Utente 852XXX
Spett.le Medici Legali,
come porgo anticipatamente ringraziamenti per il Vs utile contributo, gradirei porvi alcune domande...

diversi mesi mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico per la rimozione di un mezzo di sintesi ad un arto inferiore...
da subito il post intervento per me è stato estremamente traumatico: gonfiore e dolore all'arto, e da subito era evidente e credo presente un'infezione...
mi posticiparono la rimozione dei pt di sutura, poichè presente l'infezione, dopo aver assunto per 15 gg un antibiotico...

il medico che mi ha operato per diversi mesi mi ha tenuto nascosto questa infezione, dichiarando che fosse tutto ok, nonostante gli accertamenti clinici, mi "consigliavano" di intervenire chirurgicamente per rimuovere l'infezione...

all'ultimo controllo dopo diversi mesi dall'intervento mi informa che la cicatrice è pulita l'infezione non c'era più...

per mia scrupolosità posto il referto di una rm su questo sito e il dott. caldarella, il quale ringrazio per l'ennesima volta, mi "consiglia" di farmi controllare da qualche altro ortopedico...

detto fatto...

mi rivolgo a due ortopedici, ed entrambi mi informano che l'infezione era ancora presente, e che era necessario intervenire chirurgicamente per risolvere il problema;

uno di questi medici mi ha operato pochi giorni fà, ho ancora i pt di sutura.

entrambi gli ortopedici prima dell'intervento mi hanno informato che purtroppo nonostante un'attenta e accurata pulizia di questa infezione, non è escluso che tra 6 mesi o un anno possa rigenerarsi nuovamente, e questo mi turba non poco se penso che per natale sotto l'albero potrebbe esserci un bella sala operatoria...

gradirei sapere a chi attribuire la colpa o le colpe per un'infezione, considerato che quando mi hanno dimesso l'arto era presumibilmente già infetto del genere al medico, o all'ospedale???

ora vi chiedo in base a quanto da me detto, se ci sono le condizioni per citare in giudizio il medico/ospedale che mi ha operato e nascosto l'infezione per diversi mesi, obbligandomi come detto a sottopormi ad un nuovo intervento chirurgico per scongiurare problemi più gravi...


aggiungo, se io dopo un intervento, mi presento dal medico Y per un controllo, e quest'ultimo non mi rilascia nessun certificato, viola qualche articolo del codice deontologico???
e se lo fa con una certa frequenza meglio dire sempre???
capirete che un controllo non certificato, è solo un parere verbale, e niente più, il che significa che se il medico Y commette un tot. numero di errori o valutazioni mediche, per il paziente non c'è nessuna possibilità di poterlo citare, poichè privo di documentazione che ne certifica i controlli post-intervento chirurgico...
e se uno avesse le prove che il medico Y dopo un consulto non rilascia nessun certificato cosa occorre fare???
penso a coloro che hanno avuto problemi, per valutazione o diagnosi medica sbagliata e non hanno potuto intraprendere nessuna iniziativa legale poichè privi di documentazione di controllo...


certo di una Vs risposta, rinnovo ringraziamenti per il vs immenso contributo, Vi porgo cordiali saluti



[#1] dopo  
Dr. Emanuele Caldarella

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Caro utente,

rispondo qui, ignorando l'ultimo post nella sezione ortopedica.
Lo faccio qui perché qui mi ringrazia, e sono lieto -in qualche modo- di esserLe stato utile.

Però tengo moltissimo a precisare alcune cose. Mi conceda una premessa, senza che Lei se la prenda: ormai, anche se solo virtualmente, un pochino ci conosciamo e si è instaurato quel minimo di cordiale confidenza che mi permette di parlarLe apertamente. Riconoscerà che fin dal primo Suo post sull'argomento, il Suo atteggiamento è sempre stato sospettoso.
Prima, di fronte ad un referto RMN che non Le pareva chiaro ha intitolato il Suo post "errore della macchina o dell'uomo", poi ha ammesso di aver iniziato a girare ortopedici diversi, che Le davano pareri diversi e consigli diversi sul da farsi.
Successivamente, quando il Suo iter chirurgico è iniziato, ha espresso il sospetto che potessero averLe impiantato -di nascosto- un legamento artificiale.

Fatta questa premessa, voglio specificare che io non le ho "consigliato di rivolgersi ad un altro ortopedico dopo aver letto il referto della RMN".
Sembrerebbe che io abbia -al pari Suo- sospettato che il medico le nascondesse chissà cosa, di fronte ad delle evidenze strumentali che suonavano come campanelli di allarme, e io sia venuto in Suo soccorso: "non è così come Le vogliono far credere, caro utente, fugga! Fugga per il Suo bene!"

Invece voglio essere molto chiaro: la mia posizione non è questa.
Semplicemente, visto che Lei è sempre partito con un atteggiamento incentrato sui sospetti nei confronti del Suo medico di turno (radiologo, primo ortopedico, secondo ortopedico, etc.), mi stupivo del fatto che Lei, dopo tutte quelle vicissitudini, continuasse ad essere così "fedele" al Suo chirurgo, quando -per una volta- non aveva elementi fumosi di sospetto, ma un dato oggettivo: Lei non guariva.

Solo questo mi ha indotto a chiederLe se si era rivolto ad un altro. Non certo il referto RMN, che non ho neppure letto. Non ho cieca fiduca negli esami diagnostici. La RMN deve essere di qualità, ben eseguita, e bisogna saperla interpretare. La sensibilità della zingara che ci guarda dentro è più importante di quanto possa essere buona la sfera di cristallo.

Quindi un referto di RMN, senza le sue immagini a corredo e senza il paziente dinanzi a me, vale zero.

Lascio che siano i medici legali a risponderLe nel merito della Sua ultima domanda.

Io mi permetto di darLe un consiglio clinico. Spero che non lo trovi un po' paternalista, ma visto che si fida di me spero lo voglia seguire.

Polarizzi l'attenzione sulla Sua guarigione. Alle rivendicazioni ci penserà dopo.

In questo momento pensare a colpe mediche, insabbiamento di nefandezze, misteriosi legamenti artificiali, risonanze inaffidabili Le fa solo perdere tempo. Non La fa guarire prima. Anzi, la turba e basta.

Segua i consigli del Suo nuovo ortopedico. Magari si faccia seguire da un infettivologo.
I risultati migliori nelle infezioni ortopediche si ottengono -nella mia esperienza- quando questi due specialisti si confrontano.

L'infettivologo è il "tecnico", l'esperto dell'antibiotico. Sceglie la terapia empirica con maggior razionalità, conosce meglio le molecole, fa le associazioni più efficaci, interpreta meglio gli antibiogrammi, imposta la terapia mirata più corretta, evita lo svilupparsi di resistenze.

L'ortopedico è il "tattico": sceglie quando è il momento giusto per drenare o evacuare, segue meglio il decorso locale e ha competenza sul dosaggio e sulla durata della terapia (le terapie nelle infezioni ortopediche sono sempre a dosaggio e durata maggiori rispetto agli standard a cui un infettivologo non ortopedico potrebbe essere abituato).


Quando Le ho chiesto "Mi tolga una couriosità: non si è fatto vedere da un altro?" Stavo cercando di scuoterLa un pochino, e farLa uscire da uno stato di empasse in cui Lei si trovava. Pare che abbia funzionato.

Lasci allora che la scuota ancora, anche un pochino più forte:

Lei ha iniziato ad avere dubbi e a parlare di errori PRIMA ancora di avere una diagnosi.
Ma i Suoi dubbi erano sull'operato degli altri. C'era una cosa su cui Lei non aveva dubbi: la certezza della Sua AUTO-diagnosi. Il Suo legamento era rotto, e andava operato.
Quindi ha iniziato a girare diversi ortopedici, e tutti Le dicevano che Lei non era da operare.
Così Lei ha proseguito il Suo "doctor shopping" finché non ha trovato chi era disposto a darLe ciò che Lei voleva: l'intervento.

Immagino che Lei ora iniizarà a capire la frase del secondo ortopedico che Le aveva negato l'intervento: "l'intervento di ricostruzione LCA non è uno scherzo, è una cosa impegnativa", frase di cui all'inizio le -cito le Sue parole- "sfuggiva il senso".

Il Suo metodo è il seguente: "io ho una convinzione e desidero un determinato trattamento. Cerco quindi il professionista che mi dia ragione e mi accontenti" (ho il crociato rotto, mi devo operare).
Ora, nella convinzione di aver subito un torto, Lei cercherà un avvocato disposto a darLe ragione: "sono stati cattivi con Lei, adesso gli facciamo un mazzo così".
L'avvocato sarà ben felice di intascare la Sua parcella, indipendentemente dal fatto che Lei ottenga un risarcimento e indipendentemente dal fatto che Lei GUARISCA!!!

Io non sono il Suo avvocato. Io sono il Suo medico virtuale. Io non incasso nessuna parcella.

Il mio unico interesse è che Lei guarisca. Quindi mi dia retta: abbandoni il Suo metodo. Fino ad ora si è rivelato fallimentare. Si metta nelle mani dei Suoi nuovi medici, e per un po' faccia solo il paziente.

Pensi a guarire!

E alle altre cose ci pensi dopo, mi creda: per quelle cose c'è sempre tempo. Invece il Suo ginocchio pretende che Lei sia curato ORA.

Distinti saluti

Dr. Emanuele Caldarella

Chirurgia dell'anca e del ginocchio
emanuele.caldarella@medicitalia.it

[#2] dopo  
Utente 852XXX

stimato dott. caldarella,

lei è un medico sa benissimo che il paziente solo per essere tale è una figura psicologicamente debole, che talvolta può essere soggetta a condizionamenti, sopratutto quando potrebbe avere altri problemi...
lei ha raccontato in 4 righe 1 anno e mezzo di vicissitudini, quasi facendomi passare come una persona che val dal medico e dice, il corpo è mio, e lei medico deve fare come dico e voglio io altrimenti la sostituisco.
purtroppo non è così...
io prima che mi lesionassi il crociato, non c'è stata rottura totale, questa per certi versi è stata una cosa negativa, giocavo a calcio la mattina il campionato c-11, e il pomeriggio non contento me ne andavo a giocare a c-5 con gli amici...
secondo lei avrei voluto operarmi il crociato????
ora è un anno e mezzo che non corro più, e non so se un giorno tornerò a correre, perchè ho come la sensazione che il mio cervello "abbia dimenticato" come dare l'input per lo scatto, ma queste sono cose che verranno dopo...
io ho sempre fiducia del medico al quale mi rivolgo, sempre, è ovvio che se quest'ultimo, mi trasmette insicurezza lo sostituisco, e se lei pensa che io non abbia fiducia dei medici in generale non è così...
purtroppo ci sono cose che non posso raccontare, in particolar modo del presunto crociato artificiale, ma le garantisco di aver subito dei condizionamenti, detto in parole povere sputtanamento tra colleghi, e io ingenuamente ho pensato a determinate cose che fortunatamente si sono rivelate false...

lei ha perfettamente ragione nel dirmi pensi al suo ginocchio, fortunatamente sembra guarito ora purtroppo è la tibia, e la ringrazio per questo, ma è quello che sto facendo, ora devo attendere i tempi per rimuovere i pt di sutura e ho già pianificato il dopo...
io ho scritto qua solo per avere indicazioni da chi è esperto in materia e lavora tutti i giorni in questo campo, e poi non è detto che mi rivolgerò ad un avvocato,io potrei anche aprire un blog e rendere pubblica alla comunity la mia storia di malasanità, o far stampare 4/500 mila volantini e diffonderli, anche questa per certi versi sarebbe giustizia e credo che questa sarebbe più dura di quella ordinaria che non so se perseguirò e sopratutto se riuscirò ad ottenere...


le auguro buona domenica

[#3] dopo  
Dr. Emanuele Caldarella

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Caro utente,

è proprio questo che intendevo. Lei è arrabbiato, incanali questa energia nel verso giusto: verso la guarigione.

Non le sto dicendo di non rivolgersi ad un avvocato, anzi -se devo dirla tutta- meglio l'avvocato, piuttosto che il blog o i volantini che -opinione personale- mi sembrano un'idea da scartare.

Le sto solo dicendo: non ci pensi ORA. C'è un momento per tutto.

I miei migliori auguri di una rapida guarigione.

EC
Dr. Emanuele Caldarella

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emanuele.caldarella@medicitalia.it

[#4] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

concordando in pieno con quanto le ha già detto il Dr Caldarella sotto l'aspetto clinico, le spiegherò il mio punto di vista medico-legale.

lasciamo perdere il termine "malasanità", che non rispecchia la realtà, perché scaturisce da una campagna di stampa immotivata contro tutto il sistema sanitario italiano, che, nonostante quel che si dica in giro, è di livello europeo, ma concentriamoci sul suo caso specifico.
Lei può ottenere giustizia facendosi assistere in sede "tecnica", come dirò fra poco, non aprendo un blog, che, mi permetta di dirlo, potrebbe anche ritorcersi giuridicamente contro di lei con eventuali contro-denunce.

Nel suo caso specifico, dopo la rimozione del mezzo di sintesi, "pare" che sia subentrata una infezione.
Dico "pare", perché un giudizio più preciso può essere dato solo visionando l'intera documentazione clinica e gli accertamenti diagnostici praticati prima e dopo (rx, tac, rm, esami del sangue, eccetera).

Tale giudizio è tecnicamente possibile solo analizzando il suo di caso; non c'è bisogno di conoscere l'intera storia professionale del chirurgo che le ha rimosso i ferri.
Detto questo, se si accertasse che l'infezione è secondaria alla rimozione dei mezzi di sintesi, lei avrebbe diritto di chiedere il risarcimento perché si tratterebbe di una infezione colpevole.

In caso di una infezione colpevole è quasi sempre impossibile sapere chi possa averla causata, perché sono tanti e diversi gli operatori che possono avere avuto un ruolo nel determinare questa infezione; si va da chi ha sterilizzato i ferri chirurgici a che li ha imbustati, a chi li ha trasportati dalla centrale di sterilizzazione alla sala operatoria, a chi li ha sistemati in sala operatoria, fino al chirurgo che li ha adoperati e alle successive medicazioni post operatorie.

Non potendo addebitare alle "persone" una responsabilità dell'infezione (responsabilità "soggettiva" degli operatori), si ha comunque diritto al risarcimento invocando la responsabilità "oggettiva" della struttura ospedaliera. In tal caso, la richiesta di risarcimento va fatta all'ospedale, senza coinvolgere i singoli operatori.
A meno che, dall'analisi della sua vicenda, emerga anche che l'infezione, una volta comparsa, non sia stata ben curata; in tal caso si potrebbe aggiungere, alla responsabilità oggettiva della struttura, quella soggettiva di una o più singole persone.

Ma che sia solo l'ospedale a essere tirato in ballo o uno o più singole persone, nulla cambia nel risultato finale dell'ottenimento del risarcimento.

Perciò, segua il consiglio del Dr Caldarella, pensi a curare l'infezione.
Nello stesso tempo consulti, prima ancora di un avvocato, uno specialista in medicina legale, che potrà seguirla nella ricerca di una eventuale responsabilità e nella eventuale richiesta di risarcimento.


...e ci tenga al corrente, se lo desidera.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#5] dopo  
Utente 852XXX

@stimato dott. caldarella,
grazie...
le mie energie psico-fisiche sono tutte concentrate sul recupero appieno del mio arto...
ho già pianificato fisioterapia, piscina e palestra un'altra 15ina di giorni e inizierò...



@spett.le dott. corcelli,

la ringrazio per avermi risposto, in effetti ha ragione non può essere un caso di malasanità, mi sembra eccessivo sopratutto perchè è un termine legato alla sanità pubblica ed io a essere sincero ho trovato la soluzione al problema proprio in un ospedale pubblico...

quindi da quanto lei dice andrebbe denunciata la clinica, e poi il medico nel caso in cui venissero dimostrate le sue responsabilità...

potete togliermi un dubbio...

se uno viola il vs codice deontologico cosa rischia????
leggendo il vs codice deontologico, se ricordo bene, l'art 24 dove parla del rilascio del certificato medico...

ora supponiamo che io venga da voi a controllo post intervento 6/7 volte...
mi prendo una bella infezione...
per voi verbalmente non ho niente, è tutto ok...
voi non mi rilasciate nessun certificato...
io riuscissi a dimostrare che in tutte le occasioni, mi avete visitato senza rilasciare nessun certificato (a prescindere dall'errore medico)...
un medico che non rilascia certificati potrebbe essere accusato di una "mossa preventiva" per scongiurare eventuali denunce da parte dei suoi pazienti che hanno avuto problemi????
ci potrebbero essere decine e decine di denunce, di vs pazienti privi di certificati di controllo, quindi solo chiacchiere...
voi cosa rischiate la cancellazione all'albo????


a volte i soldi (risarcimento) non fanno la felicità sopratutto quando vieni trattato come una me*da e porgo le mie scuse per quest'ultima espressione...



rinnovo ringraziamenti per il vs contributo, e vi auguro buona domenica

[#6] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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la mancata certificazione medica è passibile di conseguenze disciplinari da parte dell'Ordine dei medici (censura o sospensione temporanea dalla professione medica, a seconda della gravità dell'infrazione disciplinare), ma parlare di radiazione dall'albo mi pare esagerato

però, secondo me lei si sta polarizzando eccessivamente sulla mancata certificazione medica

sicuramente un medico ha il dovere di rilasciare per ogni visita una certificazione medica
tuttavia, l'assenza di una certificazione medica non sempre può evitare eventuali denunce

perché per individuare una responsabilità medica va esaminata l'intera vicenda clinica


Mario Corcelli, MD
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[#7] dopo  
Utente 852XXX

Spett.le dr corcelli,

rinnovo ringraziamenti per avermi risposto...

no quella della mancanza di certificazione è una prassi che a mio modo di vedere è estremamente grave...
come faccio a dimostrare a distanza di 4 mesi dall'intervento, che avevo infezione e che lei ha sbagliato diagnosi, non avendo nessun certificato????
io potrei denunciarla per una diagnosi sbagliata, ma io non ho le prove di quella diagnosi che lei ha emesso, cioè senza certificato io non sono mai stato presso il suo ambulatorio...

lei potrebbe dire pure, il sig Y dopo l'intervento non si è mai presentato a controllo.
e io intanto sono stato 4/5 mesi a cura da lei...
sarebbe la parola mia contro la sua ...
non so se riesco a spiegare ciò che intendo dire...

comunque nel mio caso la mancanza di certificati non è un problema ho le prove che sono stato là e le diagnosi che ha emesso, mi spiace per coloro che non lo possono dimostrare...

sono stato ricoverato 4 gg in un noto ospedale pubblico di roma, ho subito un intervento chirurgico per rimuovere l'infezione, ho ancora delle foto del post intervento, la mia gamba era grande come quella di un elefante per diverse settimane, e le giuro che non ho mai sofferto così tanto per un dolore fisico, preferirei rompermi 10000000000000 di volte il lca ma non rivivere quei momenti :(


comunque rinnovo ringraziamenti, quando avrò novità in questo senso le farò sapere...

buona giornata e buona domenica

[#8] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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senta, non faccia il medico-legale di se stesso ^___^

mi scusi la battuta, ma lei si sta facendo da sé la perizia medico-legale e sta già concludendo che senza quei certificati non può dimostrare che l'infezione sia avvenuta subito dopo la rimozione dei mezzi di sintesi

ma ha già consultato un medico legale?

Mario Corcelli, MD
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[#9] dopo  
Utente 852XXX

spett.le dott corcelli,

quindi siamo colleghi ;)

a parte la battuta, a dire il vero è lei in assoluto il primo medico legale con il quale parlo...

sono certo che qualsiasi medico, mi avrebbe certificato l'infezione a prescindere, lo hanno fatto in due prima che mi operassi per rimuoverla, a distanza di 4 mesi dall'intervento che l'ha generata quindi in effetti la questione certificati è qualcosa di banale per certi versi...
diciamo che la questione mancata emissione di certificati è un'aggravante, e spero che sarà la ciliegina sulla torta...

per la questione legale, è ancora presto, devo ancora togliere i punti di sutura, mi sono operato lunedi scorso, dopo 4 mesi di infezione...
abbiamo discusso fino ad ora che devo recuperare e pensare all'arto, prima il dovere, recuperare bene e poi il piacere, giustizia con la G...