranti) e, ogni tanto durante l´arco della giornata, vengo colta da improvvise punture di dolore e senso di bruciore/irritazione nella zona genitale (sintomi che mi ricordano l´Herpes labiale quando mi compare), e da un senso di "pelle spinosa" qualche volta nella zona anale. Una situazione diventata insopportabile.

Dopo la visita dal dermatologo, ho ritenuto, a seguito della persistenza di questi disturbi, di rivolgermi dal ginecologo per una visita ed il pap-test (era trascorso quasi un anno dall´ultimo).
Orbene, il ginecologo non ha riscontrato alcuna lesione né interna né esterna ma, a differenza del dermatologo, è apparso preoccupato.

Per i sintomi, mi ha detto che potrebbero essere premonitori di una nuova comparsa o dovuti ad esiti cicatriziali degli interventi subìti. L´ho pregato di prescrivermi farmaci per farli scomparire e mi ha consigliato Meclon ovuli e Nefluan crema. Ma si tratta solo di palliativi perché il fastidio mi è rimasto. Si tratta di vere e proprie crisi che mi colgono mentre lavoro, studio, guido.

Secondo il dermatologo (che mi ricontrollerà tra due mesi) si tratta solo di stress perché dice che il papilloma virus è asintomatico, ed io sono stata provata troppo dalla vicenda, se non altro per la fine della mia relazione. Solo il ginecologo non ha sminuito i miei disturbi, e mi ha consigliato di controllarmi ogni anno con il pap test, anche se, alla domanda: "Dottore, guarirò?", mi ha risposto: "Perché no?", ma con un tono reticente e dispiaciuto.

Visto che Lei, dottore, è uno specialista (ed è un ginecologo), Le chiedo cosa ne pensa.
Che siano gli esiti cicatriziali delle varie bruciature (che risalgono a due mesi fa, anche se ho punture anche laddove non mi hanno operata)? O, piuttosto come temo, è in atto l´infezione?

Inoltre, Lei ritiene che i farmaci consigliati dal ginecologo siano efficaci per questa situazione o mi consiglia altro? Possibile che non esistano rimedi per placare questi fastidi e farmi sentire meglio?

E, infine, dottore, Le chiedo, col tempo potrebbero scomparire questi sintomi o devo rassegnarmi a conviverci per sempre? E poi, perché per 8 mesi, non ho sentito niente mai niente, anche quando i condilomi li avevo ed ora che li ho eliminati, paradossalmente, avverto tanto fastidio, soprattutto vulvare e, in parte, vaginale?

Sembra che il virus si sia incattivito dopo le bruciature e, anche se non mi è comparso più nulla, me la stia facendo "pagare" per averlo sfidato! Battute a parte, forse il mio organismo sta imparando a contrastarlo ed ha bisogno di tempo o significa che l´infezione è ancora in corso?

Non mi sento più normale, insomma.

Mi sono sottoposta ad una cura a base di vitamine, assumo Ferrofolin per carenze di sideremia, emocromo, emoglobina, prima e dopo le mestruazioni (cosa scoperta quattro anni fa in seguito ad una donazione) ma, pensi un po´, Le sto scrivendo mentre mi trovo a letto con l´influenza!

Il mio ginecologo appare preoccupato ed il mio medico curante parla di "decorso cronico", tipico di tutte le malattie virali. Ma è chiaro che vorrei sapere la verità, non che mi si dica ciò che mi piacerebbe ascoltare.

Da bambina, a 9 anni, ho subito un grave incidente: in piena estate fui investita, a pochi metri dalla riva del mare, da un gommone messo in moto da un pescatore incosciente, e fatta a pezzi dalla sua elica. Persi tanto sangue, riportando profonde lesioni in tutto il corpo, ma sono sopravvissuta senza aver bisogno di trasfusioni.

Dottore, ora io voglio vincere questa nuova battaglia. Non voglio che la mia infezione da hpv diventi cronica! Cosa posso fare per scongiurare questa possibilità? Ormai, al tumore non ci penso più. Sono questi disturbi che non sopporto. I risultati del pap test sono previsti tra una settimana di giorni. Nell´attesa, può aiutarmi, per favore?

Le sono tanto grata e, nell´esprimerLe tutto il mio affetto, Le auguro buon lavoro.
Giulia
[#1]
Perfezionato in medicine non convenzionali attivo dal 2006 al 2009
Perfezionato in medicine non convenzionali
Il papilloma virus, entra e penetra nell’organismo, attraverso le mucose; i condilomi sono l’espressione esterna della sua presenza nell’organismo. Quando questi vengono bruciati, si esclude solamente la manifestazione esterna, ma non il virus. Pertanto è completamente inutile. Infatti, lei ha avuto l’esperienza di questa manifestazione, “Sembra che il virus si sia incattivito dopo le bruciature e, anche se non mi è comparso più nulla, me la stia facendo "pagare" per averlo sfidato!” non è una battuta è proprio vero! Eseguita la terapia invasiva sui condilomi, il virus viene sparato all’interno dell’organismo, da qui comincia ad effettuare guai maggiori. Tolti i condilomi, si elimina la cartina di tornasole, che può dimostrare la eliminazione del virus, passati i condilomi, il virus è eliminato. L’infezione non diventa cronica, quando si ha la possibilità di eradicare il virus.Pertanto i condilomi vanno lasciati stare, non accanirsi con terapie invasive, è completamente inutile, il virus alberga nell’organismo, qui comincia, anche lui, insieme ad altri compagni, a procurare guai. Nella evenienza delle pratiche invasive, come lei ha potuto constatare, i risultati ottenuti non corrispondono alle aspettative, le ferite procurano sintomi, i condilomi ritornano, le lesioni al collo dell’utero proseguono, è una progressione di aggravamento continuo. Questo porta alla concezione che il virus, va eradicato, portato via dall’organismo, insieme a tutti gli agenti patogeni che lo accompagnano.
Saluti
moschinialberto@medicitalia.it

alberto.moschini@fastwebnet.it
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