Utente 442XXX
Buongiorno.
Vorrei disturbare per sottoporre e cercare di capire le risultanze della RM magnetica effettuata circa 15 giorni fa a seguito di forti dolori alla schiena.
Premesso che ho 47 anni e circa tre anni fa sono stata operata per ernia del disco L5/S1 per un certo periodo non avevo più accusato forti dolori.
Recentemente però ho ricominciato ad accusare dolori alla schiena e crampi notturni al polpaccio.
Il mio medico curante mi ha consigliato di sottopormi a RM e questo è il referto.

Motivo dell’esame: lombalgia ricorrente protrusioni discali.
Accentuata lordosi della colonna lombare.
Il disco L5- Si è assottigliato e degenerato con marcata degenerazione fibrovascolare dei piatti somatici adiacenti; il suddetto disco presenta protrusione ad ampio raggio più accentuata in sede postero
paramediana DX dove viene a contato con la radice DX di Si in sede intracanalare.
Le radici di Si in sede intracanalare presentano cisti radicolare prevalentemente a DX ,dove la suddetta cisti ostruisce parzialmente l’emergenza del neuroforame.
Anche a livello L4-L5 ed L3- L4 protrusione discale ad ampio raggio che impronta il sacco durale e sfiora minimamente le radici nervose in sede intracanalare bilateralmente.
Le dimensioni del canale vertebrale sono ridotte su base congenita. Iniziale artrosi interapofisaria.

Cosa ne pensate forse è il caso che mi cominci a preoccupare?
Grazie.

[#1]  
Dr. Michele Moretti

32% attività
0% attualità
12% socialità
()

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2008
Le informazioni che emergono dalla risonanza indicano potenziali problemi a livello delle radici S1 tuttavia solo con una valutazione diretta è possibile mettere in relazione i suoi sintomi con i dati dell'esame.
Peraltro non è detto che tutto ciò che viene segnalato sia meritevole di particolare attenzione e trattamento.
Anche se ha esposto il caso con chiarezza non è semplice mettere in relazione i suoi sintomi con le evidenze della risonanza in questa sede.
Non escludo che si possano proporre trattamenti di tipo fisiatrico/fisioterapico al fine di ridurre la sintomatologia ma in mancanza di risposta migliorativa ad una prima fase di trattamento potrebbe rendersi opportuna anche una rivalutazione del neurochirurgo.

Cordiali saluti.
Dr. Michele Moretti
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione