Utente 302XXX
Buongiorno. Il 26 marzo scorso sono stato operato per ricostruzione del crociato anteriore con prelievo di tendini semitendinoso e gracile. L'operazione ha causato un vasto ematoma nella parte posteriore della gamba e del polpaccio, giudicato comunque normale dai medici, forte dolore tipo crampo al polpaccio nell'appoggiare la gamba e marcato gonfiore al ginocchio. Mi è stata indicata terapia anticoagulante con iniexizioni di clexane 4000 ui una volta al giorno che ho proseguito per 20 gg.

Nei giorni di pasqua avendo febbricola serale (pur essendo in terapia antibiotica e antinfiammatoria) e un marcato segno della fovea tibiale, sono stato visto urgentemente da un medico internista che con un ecocolor doppler ha escluso ci fossero trombosi in atto alle vene poplitea e gemellari.

L'ortopedico nei giorni successivi saputo della cosa mi ha comunque prescritto la calza elastica che ho portato per una settimana.

Ad oggi però, ad quasi un mese e mezzo dall'operazione, pur non avendo più febbre, nè ematoma visibile, la fovea tibiale resta molto evidente (rimangono buchi biancastri sulla pelle schiacciandola), mentre i dolori tipo crampi al polpaccio si sono ridotti a semplici fastidi ma sono ancora leggermente presenti nella parte bassa del polpaccio. Il polpaccio è abbastanza morbido e trattabile, ma non quanto l'altro, che "sballotta" molto più facilmente.

L'ortopedico non è preoccupato, dice che secondo lui è il gonfiore del ginocchio (che si gonfia con il carico) che scende e dà l'edema alla parte bassa della gamba. Lui non ritiene più necessaria nè calza elastica nè anticoagulanti, e dice che con il tempo il rinforzo muscolare manderà via l'edema.

La mia paura però è che la fovea così marcata segni qualcosa che possa essere legato a una trombosi o simili.

Sono necessari ulteriori controlli tipo altri ecocolordoppler, o posso stare tranquillo?

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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