Utente 169XXX
Buonasera,
lavoro in ambulanza e nonostante le mie ricerche non ho trovato nulla di pertinente e chiaro riguardo a come comportarsi, legalmente parlando, qualora ci si trovasse ad essere inviati su una persona impiccata.

Espongo brevemente tre scenari:
1) all'arrivo persona ancora impiccata con lesioni incompatibili con la vita
2) all'arrivo persona ancora impiccata ma a primo impatto senza lesioni incompatibili con la vita ed evento successo da poco
3) all'arrivo persona trovata a terra (corda tagliata da terzi che hanno trovato la persona impiccata).

Nel primo caso non si iniziano le manovre rianimatorie ma negli altri due c'è legislazione o comunque riferimenti normativi che disciplinano come comportarsi?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

il primo consiglio che Le do è quello di seguire le direttive del responsabile dell'equipe di soccorso, che dovrebbe essere un medico, in particolare in casi di questo genere.

Ove si trovi in un caso di impiccamento senza lesioni incompatibili con la vita, a mio parere è opportuno eseguire il tentativo di rianimazione cardiopolmonare.
Se qualcuno Le dovesse contestare tale comportamento, esiste l'art.54 del Codice Penale (Stato di necessità), che recita:
"Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.
Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.
La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall'altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo."

Nel caso in questione ricorre la fattispecie della necessità di salvare altri dal pericolo attuale di un grave danno della persona (la morte), ed il pericolo non è stato determinato dal soccorritore, nè vi è altro modo di intervenire se non la rianimazione cardiopolmonare.

Distinti Saluti.

Nicola Mascotti,M.D.

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