Virus

buon giorno dottori :
mia madre dell'età di anni 86 e stata colpita dal virus in circolazione in questo periodo con i sintomi: nausea e febbre in questi 2 giorni ha assunto i seguenti medicinali . PLASIL per la nausea e Tachipirina mille per la febbre i sintomi vanno e vengono è opportuno proseguire con questa terapia sostituirla/integrarla visto la debilitazione in qui si trova in questo momento
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Attivo dal 2006 al 2010
Allergologo, Biochimico clinico, Medico di laboratorio
La terapia e' sintomatica e nel loro genere i farmaci sono ottimi, la tachipirina e' il miglior antifebbre che abbiamo e il plasil fa svuotare lo stomaco in giu' anziche' in su.

Quella del virus intestinale e' solo una ipotesi, l'eta' e' quella che e', ammettendo che sia una gastroenterite c'e' solo da aspettare che la mamma si rimetta.

Cambiare e integrare dopo due giorni e' prematuro.

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dopo
Utente
Utente
ringrazio il dottoe Pietropaolo Bianchi per la sollecita risposta
Cordiali Saluti
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dopo
Utente
Utente
buonasera dottori , il giorno successivo alla mia richiesta del consulto mia madre rigurdante un virus(febbre alta,nausea.dolori articolari) ha avuto un peggioramento delle condizioni generali tali da indurmi ad avvalermi del 118 che dopo il controllo e le primi interventi del caso al Pronto soccorso ha disposto i ricovero visto che mia madre era stata colpita da polmonite la mia domanda a questo punto è:tutto ciò può essere una degenerazione del viurs iniziale al momento attuale visto la sommonistrazione di antibiotici presenta una forte debilitazione fisica .
distinti saluti
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Attivo dal 2006 al 2010
Allergologo, Biochimico clinico, Medico di laboratorio
Quella del "virus" era solo una ipotesi, visto che non e' stato fatto nessun esame specifico, e anche la sua attuale "degenerazione" e' sempre un modo di dire.

I fatti sono che non stava bene, ha ricevuto un trattamento sintomatico, la malattia pero' non era autolimitante e non e' migliorata e anzi si e' reso necessario un ricovero.

Sembrava un problema intestinale invece era una cosa al polmone. A questo punto gli unici che potrebbero dire qualcosa di solidamente fondato sono i medici che l'hanno in cura in ospedale.

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