Utente 898XXX
Buonasera,
vi scrivo per chiedere alcune informazioni per mio zio che ha 77 anni ed ha avuto un ictus ischemico ed emorragico 3 settimane fa. Ha la parte destra del corpo paralizzata, non parla, apre saltuariamente gli occhi spontaneamente o chiamandolo ad alta voce. E' stato ricoverato in neurologia e 5 giorni fa è stato trasferito in lungodegenza. Qui ci è stato detto che gli metteranno la PEG nei prossimi giorni se resterà sfebbrato, in quanto ha avuto alta temperatura per una probabile infezione e che lo terranno 30 giorni allo scadere dei quali dovremo portacelo a casa o metterlo in una struttura adeguata a nostra discrezione.
Han detto che dobbiamo pensare noi a richiedere l'aggravamento dell'invalidità e l'accompagnamento andando da un patronato e dal medico di base per inviare la richiesta. Sono stata dal CAAF e mi ha detto che deve esser un medico del reparto a fare richiesta telematica, ho chiesto al medico di base e mi ha detto la stessa cosa e che lui potrebbe anche farlo ma sa quali erano le condizioni precedenti all'evento non quelle attuali anche se le ho descritte lui deve vedere il paziente. In reparto asseriscono che può farlo il medico con le nostre descrizioni. Come mi devo comportare?
A casa non è possibile riportarlo in queste condizioni, oltretutto pesa circa 100 Kg, in quanto sua moglie ha più di 70 anni anche lei con vari problemi di salute, abbiamo optato per la struttura ne abbiamo trovata una che lo accoglierebbe, la retta però è molto elevata per le loro possibilità famigliari, ci hanno detto che si può fare una richiesta in regione per avere un contributo ma che ci vorranno 3 anni per ottenerlo, confermate? Ci sono possibilità per avere altri aiuti dal SSN o da qualche altro ente? La moglie ha ipotizzato di vendere la casa e andare a vivere in affitto così da avere dei soldi per pagare la retta ma siccome è intestata a tutte e due, il notaio ha detto che ci vuole anche la firma di lui davanti al notaio che però essendo comatoso non può fare e finchè non muore lui non si può pensare di vendere la casa. Avete qualche consiglio?
Ringrazio e invio distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

per quanto riguarda la richiesta di aggravamento di invalidità, è corretto che il medico di medicina generale debba constatare le condizioni dell'assistito, prima di certificarle.
Il modo più semplice di risolvere il problema è quello di richiedere al medico di medicina generale un accesso presso il reparto, ove certamente i Colleghi non avranno difficoltà a presentargli la situazione del suo assitito colà degente.

Per gli ulteriori aspetti assistenziali in caso di gravi patologie, esistono possibilità di erogazione di contributi da parte di comuni e regioni, che differiscono a seconda delle realtà locali.
Vi suggerisco pertanto di rivolgerVi ai Servizi Sociali del comune di residenza dell'infermo.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 898XXX

Ringrazio della tempestiva risposta, il medico di medicina generale, vista la distanza dall'ospedale, non va a vedere il paziente in reparto, però abbiamo pensato di chiedere al medico di reparto di fare una certificazione delle condizioni attuali di salute del paziente per portarlo al medico di medicina generale. Spero che questo possa bastare per la richiesta.
Grazie anche del consiglio per la struttura contatteremo quanto prima le assistenti sociali della zona.
Distinti saluti.