Utente 483XXX
Mi chiamo Nicola,
sono di mestre(Ve) e ho 22 anni.
In data 3 settembre 2005 a seguito di un incidente stradale mi è stata riscontrata una lesione del plesso brachiale sinistro all'altezza dei tronchi secondari per la quale mi è stato fissato un intervento neurochirurgico eseguito poi a gennaio 2006 all'ospedale veronese di Borgoroma,infatti tale lesione mi aveva privato sia della sensibilità che della mobilità di braccio posteriore(tricipite),avambraccio e mano.
C'è da dire che a settembre avevo affrontato un intervento ricostruttivo di scapola omero e radio a seguito della quale mi è stata imposta l'immobilità dell'arto.
Il razionale per l'intervento di gennaio era una presunta interruzione del plesso per la quale era stata vista come soluzione l' autotrapianto nervoso.
Durante l'intervento però il chirurgo non ha evidenziato una lesione,bensì un' "aggrovigliamento" del plesso stesso al disotto della clavicola,quindi ha mutato l'intervento,da un autotrapianto, ad un intervento di risistemazione anatomica del plesso.
In seguito all'intervento ho iniziato la fase di recupero circa due mesi dopo per l'immobilità prevista dall'intervento subito.
Nel corso del primo anno la riabilitazione è stata impostata soprattutto nello sfruttamento di idroterapia fisioterapia(per il recupero della mobilità articolare) ed elettrostimolazione.
Ciò ha portato al recupero della sensibilità su tutto l'arto anche se con una leggera differenza in negativo sull'avambraccio,faccia mediale inferiore.
Già dopo l'intervento di gennaio però l'arto risultava ipotrofico.
Nell'ultimo anno (2006-2007) ho recuperato adeguatamente il trofismo del braccio,compreso il tricipite che inizialmente non era funzionale,quindi recuperando anche l'estensione attiva dell'arto.
Il problema era,ed è, il trofismo dell'avambraccio e la mobilità della mano.
Attualmente ho recuperato i movimenti di pronosupinazione e adduzione del polso e di chiusura delle dita,escluso il primo.
La chiusura non è ancora completa,sia per un deficit muscolare che articolare,stando al parere dei medici.
Al momento non sono seguito nel recupero,anzi sotto questo punto di vista avrei di che lamentarmi.
Ora sto cercando di recuperare il trofismo dei muscoli di avambraccio e mano,ma nessuno sa darmi qualche consiglio o indicarmi qualche centro di riferimento cui rivolgermi,per cui faccio giornalmente esercizio "mirato",limitatamente alle mie conoscenze.
Il quesito che volevo porre era sostanzialmente di come fare per facilitare il recupero muscolare e la mobilità,in quanto,stando al parere del neurochirurgo che mi ha operato,l'intervento era andato a buon fine, e quindi non dovrei avere problemi di recupero legati all'aspetto nervoso.
Mi è stato recentemente consigliato di associare agli esercizi un ciclo di "stimolatori",quali amminoacidi e arginina.
Può servire?
E per quanto riguarda l'elettrostimolazione come è opportuno che venga eseguita?
C'è qualche altro tipo di terapia che potrei intraprendere?
Un ultima cosa,attualmente il deficit motorio che ancora non recupero è quello relativo all'estensione sia del polso che delle dita anche se "sento muovere"..,e il movimento attivo del pollice.Tenar ed ipotenar sono per la verità ipotrofici.
Il problema non è articolare in quanto tutte le articolazioni suddette sono mobili.
Grazie infinite anticipatamente per l'attenzione e l'eventuale risposta,mi rivolgo a voi nella speranza di ricevere almeno qualche indicazione utile,dato il disinteresse generale che ho avvertito in questi due anni.
Grazie.

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Prof. Alessandro Caruso

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Egr. sig. Nicola, dopo una lesione così grave come la sua ed un intervento chirurgico così complesso e delicato, oltre che di alta chirurgia per la ricostruzione del plesso brachiale, si impone una altrettanto scrupoloso, specifico e lungo programma di riabilitazione della spalla e dell'arto superiore sinistro che va eseguito da un'equipe di Medici fisiatri e di tecnici fisioterapisti, in centri specializzati per queste riabilitazioni neuromuscolari.
Egr. sig. Nicola, deve affidarsi ad uno Specialista Fisiatra e ad uno staff di fisioterapisti adeguati per tali riabilitazioni, altresì eseguire dei periodici controlli clinici ed elettromiografici per valutare la funzionalità dell'arto e la reinnervazione dello stesso.
Si faccia valutare dal collega che l'ha operato e poi da un neurologo, e si faccia seguire da un Collega Fisiatra per tutta la riabilitazione così lunga e difficile, come in questi casi clinici come il suo.
Avrebbe già dovuto far ciò, dal gennaio 2005.
Certamente l'elettroterapia di stimolazione dei muscoli interessati, la kinesiterapia attiva, passiva, contro resistenza, la ginnastica propriocettiva, quella ergonomica e quant'altro del protocollo terapeutico necessario per tali casi clinici va fatto !!!
Cordiali saluti
Alessandro Caruso
Specialista Ortopedico-Traumatologo//Fisiatra
Univ. di Messina
Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -