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Buongiorno, Mia madre ha 47 anni,soffre di ipertensione, pressione spesso alta, è cardiopatica, ha una forte obesità, ritenzione idrica nei piedi, gambe,addome e schiena. È stata dal medico di base la scorsa estate per un problema di ritenzione idrica alle gambe, lei già prendeva il procaptan, il coumadin e lo zirolyc, medicinali prescritti nel tempo in seguito ad un Ischemia ed un embolia polmonare.
Il medico le ha prescritto lasix e sembrava migliorare.
A novembre il problema si è ripresentato più forte di prima, nel giro di 3 giorni una gamba si è gonfiata ed ha cominciato a perdere acqua ed a formare ulcere sulla pelle. L'abbiamo portata al PS dove hanno fasciato entrambe le gambe, dandole anche degli antibiotici molto forti. La rimandano a casa per natale, il peso aumenta e comincia a rimanere sui 145 kg per 1.65 di altezza.
La ritenzione peggiora nuovamente, si sente affannata da non riuscire a fare dal bagno al divano, mangia poco e continua a prendere peso, quindi chiama il medico che viene a casa per visitarla. Le dice che è colpa del peso e non dà risposte certe se non che deve continuare a prendere lasix. Mia madre comincia pochi giorni dopo ad avere un gran tosse secca ed a sentirsi sempre più stanca, richiama il medico che le prescrive uno sciroppo. Il mese successivo, la tosse è peggiorata quasi che non riesce a dire una frase al telefono senza tossire, non urina e si sente agitata, chiamo mia sorella e la portano al Ps. Perde sangue dal naso e dalle parti intime, il braccio sinistro è gonfio. Le provano la pressione e la minima è a 140, le danno un calmante e un'altra pastiglia sempre per la pressione, fanno gli esami del sangue che risultano poi pieni di "*"ma ci dicono che il sangue è apposto, mia sorella spiega il fatto che il peso aumenta e non riesce più a muoversi, il seno si è gonfiato e la pelle ha uno strano effetto "spugna " mentre i capezzoli hanno cambiato colore. Dopo averle abbassato la pressione e ascoltato quello che aveva da dire le hanno messo il catetere, una volta visto che non usciva sangue dall'urina l'hanno mandata a casa. Mia madre e noi famigliari ci siamo rivolti più volte al nostro medico e più volte si è trovata in PS. Nessuno sa dirci con certezza a chi dobbiamo rivolgerci e sembrano passarsi la palla uno con l'altro. Fortunatamente un'amica di mia madre infermiera ci ha parlato di una clinica che aiuta le persone obese e indaga sulle problematiche. Sembra lungo il percorso da fare per riuscire ad entrarci, questa signora ha preso in mano la situazione e ci sta aiutando, si è fatta fare le impegnative necessarie per fare la prima visita in clinica giusto 2 giorni fa.
Concludo dicendo che non so cosa fare, non ho certezze e stare ad aspettare non le fa affatto bene, abbiamo bisogno di risposte... o perlomeno di indicazioni. Ringrazio davvero il medico che spenderà il suo tempo anche solo per un consiglio minimo...

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Dr. Vincenzo Caldarola

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Gentile Signora,
sua madre è una grande obesa e non si può assolutamente valutare la sua situazione via web.
Nè tanto meno la può gestire il medico curante.
Credo che l'unica soluzione sia quella di portarla innanzitutto da un cardiologo per larle fare un ecocolordoppler cardiaco e verificare se abbia scompenso.
Poi provvedere al ricovero presso una struttura specializzata o semplicemente un buon ospedale per valutare la sua situazione complessiva e prendere in cosiderazione la chirurgia bariatrica.
Tenendo conto che da quello che descrive sua madre pare essere una Paziente ad alto rischio.
Per quanto riguarda il lasix a che cosa mira la sua somministrazione? E che dosaggio è stato prescritto?
Non perdete altro tempo: se è scompensata e con una alta pressione polmonare le cose potrebbero precipitare improvvisamente.
Buona giornata,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola