Utente 289XXX
Gentili dottori,
Sono un infermiera, nel marzo 2011 ho eseguito mantoux con esito 0x0 ripetuta nell'aprile di quest'anno con esito 10x10. Eseguito il test quantiferon con esito positivo. Con l'inizio di ottobre inizio profilassi con 200mg di isoniazide ed esami mensili di transaminasi che risultano nella norma fino a questo mese, dunque fino al secondo mese di profilassi. Con gli ultimi esami si riscontrano
Alt 223
Ast 73
Ggt nella norma 24
Come si procede in questi casi? Su conferma del mio medico curante ho interrotto la profilassi per una settimana. Ripeterò gli esami comprendendo bilirubina totale e frazionata per capire come procedere. L'interruzione può provocare dei danni oppure è corretto procedere così?

Vi ringrazio

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signora,
se nel 2011, a seguito della Mantoux negativa avesse effettuato il BGC, probabilmente ora non starei a rispondere al suo quesito.
Ad ogni modo, prescindendo da ogni considerazione che esuli dalla sua specifica domanda, la epatotossicità della Isoniazide è un effetto collaterale noto assieme alle neuropatie periferiche per la cui profilassi è consigliata l'assunzione di 50 - 100 mg/die di Piridossina.
Presumo e spero che la opportunità di praticare la profilassi con Isoniazide sia stata valutata e validata da un esperto infettivologo o da uno pneumologo: ciò premesso era pressocchè inevitabile che vi fosse un movimento di transaminasi (l'ALT mostra tuttavia un rialzo molto contenuto).
Tale movimento se ASINTOMATICO non impone la interruzione della terapia per una settimana, pratica che non ha alcun senso, ma un monitoraggio degli indici di citonecrosi epatica più ravvicinati nel tempo (anche settimanali) onde verificare se il suo fegato "accumuli" il danno provocato dal farmaco e conseguentemente vada sospeso.
Al medico viceversa va sempre segnalata l'insorgenza di sintomatologia "epatitica" onde provvedere alla immediata sospensione dell'assunzione.
Trattandosi di una terapia profilattica, l'interruzione per una settimana non la espone a rischi sostanziali di resistenza batterica.
Ma le ribadisco che ai fini clinici sarebbe stato più utile ripetere le transaminasi DOPO una settimana con la terapia in corso.
Questo il mio pensiero: è chiaro che lei deve attenersi strettamente alle direttive del suo Curante.
Saluti cordiali,
Caldarola M.D.

Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 289XXX

La ringrazio molto per i suoi chiarimenti.

Cordiali saluti

[#3] dopo  
Utente 289XXX


Gentile dottore,
Mi scusi il disturbo, avrei un'altra domanda se possibile: nel caso sia indicata la ripresa della profilassi, gli enzimi epatici mantenessero valori accettabili e non manifestassi sintomi epatitici, per la ripresa della profilassi dovrei riiniziare il conteggio dei 6 mesi o dovrei farne solo altri 4 (avendo già concluso 2 mesi) avendo sospeso per una settimana la terapia?

La ringrazio per la sua attenzione

[#4] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signora,
se la sospensione si è limitata ad una settimana, potrà riprendere la terapia e continuarla per i quattro mesi restanti.
Non è necessario ricominciare da zero.
Saluti cordiali e Buone Feste,
Caldarola M.D.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#5] dopo  
Utente 289XXX

Grazie ancora e Buone Feste