Utente 429XXX
Gentili medici,
ieri, in casa, mi sono bucata un polpastrello con la scheggia di un vaso di cristallo che si è rotto, mentre raccoglievo i cocci dal pavimento. Il vaso conteneva fiori immersi nell'acqua. Non so quanto a fondo la scheggia sia penetrata (ma non è rimasta dentro), penso in modo superficiale, è uscito il sangue.
Ho lavato con acqua e sapone, ho premuto per far uscire di più il sangue, ho irrigato con abbondante acqua ossigenata.
Non sono andata in pronto soccorso, non avrei comunque acconsentito alla somministrazione delle immunoglobuline, in quanto emoderivati, sempre che avessero voluto farmele (ho avuto un taglio profondo anni fa, sempre con un vetro, e un'altra volta sono caduta sull'asfalto con estese abrasioni e non mi hanno mai nemmeno proposto la profilassi) e la "ferita" in sé non richiedeva assistenza (è un puntino di 1mm!).
Vorrei tuttavia qualche chiarimento su questo genere di "punture" in merito al rischio di tetano. Il cristallo in questione era pulito, non so se sia stato a contatto con l'acqua dei fiori o se provenisse dal lato esterno del vaso, c'era polvere sul pavimento dal quale l'ho raccolto.
Le spore del tetano sono potenzialmente dappertutto ed io ho fatto il ciclo vaccinale completo fino alle scuole medie, ma si parla del secolo scorso... D'altra parte, con tutti i buchi nelle dita che mi hanno fatto i miei gatti negli anni, sarei morta da tempo.
Quanto posso realmente temere? Se avessi sintomi, posso sperare di ricevere cure adeguate? Stamani mi fa già male il braccio...
Vado a fare subito un richiamo del vaccino?
Infine vorrei sapere se a scopo cautelativo faccio male a prendere un antibiotico, tipo Augmentin.
Grazie.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signora,
la sua ferita va valutata de visu, per poterle dare indicazioni se sia a rischio di tetano oppure no.
In genere le spore tetaniche per germinare hanno bisogno di un ambiente ipossico, con tessuti necrotici e scarsamente irrorato: ciò che non mi pare sia la sua ferita da taglio.
Perciò sarebbe utile che lei si rivolgesse al curante per una osservazione diretta.
La vaccinazione, se completata con le tre dosi, può averla fatta anche "ab Urbe condita" e possono essere passati anche 20 anni: per rispristinare un buon livello di anticorpi, protettivo, basta fare un richiamo. E non sarebbe male che lei lo facesse.
Devo spendere una parola sugli "Emoderivati" e sulle IgG iperimmuni: la convinzione diffusa che possano trasmettere malattie virali, HIV - HBV - HCV, è completamente priva di fondamento.
La metodica di estrazione delle IgG inattiva di per sè i virus, e le stesse dopo il confezionamento vengono sottoposte a trattamenti termici per neutralizzare agenti virali.
Se non fosse stato così, le Immunoglobuline neglianni 80 avrebbero determinato una epidemia di AIDS di proporzioni inimmaginabili.
Nessun caso è stato invece mai ricondotto alla somministrazione di IgG, che al bisogno sono farmaci salvavita.
Se lei si riferisce a agenti come i Prioni: beh, il rischio è infinitamente basso ed è molto più facile morire attraversando la strada sulle strisce.
In quanto al dolore al braccio non vedo la connessione con il tetano.
L'Augmentin o qualunque altro antibiotico avrebbe dovuto prescriverlo il medico: l'uso fai da te degli antibiotici sta rendendo queste armi delle frecce spuntate e quindi inutilizzabili quando effettivamente servano.
Buona giornata,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.