Utente
Gentili dottori vi pongo la mia domanda. Sembra paradossale, ma per me la cosa è molto seria. Giovedì scorso 3 marzo pranzo con mio marito e un suo collega. Sabato 5 marzo questo collega accusa i classici sintomi dell'influenza (febbre abbastanza elevata, dolori muscolari forti e stanchezza, naso e vie respiratorie infiammate)e il nostro dottore (abbiamo lo stesso medico di base) dice al collega di starsene tranquillo a casa. Oggi giovedì 10 marzo il collega è rientrato in ufficio ed io non potendo non pranzare con mio marito l'ho avuto accanto per una ventina di minuti. A parte l'assenza di febbre presentava tutti gli altri sintomi ancora ed essendo fumatore ho proprio sentito che aveva un'alito peggiore del solito... Io soffro d'asma e sono soggetta alle forme virali respiratorie nel senso che spesso mi ammalo di queste forme. Ho riferito la cosa al mio medico il quale mi ha prescritto il tamiflu 75 mg oseltamavir fosfato da prendere qualora presentassi dei sintomi. Io mi chiedo... ma bastano 20 minuti e qualche parola scambiata per educazione (mica potevo scappare... e ho fatto di tutto per evitare il contagio, mi sono alzata dal tavolo 3 volte...)per temere un contagio? ok sono una persona che soffre d'asma, soggetta ad ammalarmi ma non è molto diversa come situazione dall'avere un malato effettivamente in casa? Caso in cui potrei comprendere il tamiflu... quando prendo l'autobus o il treno chissà quante volte vengo a contatto con persone con forme virali e non sapendolo mica prendo l'antivirale... Io sarei del parere di aspettare 4 giorni e se non ho sintomi non assumere l'antivirale perchè non mi sembra di essermi esposta ad un rischio di contagio così alto oppure anche voi come il mio medico ritenete che devo prendere questo antivirale per 10 giorni una volta al dì la mattina per scongiurare il pericolo?
Io non ho mai preso un'antivirale perchè fino ad ora non mi era stato prescritto e ho anche una certa paura che mi faccia male come farmaco... non ne ho sentito parlare bene...
Non sono stata chiara su una cosa. Il medico mi ha detto di prendere il tamiflu entro 48 dal possibile contagio e una volta al giorno per 10 giorni. Qualora presentassi sintomi perchè non ho preso il tamiflu, mi ha detto di assumerlo per due volte al giorno (mattina e sera) per 5 giorni. Però mi ha fortemente consigliato la prevenzione dei 10 giorni...

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Attivo dal 2010 al 2011
Gent.ma Utente,

anche se in teoria il contatto che ha avuto Lei sarebbe sufficiente per essere contagiata, le Linee Guida non consigliano l'impiego routinario dell'Oseltamivir in soggetti non a rischio per immunodepressione. E' un farmaco che spesso ha degli effetti collaterali spiacevoli, soprattutto di tipo neurologico. Sono sicuro che il Suo Medico di Medicina Generale debba aver avuto dei buoni motivi ma non rientra assolutamente nella routine, specie in profilassi influenzale (che può essere attuata solo tramite vaccinazione)

Saluti.

[#2] dopo  
Utente
In realtà ho forti dubbi sull'insistenza del medico di base nell'indicarmi quel farmaco. E' vero che in teoria potrei essere stata contagiata (anche se non ho avuto stretto contatto con questa persona), è vero che sono sotto controllo per l'asma e anche se tendo ad ammalarmi spesso (nel frattempo ho sentito il mio pneumologo) il pneumologo mi ha sconsigliato fortemente di prendere preventivamente il farmaco e di assumerlo se e solo se dovessero presentarsi i sintomi e io mi accorgessi di avere seri problemi alla respirazione sempre sotto stretto controllo medico. Anche il pneumologo mi ha parlato dei fastidiosi effetti collaterali connessi al farmaco e con mio grande stupore mi ha consigliato in questi giorni di prendere qualcosa di naturale e/o omeopatico per rinforzare il sistema immunitario. Mi ha parlato di oscillococcinum. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Io credo molto nella medicina tradizionale e molto meno in quella non convenzionale però in fase preventiva e di rafforzo delle difese immunitarie magari ottengo qualche risultato. Vi prego fatemi sapere. Tra l'altro io assumo la pillola (milvane) ed il Plasil per il reflusso gastroesofageo. Sono piuttosto frastornata dato che il medico di base mi ha fortemente consigliato il tamiflu, il pneumologo che mi segue me l'ha fortemente sconsigliato e non so davvero che fare.

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Attivo dal 2010 al 2011
Gent.ma Utente,

Sono Medico di Medicina Generale anche io e ho avuto diverse esperienze con l'Oseltamivir all'estero durante il panico dell'H1N1 l'anno scorso. Mi trovo pienamente d'accordo con il Suo Pneumologo. Sono meno in sintonia per quello che riguarda l'Oscillococcinum perché non supportato, al momento, da alcuna evidenza scientifica ma, di sicuro, un rimedio omeopatico, consistendo di poche o nessuna molecola attiva, non presenta gli stessi rischi.

Naturalmente, immagino che il Collega Medico di Medicina Generale abbia avuto i propri motivi supportati da adeguata evidenza scientifica. Solo che, documentazione e trials alla mano, io non li conosco.

Saluti :)