Utente 367XXX
Buona sera,
sono un ragazzo di 22 anni e giorno 11 maggio ho subito una colonscopia.

subito dopo aver finito la colonscopia, mentre ero ancora stordito per la sedazione con midazolam, sono stato accompagnato dietro un separè, per rivestirmi (essendo ancora nudo, di sotto, avendo appena finito l'esame).

Dietro il separè vi era una sedia, senza alcuna "carta a strappo" o simili .
Mi è stato suggerito di sedermi, non reggendomi bene in piedi.

La colonscopia era appena finita.
Mi girava la testa e quindi mi sono dovuto sedere.

Anche gli altri pazienti prima di me, dopo le loro colonscopie,nudi di sotto, si sono seduti lì.

Può capitare che a seguito di biopsie dell'ultimo tratto del colon esca un pò di sangue dall'ano. Se qualche paziente sedutosi nudo su quella sedia avesse lasciato lì o fluidi intestinali legati al contatto con l'endoscopio o peggio del sangue proprio....

posso io aver contratto mediante il contatto con quella stessa sedia e col mio fondoschiena altrettanto nudo qualche malattia ?

Mi spiego meglio, e più francamente:
se un paziente con hiv, ad esempio, dopo la propria colonscopia sedendosi NUDO su quella sedia avesse lasciato del SANGUE, potrei avere preso l'infezione se questo sangue fosse venuto a contatto con le mie pareti certamente irritate per l'esame subito o col mio ano, essendo anche io nudo ?

il dubbio mi nasce perchè il medico di famiglia, dopo aver sentito dell'accaduto, mi ha consigliato di fare dopo un mese circa i test per
HIV HBV ed HCV

ma è possibile un contagio in questa maniera?

grazie e scusate, ma è una cosa abbastanza inaspettata.
spero di essere stato chiaro nel descrivere la dinamica.

ps. posso comportarmi tranquillamente con la mia ragazza?

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Utente,
fughi ogni timore e sia sereno sia per l'esito dell'esame, che presumo la abbia tranquillizzata, sia per quanto attiene al rischio di infezione da HIV.

Non entro nel merito della ratio che ha spinto il suo Curante a consigliarLe il test (forse è stato spinto dalla Sua insistenza?) ma francamente la dinamica che lei descrive è più espressione dell'esistenza un disturbo ansioso - patofobico che realmente capace di trasmettere HIV - HBV - HCV e tutte le patologie in cui il patogeno è veicolato dal sangue.

Si ricordi che è stato "penetrato" da un colonscopio sterile e non da un membro maschile! :-)

La invito a fare assolutamente nulla e a vivere serenamente: in quanto alla sua ragazza continui a comportarsi con lei come ha sempre fatto!
Cordialità.

Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 367XXX

La ringrazio, intanto, per la Sua risposta.

La mia paura, comunque,
era relativa NON al colonscopio sterile, certamente,
quanto piuttosto alla sedia sporca (verosimilmente di sangue di pazienti precedenti) venuta a contatto col mio fondoschiena nudo.

Comunque non ho ancora fatto i test,
grazie ancora.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Era una ovvietà che il suo timore, senza alcun fondamento, fosse legato alla sedia e ai "fluidi" corporei sanguinolenti eventualmente lasciati da altri Pazienti.
Posso essere un uomo di mezza età ma Le assicuro che ragiono ancora benissimo.
La frase era per sdrammatizzare la situazione, come vede c'è anche uno smile.

Le ribadisco inoltre che se il suo curante ritiene che possa essersi contagiato con l'HIV, sedendosi su una sedia, a maggior ragione dovrebbe temere per l'HBV e l'HCV assai più facilmente trasmissibili col sangue specialmente in pazienti con Epatiti Croniche Attive e alta viremia.
Ciò non per spaventarla, perchè le ribadisco che non esiste alcun rischio ma solo la sua ansia infondata, ma perchè se lei non coglie l'ironia di una frase e lo fa notare a tutte lettere maiuscole io ho il dovere di assumere un comportamento didascalico.
Questo è il mio parere, poi Ella è libero di fare tutti i tests che vuole.
Buonanotte.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
Utente 367XXX

Le mie lettere maiuscole erano dettate solo dal timore di non essere stato chiaro io stesso nel porgere la domanda all'inizio.


Le porgo sinceramente le mie scuse, non volevo sembrarLe scortese.
Non mi permetterei mai di mettere in dubbio il Suo consiglio.
Anzi, mi dispiace molto e La ringrazio ancora, davvero.