Utente 154XXX
Buonasera a tutti,ho già posto la domanda che mi assilla al mio medico curante e al medico del centro trasfusionale dove mi reco per donare il sangue senza aver avuto risposte chiare e convincenti in merito.Io,come molti peraltro della mia generazione ,non sono vaccinata per l'epatite b e mi domando da tempo se il non tenere comportamenti a rischio possa veramente salvaguardare da un eventuale contagio.Entrambi i medici citati mi hanno assicurato che che il contagio richiede contatti molto ravvicinati o l'uso di strumenti che possono venire a contatto con il sangue non sterilizzati per cui la vaccinazione sembrerebbe non essere così necessaria. Allora mi domando:mentono tutti coloro di cui ho sentito parlare i quali sostengono di non sapere come hanno contratto il virus non avendo mai avuto comportamenti a rischio?è VERO OPPURE NO CHE I VIRUS DELL'EPATITE POSSONO RIMANERE ATTIVI NELL'AMBIENTE PER più giorni? Ho saputo di recente che una persona che lavora nel mio stesso ambiente ha un'epatite b cronica da oltre 10 anni e questo mi ha terrorizzata perchè nonostante io non incontri quasi mai la persona in questione,avendo orari di lavoro diversi di sicuro può capitare di usare la stessa tastiera del pc,lo stesso telefono e chissà quanti altri oggetti.Fare il vaccino taglierebbe per così dire la testa al toro ,ma ho visto il mio medico abbastanza titubante circa la necessità di fare il vaccino essendo secondo lui assai remota la possibilità di contagio con tali modalità. Mi rivolgo a voi confidando in maggiore comprensione dato che il mio atteggiamento risulta abbastanza antipatico alle persone che mi circondano; disinfetto con amuchina pc e telefoni(anche se non credo serva granchè)se qualcuno si procura una ferita anche piccola al massimo porgo un cerotto senza però aiutare a metterlo,dall'estetista porto il mio set personale per manicure,insomma,mi rendo conto di non suscitare simpatia a causa di questya diffidenza. in conclusione:vaccino si o no? la mia cautela è davvero così neccesdsiva? grazie tanto a chi vorra rispondermi

[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino

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Gentile SIGNORA,
provo a dirLe qualcosina io:

L’epatite è una malattia infiammatoria del fegato che provoca un danno grave (necrosi) più o meno esteso e prolungato nel tempo a carico degli epatociti (le cellule del fegato).

Può essere causata da numerosi agenti diversi, come l’alcol, alcuni farmaci (antibiotici, antiepilettici, eccetera), alcune sostanze tossiche di tipo industriale (tricloroetilene, tetracloruro di carbonio) o vegetale, come le tossine dell’Amanita phalloides.
La maggior parte delle epatiti sono però di origine infettiva, soprattutto virale, dovute a virus che agiscono specificamente a livello del fegato.

I virus specifici per le epatiti individuati fino a oggi sono sei, per cui si possono distinguere sei forme di epatite virale.

Epatite B

E' provocata dal virus dell’epatite B (HBV) e presenta tre vie di trasmissione:

* attraverso il sangue (siringhe infette scambiate tra tossicodipendenti, punture accidentali con aghi infetti, in passato anche trasfusioni)
* attraverso rapporti sessuali non protetti, dal momento che il virus è presente nello sperma e nelle secrezioni vaginali
* durante il parto dalla madre al figlio.

Le probabilità di venire a contatto con l’HBV aumentano dunque per chi adotta comportamenti a rischio, per gli operatori sanitari, per chi convive con una persona infetta. In passato molte persone venivano contagiate in seguito a trasfusioni di sangue, per cui tra le categorie più a rischio risultavano gli emofilici e i talassemici che necessitavano di trasfusioni ripetute. Oggi vengono effettuati controlli rigorosi sui donatori e sul sangue da trasfondere per cui questo rischio è di fatto azzerato.

L’infezione da HBV dà luogo a una forma acuta spesso asintomatica o che tutt’al più si manifesta con una sintomatologia similinfluenzale. Nel 10 per cento degli adulti e in più della metà dei bambini però l’infezione non si risolve in tempi brevi ed evolve in una forma cronica. Tutte queste persone sono portatrici del virus e possono quindi trasmettere l’infezione ad altri.

Si stima che in tutto il mondo ci siano più di 300 milioni di portatori del virus dell’epatite B, con una distribuzione molto difforme nelle diverse aree geografiche. In Italia, l'incidenza di epatite B negli ultimi anni ha subito un costante decremento, grazie all’introduzione, nel 1991, della vaccinazione obbligatoria e al miglioramento degli standard di igiene pubblica. La prevalenza dell’infezione (portatori) tra la popolazione giovane adulta è passata dal 2,5–3,4 per cento dei primi anni ottanta all’1,2–2 per cento attuali.

L’incidenza delle epatiti acute da HBV invece è passata da 12 casi per 100.000 abitanti (1985) a 3 casi per 100.000 abitanti (1996).


non esiti a contattarci se non siamo stati abbastanza chiari

Stia serena e buona serata

Prof LUIGI MARINO
LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 o 0258395333

[#2] dopo  
Utente 154XXX

ringrazio tantissimo il dott marino per la celere risposta. In effetti il timore di contrarre malattie infettive è divenutoper me veramente ossessivo. Cercherò di stare tranquilla e serena,data anche la frequenza con cui sono controllata donando regolarmente il sangue. Grazie di nuovo anche per la disponibilità a fugare ancora eventuali dubbi futuri

[#3] dopo  
Dr. Luigi Marino

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buona giornata
suo
DOC
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