Utente 211XXX
Salve, espongo la mia situazione sperando che qualcuno possa darmi un parere su come (e prima di tutto se) agire legalmente in merito a ciò che mi è accaduto. Nel 2007 in seguito a un ingrossamento della mammella mi viene diagnosticata una ginecomastia. Dopo alcuni accertamenti mi dicono che nella mammella non c'è nulla di grave ma mi consigliano di fare degli esami ai testicoli poiché il problema potrebbe derivare da lì. Così faccio una ecografia testicolare di cui ne riporto brevemente il testo saltando alcuni dettagli tecnici:
"Al polo inferiore del didimo di destra presente formazione solida lievemente meno ecogena, discretamente vascolarizzata alla periferia ma anche centralmente, del diametro di 14 mm.
Al polo superiore del didimo di destra presente formazione nodulare ipoecogena, con centro iperecogeno e diametro di 14 mm, non particolarmente vascolarizzata."
Ora in questa ecografia c'è un problema, ma non lo scoprii all'epoca... comunque portai l'ecografia ad un urologo il quale dopo averla letta mi visitò e palpandomi i testicoli trovò un nodulo sul testicolo sinistro (l'ecografia parlava solo del destro) il quale mi disse andava operato subito. Entro in ospedale e senza farmi nessun esame, ma basandosi soltanto sulla visita fatta dall'urologo, mi operano al testicolo sx, e trovano una cisti che rimuovono lasciando il testicolo sx nella sua sede senza rimuoverlo. Dopo l'intervento mi dicono che non era tumore maligno, ma soltanto una cisti per cui andava tutto bene e non avrei dovuto fare nessuna terapia successiva. Nel 2011, accuso per giorni delle fitte al testicolo dx così faccio un'ecografia che rivela una formazione al testicolo dx di 32 mm di diametro. Vado da un altro urologo e mi dice che mi devono operare subito. Prima dell'intervento il chirurgo vuole vedere tutte le carte che ho in merito all'operazione del 2007 e si accorge che l'ecografia del 2007 è sbagliata perché quando il medico scrive due volte tsticolo dx in realtà intende prima testicolo dx e poi sx, infatti il chirurgo mi dice: "quando si va a capo nell'ecografia vuol dire che si parla dell'altro testicolo". Sta di fatto che mi operano togliendomi tutto il testicolo dx, che rivela tumore maligno di tipo seminoma. E successivamente effettuo 12 sedute di radioterapia. Ora, a mio avviso c'è stato oltre che un errore da parte del medico che ha fatto l'ecografia, anche un errore da parte dell'urologo del 2007 il quale non badò all'ecografia (anche se sbagliata) operandomi a sx invece che a dx come diceva l'ecografia. Oltretutto a mio parere c'è stato un altro errore (sempre nel 2007) poiché sono stato operato senza nessun esame pre-intervento ma basandosi soltanto sulla visita dell'urologo che, per quanto bravo, poteva anche sbagliarsi. Sta di fatto che sono stato tre anni e mezzo con un tumore maligno che poteva essere curato prima, e le conseguenze di questo ritardo purtroppo non si sanno per quanto ora io stia bene. Gradirei un vostro parere. Grazie per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

per poter contestare una colpa medica ai sanitari che l'hanno avuta in cura è indispensabile che Lei disponga di tutta la documentazione medica del caso, e la sottoponga all'esame dapprima di un clinico esperto nella materia, che possa evidenziare gli errori medici compiuti, e quindi di un medico legale per la valutazione e quantificazione del danno.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 211XXX

La ringrazio Dottore per la risposta. Io dispongo di tutta la documentazione. In sostanza dovrei contattare un urologo per farmi fare una perizia medica, e dopodiché andare da un medico legale? Grazie ancora. Distinti saluti

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

la logica sequenza per arrivare all'attribuzione (o negazione) dell'errore medico e del danno da colpa medica è questa:

1. documentazione sanitaria del caso

2. relazione clinica dello specialista Urologo, che indichi quale sarebbe dovuto essere il corretto trattamento, e quale è invece stato quello effettuato.

3.perizia medico-legale, che riprende la relazione clinica per confermare che l'errore clinico ha determinato un danno, e la misura del danno subìto.

I punti 2 e 3 possono essere anche effettuati collegialmente dai due professionisti, in un'unica relazione peritale.

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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