Utente 523XXX
Buongiorno,
corro a piedi a livello agonistico (fino alla maratona). All'inizio di dicembre ho dovuto sospendere gli allenamenti per un fastidio al tendine d'Achille. Ho fatto una visita fisiatrica che non ha rilevato nulla di particolare: mi è stata prescritta una ecografia che ha dato esito completamente negativo. In conseguenza di ciò mi sono state prescritte 8 sedute di laserterapia antalgica (che non ho ancora effettuato). Nel frattempo un medico dello sport mi ha consigliato di ripetere l'ecografia presso un'altra struttura più affidabile, perchè non convinto dell'esito della precedente.il referto questa volta recita:
"Indagine eseguita in comparativa con il tendine controlaterale.
Lieve ispessimento fusiforme del tendine d'Achille destro (spessore massimo a destra di circa 8mm e a sinistra di circa 6mm).
In corrispondenza del tratto tendineo clinicamente sintomatico, al III medio superiore, è presente un lieve ispessimento del peritenonio di significato peritendinitico, con sottile lesione parziale da delaminazione intrasostanza, del diametro massimo di circa 3mm.
Si associa lieve edema del tessuto adiposo circostante come da peritendinite.
Non calcificazioni tendinee.
Non segni di distensione della borsa calcaneare. Omogeneo il tessuto adiposo dellatriangolo di Kager"
Mi è stato consigliato di rimanere a riposo altre 6 settimane e ripetere l'ecografia. Se l'ecografia dovesse mostrare un miglioramento sarà ipotizzabile una lenta ripresa dell'attività sportiva preceduta da tutta una serie di esercizi per il tendine e l'ausilio di un plantare.
In caso contrario mi si dice che dovrei smettere di correre.
Vorrei sapere se in queste sei settimane posso fare qualcosa per aiutare il miglioramento della situazione (tipo tecar, onde d'urto, laserterapia... che il medico mi ha sconsigliato al pari di esercizi eccentrici o di stretching).
Considerato che il problema non è da riferirsi ad un trauma, non è consigliabile a vostro giudizio un trattamento fisioterapico/ osteopatico al fine di ricercare e rimuovere eventuali problemi articolari/posturali che possano aver causato l'infiammazione e la lesione?
Qualora non ci siano miglioramenti in queste 6 settimane esistono altre vie d'uscita che mi possano permettere di tornare a correre, al limite fino all'intervento chirurgico.
Una valutazione del tendine con risonanza magnetica potrebbe dare indicazioni più adatte a definire diagnosi prognosi e eventuali ulteriori terapie?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Gianpaolo Sardo

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Gentile utente, il secondo referto ecografico sembra essere più attendibile ma non si faccia fuorviare dalla quantità di particolari nel referto. A questa situazione si può porre rimedio. Il suo problema è essenzialmente dovuto ad un sovraccarico funzionale. Il riposo va bene, questo significa per il momento niente allenamenti. Quello che mi preme suggerirle, però, è di fare un esame baropodometrico computerizzato, statico e dinamico dell'appoggio plantare (in sostanza l'analisi del passo). Questo esame, che potrà effettuare presso le tecniche ortopediche specializzate nel confezionamento di plantari ad hoc, le consentirà di valutare il suo appoggio plantare ed eventualmente cambiare la scarpa a seconda che l'appoggio sia in pronazione o supinazione.
Cordiali saluti
Dr. Gianpaolo Sardo
specialista in Medicina dello Sport - Catania
www.studiomedicostaff.it

[#2] dopo  
Utente 523XXX

La ringrazio per il suggerimento: già il medico dello sport mi aveva evidenziato come, nel caso si fosse intravista la possibilità di tornare a correre, l'uso di una adeguato plantare fatto da persone competenti ( e ho già un'indicazione) sarebbe stato necessario.
Il problema rimane capire se potrò tornare a correre e se nell'immediato posso fare qualcosa perché ciò accada..

Grazie

[#3] dopo  
Utente 523XXX

Ripropongo le domande alle quali non ho avuto risposta...:

1)Vorrei sapere se in queste sei settimane posso fare qualcosa per aiutare il miglioramento della situazione (tipo tecar, onde d'urto, laserterapia... che il medico mi ha sconsigliato al pari di esercizi eccentrici o di stretching).

2)Considerato che il problema non è da riferirsi ad un trauma, non è consigliabile a vostro giudizio un trattamento fisioterapico/ osteopatico al fine di ricercare e rimuovere eventuali problemi articolari/posturali che possano aver causato l'infiammazione e la lesione?

3)Qualora non ci siano miglioramenti in queste 6 settimane esistono altre vie d'uscita che mi possano permettere di tornare a correre, al limite fino all'intervento chirurgico.
Una valutazione del tendine con risonanza magnetica potrebbe dare indicazioni più adatte a definire diagnosi prognosi e eventuali ulteriori terapie?

Grazie

[#4] dopo  
Utente 523XXX

Aggiorno la situazione ad oltre 2 settimane dall'ecografia.
Non noto nessun miglioramento, anzi, forse a causa dell'inattività il fastidio e il dolore al mattino sono in crescita e anche durante il giorno comincio a sentire fastidi, sotto il piede e al polpaccio.
Cosa posso fare? Aspetto senza far nulla altre 4 settimane?

[#5] dopo  
Utente 523XXX

Ho effettuato l'ecografia a 6 settimane dalla precedente come prescrittomi.
L'esito è il seguente:
" Indagine confronto con la precedente. Al controllo odierno permane lieve ispessimento fusiforme del tendine d'Achille destro (spessore massimo a destra di circa 8mm e a sinistra di circa 6mm). In corrispondenza del tratto tendineo clinicamente sintomatico, al III medio superiore. è tuttora presente un lieve inspessimento del peritenonio di significato peritendinitico, con sottile lesione parziale da delaminazione intrasostanza, del diametro massimo di circa 3mm, quest'ultima senza segni riparativi. Non calcificazioni tendinee. Discreta disomogeneità del triangolo di Kager con versamento nella borsa retrocalcaneare del diametro massimo di 10mm. Lieve inspessimento della fascia plantare all'inserzione calcaneare, sul versante mediale,con piccola lesione da delaminazione intrasostanza del diametro massimo di 4mm; si associa edema del tessuto adiposo plantare calcaneare. Rilievi compatibili con fascite plantare. Ipotrofia dei ventri muscolare peronieri di destra rispetto ai controlaterali.".
In pratica la situazione non è per nulla migliorata. Anche il medico dello sport si trova in difficoltà nel definire un percorso terapeutico. Voi quale consigliereste tra le possibili strade da intraprendere?