Utente 294XXX
salve... durante una partita di pallavolo ad un certo punto ho sentito nel polpaccio dx uno"stack" con conseguente fitta che mi ha impedito la normale deambulazione, subito dopo la gara sono andata in ospedale dove mi hanno fatto un'ecografia il quale referto riferisce quanto segue: "lesione di primo grado dell'inserzione mio-aponeurotica distale del muscolo gastrocnemio mediale, ove si apprezza perdita delle fibre muscolari per un tratto di 15x5 mm. si osserva sottile versamento interfasciale". Il fisioterapista mi ha detto che devo stare immobile x 10 giorni dopodichè ripetere l'ecografia, successivamente valutare se è il caso di cominciare con la tecarterapia... la mia domanda è la seguente... per far si che si formi un tessuto cicatriziale il più organizzato possibile al fine di avere una cicatrice più elastica possibile quando è consigliabile cominciare la mobilitazione? Premetto che adesso sto a riposo assoluto con uso di stampelle e fasciatura. Ringrazio anticipatamente per la risposta!

[#1] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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buonasera,
dopo un trauma muscolare come quello che ha subito occorre effettuare una visita medica specialistica prima di ogni altro provvedimento.
Mi scusi, ma la consultazione del fisioterapista - che non è un medico , non può porre diagnosi cliniche e non può prescrivere terapie - deve seguire la visita medica specialistica, non precederla , nè tantomeno sostituirla.

Una lesione muscolare come quella da Lei descritta deve essere trattata precocemente con la compressione elastica, l'applicazione del ghiaccio ed il riposo per una settimana.
Alla rimozione del bendaggio occorre iniziare la mobilizzazione precoce procedendo progressivamente con lo stretching globale e selettivo.
Lo stretching deve essere cauto e progressivo.
La sua utilità , come Lei intuisce correttamente , è anche finalizzata ad " educare " la cicatrice " neo-formata " all'allungamento ed alla contrazione seguendo le fibre muscolari integre e ben funzionanti.
Il muscolo non ripara con nuove fibre muscolari, ma con fibre di tessuto connettivo che costituiscono la cicatrice.
Il connettivo non è elastico e non può quindi avere le medesime caratteristiche contrattili ed elastiche del muscolo sano.

Oltre l'impiego delle terapie fisiche , delle quali la Tecar terapia è soltanto un esempio, è opportuno effettuare la fisiochinesiterapia , comprendente nel suo caso la riprogrammazione posturale, la facilitazione neuromuscolare propriocettiva , la core-stability ed il potenziamento muscolare globale e selettivo.

Ciò per favorire una guarigione ottimale ed evitare le possibili recidive.

Rimango a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA