Utente
Buongiorno
In breve la mia storia.
Sette anni fa a seguito di un esame urecistografico inutile, in quanto era una banale prostatite da enterococco, mi sono trovato in regalo una bella infezione multiresistente da un germe attinomicete specie corynebacterium glucorooliticum.
I trattamenti sono stati molteplici, gentamicina, rifampicina, bactrim, nitrofurantoina , Linezolid e Tigeciclina. Il germe di fatto non ha mai mollato la presa anche se dagli esami spesso non si rinveniva i sintomi erano molto forti e alla fine poco tempo fa è stato rinvenuto nuovamente.
Da otto mesi a questa parte oltre alla prostatite si sono aggiunti eritema al meato e perdite trasparenti costanti durante tutto l'arco della giornata che rendono la mia vita un inferno sulla terra.
Vorrei chiedere cosa mi posso aspettare di qui ai prossimi mesi/anni per quanto riguarda l'evoluzione del mio quadro clinico. I tentativi con antibiotici sono stati fatti tutti e solo con effetti negativi, infatti i sintomi sono rimasti e a questi si è aggiunta la presenza di altri batteri opportunisti rinvenuti dopo le terapie antibiotiche tipo pseudomonas e altri intestinali che però anche se curati non permettevano un miglioramento dei sintomi.
Inoltre a seguito di queste terapie antibiotiche ho l'intestino rovinato e lo sto curando con fermenti e probiotici.
un saluto

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Dr. Vincenzo Caldarola

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Salve,
ho già risposto mesi fa ad una richiesta di consulto sulla sua infezione da Corynebacterium glucuronolyticum.
La prostata per i germi può essere considerata un "santuario farmacologico" in quanto la capsula impedisce la penetrazione a dosi battericide, di molti farmaci antibiotici e antiinfettivi.
Da quello da quello che mi disse in passato, sono stati fatti dei tentativi empirici poichè il germe non era repertabile nello sperma. Credo che il problema della attuale poliantibiotico resistenza, sia il portato di questi tentativi.
Personalmente credo si sarebbero dovuti curare i sintomi fino ad ottenere, come poi è successo, l'isolamento batterico da cui montare una cultura per un ABG.
Cosa che spero sia stata fatta adesso, a seguito dell'isolamento del germe in un laboratorio di microbiologia altamente qualificato.
Io non voglio giudicare chi l'abbia gestita perchè non conosco la sua reale storia clinica: ma somministare la Nitrofurantoina per curare una prostatite di qualunque natura è davvero senza senso.
Fortunamatamente è riuscito a controllare batteri ben più difficili, Pseudomonas Aeruginosa in primis, ed altri enterobatteri.
Se davvero il suo C. G. è così poliantibiotico resistente credo che ci siano pochi margini per un trattamento terapeutico: non conosco se il cloramfenicolo, a cui il batterio potrebbe essere sensibile, sia stato già usato o sia stato testato in vitro.
Quello che deve aspettarsi è una persistenza dei sintomi che deve essere gestita da un urologo.
I probiotici sicuramente sono indicati.
Saluti cordiali,
Caldarola.

Dr. Vincenzo Caldarola