Utente 478XXX
Come funzionano esattamente i vaccini e perché servono più dosi affinché gli stessi siano efficaci? Pur avendo letto che non c’è una efficacia del 100%. Questo nuovo vaccino per la meningite di tipo B risulta essere efficace?

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
la risposta sul funzionamento dei vaccini in questa sede non potrà che essere elementare perchè presuppone conoscenze infettivologiche e immunologiche che presumo lei non abbia.
Un vaccino è costituito dal batterio o dal virus contro cui ci si vuole proteggere, che può essere ucciso o attenuato.
In entrambi i casi il contatto di questi agenti stimola le cellule del sistema immunitario che sono di numerose specie e agiscono sinergicamente per produrre anticorpi senza che si manifesti la malattia. Ovvaimente il soggetto diventa immune verso quella malattia infettiva.

I vaccini a attenuati sono costituiti da agenti microbici che sono capaci di replicarsi solo per un determinato numero di volte e non oltre: quindi producono una piccola infezione il più delle volte clinicamente inapparente con conseguente comparsa di immunità.
I richiami servono a potenziare la risposta immune.
Il vaccino contro il meningococco gruppo B è un vaccino di ultima generazione, per la creazione del quale sono stati necessari decenni di studi. E' un vaccino inattivato od ucciso se preferisce, molto efficace e molto immunogeno.
Prima non avevamo niente per prevenire la Meningite da Men B, ora abbiamo un'arma formidabile e sicura.
Ancora molto costosa ma tenga conto che molti denari sono stati investiti dalla Casa Farmaceutica titolare del brevetto per metterlo a punto e le Case farmaceutiche non lavorano per beneficienza.
D'altro canto, specie in Italia la ricerca di Stato, finanziata con le nostre tasse, fa acqua da tutte le parti, è affidata a personaggi che spesso non hanno meriti ma sono amici degli amici e tranne qualche sporadico risultato concreto ai tanti bla bla bla corrisponde il vuoto pneumatico.
Cordialità.
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 478XXX

Chiarissimo, ma tecnicamente già con una singola dose di meningococco B ad esempio si potrebbe essere immuni alla malattia? Ed inoltre come è possibile che alcune persone che sulla carta risultano vaccinati poi magari contraggono la malattia? L’immunità al 100% secondo lei è effettivamente raggiungibile mediante vaccino? Grazie e buona serata

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Per ottenere una protezione vaccinale significativa devono essere somministrate, stiamo parlando del MenB, delle schedule vaccinali in base all'età del soggetto da vaccinare.
Nell'adulto si effettuano due somministrazioni una al tempo 0 e il richiamo dopo 30gg.
La copertura offerta dal vaccino non è mai del 100% perchè la biologia non è una scienza esatta: le statistiche dicono tuttavia che è superiore al 95% che è una percentuale altissima ed inoltre che in caso di infezione nei soggetti vaccinati è estremamente rara la sepsi meningococcica fulminante.
Per altri vaccini si può dosare il titolo anticorpale indotto: il livello superiore a un valore minimo stabilito assicura una immunità teoricamente pari al 100%.
Saluti.
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
Utente 478XXX

Dortore scusi se approfitto della sua disponibilità ma un dubbio mi attanaglia. È cioè se già con una dose di vaccino il nostro corpo produce gli anticorpi per quel virus (esempio meningococco b), perché bisogna fare il richiamo dopo un mese piuttosto che 4 mesi se alla fine si rifà una nuova dose ex novo? In ogni caso qualche traccia della precedente dose dovrebbe rimanere. Quindi perché fare il richiamo dopo poco tempo? Grazie

[#5] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Per ottenere l'effetto booster.
Cioè una menoria immunitaria più solida e un titolo anticorpale elevato e protettivo.
Non certo per il gusto di iniettare una dose in più.... inutilmente.
Saluti
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.