Utente
Faccio una sintesi.
Martedì 20 novembre ho la febbre. Prendo tachifludec. Avviso il medico e mi dice di continuare con tachifludec, continuando con lo stesso anche per due giorni dopo essermi sfebbrato, e mi da tre giorni di malattia (fino a giovedì compreso).
Prendo fino a giovedì compreso tachifludec per tre volte al giorno, con o senza febbre.
Venerdì mi sembra di sentirmi meglio, la febbre è intorno ai 37 allora vado a lavoro, portandomi il termometro. Lì mi accorgo che la febbre è salita. Uscito il pomeriggio torno dal medico che mi da altri giorni di malattia, mi prescrive l'antibiotico augmentin per 5 giorni più aerosol. Da quando inizio a prendere augmentin pare che la febbre non superi più i 37,5 e infatti non prendo più tachifludec. Sono finiti i cinque giorni di antibiotico ma la febbre è sempre compresa fra i 37 e i 37,5.
Il medico mi dice di "continuare con l'antibiotico fin quando ho febbre".
Continuo per sei giorni e mezzo, perché mi è finito. Inoltre superare la settimana di antibiotico mi sembra esagerato. Sono andato in farmacia a comprarne altro e la farmacista stessa mi ha detto che prenderlo per più di una settimana sarebbe troppo.
Insomma, ho smesso di prendere l'antibiotico ieri sera (oggi è il primo giorno senza), e stasera mi trovo la febbre a 37,7.
Cosa faccio?
Continuo con l'antibiotico nonostante l'ho già usato per una settimana e l'ho interrotto per 24 ore?
Oppure mi limito a prendere tachifludec qualora la febbre superasse i 38,5?
Grazie..

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Dr. Francesco Quatraro

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Occorrerebbe prima stabilire la natura causale della febbre (virale? batterica?),
tanto più in considerazione della sua durata.
Forse non sarebbe male effettuare una routine siero-ematica.

Per l'antipiretico le consiglio di utilizzarlo se la temperatura è superiore a 38° o se mal sopporta lo stato febbrile.

Dò per scontato che il suo curante l'abbia sottoposta a visita medica completa.

Cordiali Saluti
Responsabile U.O. di Endoscopia Digestiva Osp. MIULLI
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