Utente 107XXX
Salve vorrei sapere che tipo di sollecitazioni subiscono le vertebre nell'esecuzione dell'esercizio per il rinforzo dei lombari e dei dorsali eseguito sulla panca specifica.
in palestra tale esercizio si esegue su una speciale panca in posizione prona , con le gambe che formano con il terreno un angolo di 30 gradi (quasi sdraiati), dei supporti che mantengono stese le gambe ed il rachide in flessione. si eseguono estensioni del tronco facendo punto fisso sul sacro , 3 serie da 15 ripetizioni. vorrei sapere nell' eseguire tale esercizio con un peso da 5 kg o da 10 kg tenuto al petto che rischi corrono le vertebre. Il carico grava principalmente sulle faccette articolari o sui dischi e corpi vertebrali? c' è rischio di schiacciamento o compressione vertebrale?

grazie

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Dr. Antonio Valassina

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Gentile signore
i carichi vengono distribuiti lungo la colonna secondo modalità che dipendono da molte varianti anatomiche e molte varianti funzionali. Non esiste uno schema universale per ogni persona ed ogni condizione.
Possimao solo dire che esistono dei modeli biomeccanici MOLTO generali che considerano la colonna come una struttura meccanica complessa rappresentata da una sequenza di unità funzionali.
Ogni unità funzionale è composta dall'insieme vertebra-disco-vertebra.
I carichi che si concentrano di volta in volta sui vari punti dell'unità funzionale variano in funzione delle sollecitazione imposte in compressione/distrazione nei tre piani dello spazio.
Le risposte ai carichi inoltre cambiano da persona a persona poichè le caratteristiche strutturali dell'osso in termini di rigidezza/elasticità sono , nonchè quelle viscolestiche dei dischi molto variabili per età sesso e razza, abitidini di vita ecc. ecc.
I vettori delle risultanti dell forze applicate all'unità di movimento, inoltre, a parità di forza appliaca per intensità e verso cambiano moltissimo perchè la geometria delle unità di movimento di ogni individuo è leggermente diversa da quella di un altro ed inoltre sono diverse le capacità di azione reazione delle strutture muscolo-capsulo-legamentose che cicrondano l'untia di movimento vertebradisco-vertebra.
Infine il tutto si esprme attraverso un equilibrio instabile che istante per istante varia alla ricerca di una stabilità dinamica ed è quindi impossibile individuare delle condizioni meccaniche costanti e standard per tutti gli individui.

Detto in grande sintesi delle carattersitiche biomeccaniche generali del rachide le posso segnalare semplificando moltissimo (e non raggiungendo la verità esatta...) in flessione del rachide i carichi sono prevalenti sul disco (almeno i due terzi anteriori), mentre in estensione sono prevalenti sulle faccette articolari posteriori e, a seconda del tratto di colonna, sul terzo posteriore del disco.

Ma il punto importante da conoscere è che il disco è progettato dalla natura molto BENE per sostenere i carichi in compressione assiale e molto MALE per sostenere i carichi in sollecitazionale TORSIONALE. Ecco perchè chi è stotposto a vibrazioni, per la microtorsione rapidissima che viene imposta al disco, va incontro a lesioni gravi o gravissismi dei dischi vertebrali.

Dopo di chè esistono le predisposizioni individuali per cui operai, sottoposti ad una vita dura di carichi dlela colonna, presentano pochi o nessun disturbo del rachide laddove impiegati che fanno una vita sedentaria possono incorrere in lesioni discali gravi o gravissime .

Allo stesso tempo è anche vero, però, che sul piano dei grandi numeri (statistico) le popolazioni di lavoratori che sopportano lavori più gravosi per il rachide sono anche quelli più colpiti da queste malattie. Tanto che in alcune categorie come portatori di pesi oppure autisti o addetti alla guida di macchine vibranti (scavatoristi)

Per venire più vicino alle sue domande, ecco alcune informazioni.
-> I carichi sui dischi sono nettamente più alti in posizione seduta rispetto a quella in piedi o quella sdraiata.
Al di sopra dei 30° di flessione del tronco sugli arti inferiori (o viceversa) la concentrazione dei carichi sui dischi lombari aumenta in modo significativo.
In estensione la valutazione è più difficile in quanto l'escursione in estensione del rachide è molto dipendente da:
a) morfotipo del rachide (astenico-senza curve /atletico normo curve/ lasso-curve accentuate)
b) dalla morfologia e orientamento delle articolari posteriori molto variabili da individuo a individuo
c) le femmine sono più frequentemente colpite da patologie dell'arco posteriore e quindi bisogna avere cura di valutare con attenzione l'anatomia della colonna prima di avvviarle ad uno sport che solleciti l'arco posteriore (ginastica artistica, equitazione ecc.)

Sulle domande da "5 e 10 kg" non le rispondo perchè qualsiasi valutazione seria in questo senso può essere fatta solo dopo una visita ortopedica o di un medico dello sport.

Cordialmente
Dr. A. Valassina
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante