Utente 115XXX
Anzitutto, la mia personale gratitudine allo Staff Medicitalia gia espressa e richiamata in Facebook, Ho già avuto il piacere di ottenere risposte a miei precedenti consulti. I fatti relativi al presente:
" A mia moglie, settanta anni, dopo una serie infinita di accertamenti cardiologici e, neurologici, fu attribuita una forma di epilessia, per cui le fu prescritta, una terapia con Gardenale, inizialmente con compresse da 50 mg, successivamente da 100 mg. Purtroppo, nonostante diversi mesi di assunzione, le, seppur brevi "assenze" non sono mai, del tutto scomparse e non si é neppure verificata una minore frequenza. Il prodotto assunto, però, ha sempre provocato una forte sonnolenza. Affidare mia moglie, alle cure di un altro neurologo, ha avuto effetti, sicuramente migliorativi. Il nuovo neurologo, ha ritenuto, il Gardenale, non adatto alla patologia di mia moglie, prescrivendo, in sostituzione, il Tegretol, nella dose di 400 mg. La modifica di assunzione, ha prevsto quattro settimane di modifica delle dosi, riducendo inizialmente 0,25 mg di Gardenale e conseguente progressiva assunzione dei Tegretol. Comunque, si é pervenuti al dosaggio ottimale: due assunzioni giornaliere, ciascuna di 400 mg.. I risultati, sono soddisfacenti, in tema di diminuite o almeno rare assenze: il rovescio della medaglia, é rappresentato dagli effetti collaterali: "diminuzione dei globuli bianchi" e alterata percentuale della transaminasi GOT (46)e GPT(64). La preoccupazione del medico curante, é chiaramente protesa, alla verifica almeno decadale, dai problemi epatici, che, per tre successive analisi, ha evidenziato gli stessi risultati, indicati fra parentesi.. I globuli biancje, hanno oscillato fra 3000 e 4000.Altri valori, non si discostano molto da quelli normali.Alla mia proposta, di far assumere a mia moglie, un epatoprotettore, é stato risposto che, in casi analoghi, non sembra previsto.Mi domando come agire, per scongiurare una grave affezione al fegato, sebbene il curante, abbia dichiarato che, non dovrebbe insorgere alcuna cirrosi.Ho notato, in tutti i contatti, che abbiamo avuto, la consultazione del personal, con il conseguente parere di non modificare la cura. La eventuale diminuzone del dosaggio, non é confortata dal parere positivo del neurologo. Allo Specialista, del Vostro staff, cortesemente, rinnoverei, la richiesta di conoscere un prodotto, da assumere anche a cicli, per proteggere o cercare di proteggere il fegato, dagli attacchi del pur valido Tegretol.Ringrazio anticipatamente il Professionista, che, cortesemente si interesserà al caso. 115576

[#1] dopo  
Dr. Carlo Orione

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Gentilissimo,
credo che lo specialista più adatto per fornirle una risposta sia quello di Medicina Interna.
Sposto quindi il consulto in questa branca specialistica.

Cordiali saluti
Carlo Orione, MD
carlo.orione@orioneye.com
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[#2] dopo  
Dr. Carlo Orione

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In seguito a saggio consiglio di Giovanni Migliaccio, neurochirurgo, chiedo di spostare il consulto in neurologia.
Carlo Orione, MD
carlo.orione@orioneye.com
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[#3] dopo  
Utente 115XXX

Ringrazio sentitamente il Dr.Orione quantunque non utile il suo commento. Mi domando, come accedere alla risposta, considerato che -immagino- virtualmente, la mia richiesta, dovrebbe essere già a mani dello specialista di medicina interna,Rinnovo, comunque, cordialità. 115576

[#4] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Egr. signore,
il Suo post è stato prima spostato in Medicina Interna poi definitivamente in Neurologia poichè l'argomento è più adatto al neurologo che eventualmente può decidere la frequenza con cui effettuare gli esami di laboratorio di controllo, l'EEG e il dosaggio ematico del farmaco,essenziali per modificare le dosi e/o cambiare molecola o eventualmente sospendere la terapia.

L'internista, pur essendo esperto di terapia e tossicità farmacologica,generalmente non si occupa di tali problematiche legate a quei controlli di specifico interesse neurologico.

Attenda quindi qualche giorno e un neurologo Le risponderà.

Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
sede principale: Milano

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

quelli che vengono definiti "epatoprotettori" sono dei farmaci che in questi casi hanno dimostrato scarsa efficacia e non sono utilizzati a tale scopo. Le consiglio di effettuare, se non lo ha fatto di recente, il dosaggio plasmatico della carbamazepina.
Inoltre faccia, in questa fase, il dosaggio delle transaminasi con cadenza mensile, considerato che le prime tre volte i valori risultano stabilizzati. Se i valori permanessero su questi livelli non vedo motivi di preoccupazione.
Comunque è ovvio che deve seguire le indicazioni del Suo neurologo.


Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro