Utente 119XXX
Premetto che negli ultimi anni ho sempre avuto una vita sportivamente attiva e sono istruttore di uno sport da combattimento, non e' quello che faccio per vivere, ma posso definirlo un hobby serale e un modo per arrotondare.
Oltre a questo facevo regolarmente palestra e corsa.

Da circa 4 mesi ho dovuto piantare tutto, in quanto epidosi ripetuti ho avuto crisi tachicardiche con forte malessere (nausea, vertigini, agitazione, parestesie); dopo aver fatto i principali accertamenti fra cui anche ECG, ed holter con esito negativo, e mi e' stato diagnosticato il disturbo da attacchi di panico, e ho iniziato una terapia con 20 mg di paroxetina al giorno e 0,25 x 3 di alprazolam.

Il disturbo, da qualche settimana e' migliorato, tuttavia ho delle grosse difficolta' a riprendere un allenamento costante.
Aldila' del fato di riabbituarsi, quando comincio a correre o faccio attivita' fisica, al termine della stessa o dopo essermi messo sotto sforzo, i sintomi sopra descritti si ripongono, non e' tanto tanto tachicardia che tengo un battito in media difficilmente sopra i 130 bpm, ma quanto il fatto che nella fase post allenamento i disturbi diventano forti, cosi' forti da costringermi ad interrompere o a non poter avere una ripresa costante dell' attivita' fisica.

Questi disturbi, che possiamo definire d' ansia, differentemente dalla fase acuta che potevo averli anche senza fare sport, sono ormai quasi asintomatici nella vita di tutti i giorni, mi chiedo perche' durante lo sforzo fisico tendo a peggiorare; forse e' dovuto ai farmaci? O e' una risposta del sistema nervoso alle sollecitazioni? Qual' e' il comportamento migliore da intrapprendere.
Grazie

[#1]  
Dr. Carlo De Michele

24% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 36
Iscritto dal 2005
Data la sua giovane età perchè non affronta i suoi problemi con una psicoterapia?. Secondo me affrontare i problemi di origine psichica dal solo punto di vista organico è un approccio quanto meno parziale. Inoltre credo che una attività fisica, se affrontata con progressione, con il solo fine di migliorare le condizioni generali, no può che darle benefici. Cerchi di affrontare questo momento con calma, sapendo che verosimilmente corrisponde ad un periodo difficile della sua vita, verificando la qualità dei suoi rapporti significativi.
Cordialmente
dr. Carlo de Michele
Medico Internista
Spec in Medicina dello Sport
Medicina Manuale Osteopatica