Utente 616XXX
Buongiorno,
sono dipendente di un'azienda metalmeccanica con mansioni d'ufficio.
A seguito di una patologia, il medico specialista (ospedale pubblico) ha raccomandato l'uso di stampelle, niente sforzi, trasporto pesi ecc.. per un certo periodo. L'azienda ora vuole mandarmi in trasferta fuori città per alcuni giorni, il che comporta notevoli disagi logistici e fisici (trasporto bagagli personali, lunghe camminate per raggiungere le sedi di lavoro designate, quotidiano utilizzo dei mezzi, ecc. ) , tutti aspetti che, benché teoricamente non rientrino nella mansione specifica, nel concreto si ripercuotono negativamente sullo stato di salute e, soprattutto, andrebbero in senso opposto alle raccomandazioni dello specialista.
Vorrei quindi contattare il medico competente dell'azienda per esporre il caso.
Chiedo se sia corretto che possa essere io a chiamare e attivare direttamente il medico (di cui ho i riferimenti personali da lui stesso forniti in passato in caso eventuali problemi.. . ) per fissare una visita in azienda. Non vorrei incorrere in "errori di forma".. .
In altri termini, commetto "irregolarità" nei confronti dell'azienda se contatto il medico competente chiamandolo direttamente? Oppure devo necessariamente passare attraverso una richiesta formale all'azienda?
Approfitto per chiedere anche se, in linea teorica, esiste la possibilità di essere esonerati temporaneamente dal compiere trasferte.
Grazie

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Dr. Domenico Spinoso

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gentile utente,
ai sensi dell' Articolo 41, comma 2, lettera c, Decreto Legislativo 81/2008, ogni lavoratore ha il diritto di richiedere visita medica straordinaria con il medico competente per sopravvenuti motivi di salute che possano influire negativamente sul lavoro.
Il modo con cui deve essere effettuata la richiesta, la legge non lo dice, quindi, teoricamente, potrebbe rivolgersi anche telefonicamente al medico competente. Io consiglio sempre di inoltrare richiesta scritta al medico competente per il tramite della direzione aziendale.
Il medico competente effettua la visita straordinaria se ritiene consistente la possibile correlazione con il lavoro.
Relativamente al suo secondo quesito la risposta è sì: vi possono essere condizioni patologiche che possono essere ostative alla effettuazione di trasferte. Ogni caso deve naturalmente valutato dal medico competente aziendale.
Cordiali saluti
Dr. Domenico Spinoso
Medico del Lavoro