Utente cancellato
Egr Dott, il mio quesito è il seguente:

Premesso che sono prossimo a presentare domanda di invalidità, sono a chiederLe se, colui che abbia tra le proprie patologie una depressione con nevrosi, sia fobiche che ansiose, patologie tabellate dal DM del 1992 come "malattie psichiche", debba indicare o meno, nel compilare la domanda di invalidità, di esser "minorato psichico" che sembrerebbe invece far riferimento più a patologie gravi quali ad esempio gravi ritardi mentali, etc.
Grazie anticipatamente. Saluti

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

ha colto pienamente il significato della questione: la voce "minorato psichico" cui Lei fa riferimento, e che deve essere eventualmente segnalata nell'istanza di riconoscimento di invalidità civile, ha lo scopo di richiedere la presenza, in qualità di membro della Commissione di accertamento, del sanitario rappresentante dell' ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale).
Infatti alla luce di ciò penso che sarebbe stato più corretto richiedere nell'istanza la presenza o meno di "minorazione intellettiva e/o relazionale", piuttosto che far riferimento ad una condizione psichica, perché ciò può appunto trarre in inganno il richiedente.

Mi permetta ancora di rilevare che non si tratta di "minoranze" (che significherebbe un gruppo rappresentato in misura meno numerosa), ma di "minorazioni" (cioè di riduzione di una capacità, in questo caso intellettiva, rispetto al normale).

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
79260

dal 2014
Grazie per la tempestiva risposta, Le preciso che. appunto, come dicevo sopra, non ho ancora compilato e ne inviato la richiesta, per cui sono in tempo a porre le modifiche.

Ciò detto, ho colto dalla Sua risposta il motivo per cui hanno inserito tale indicazione ma non mi è ancora chiaro se debba o meno indicarlo con le mie patologie, inoltre, altro dubbio che ho scordato di domandare sopra, se, indicandolo nella domanda, risulti poi anche nei verbali finali della CML (percentuale d' invalidità e diagnosi funzionale).

Quest' ultimo aspetto, ossia l'indicazione nei verbali di tale dicitura, mi è stata paventata come fortemente penalizzante ai fini della ricerca di un lavoro in quanto stando a quanto mi hanno detto, i datori di lavoro classici non assumono invalidi con disabilità psichiche, probabilmente per ignoranza sulle patologie unita al timore infondato di chissà che cosa, al punto che mi domando se abbia senso rischiare avviando la domanda e/o invece non mi convenga sospendere tutto.

Nuovamente grazie anticipatamente per la Sua disponibilità nel rispondermi.

Saluti

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

Le confermo che per le infermità che rifersce, che appunto possono essere classificate come patologie psichiche, e non minorazioni, nell' istanza di invalidità civile la casella "minorato psichico" secondo me non dovrebbe essere barrata.

Altro discorso riguarda i verbali della Commissione, per i quali quanto indicato nell'istanza è orientativo, ma non vincolante; ciò nel senso che quanto riportato nei giudizi deve essere accertato in sede di visita ed esame documentale, per cui i dati risultanti dalla domanda possono anche essere disattesi nelle conclusioni diagnostiche e nella valutazione funzionale delle disabilità, oltre che nella percentuale.

Ultima notazione: sempre a mio parere, ma mi pare che non avvenga così, il datore di lavoro che dovesse assumere un invalido civile ha diritto di sapere che sta appunto assumendo una persona con invalidità e le eventuali limitazioni lavorative che tale invalidità comporta, ma non dovrebbe essere a conoscenza della diagnosi, nè degli aspetti clinici delle infermità da cui è affetto il futuro dipendente.

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#4] dopo  
79260

dal 2014
Grazie nuovamente per la tempestiva risposta.

In merito alla Sua notazione finale, almeno a quanto mi è stato comunicato, il problema nascerebbe dal fatto che, comportando un vantaggio economico più elevato per il datore di lavoro, ossia del 60% del costo lordo annuo totale del lavoratore ed a prescindere dal punteggio di invalidità, qualora appunto l' invalido rientri nella categoria degli "psichici", anzichè del 25%, beneficiato da coloro aventi punteggi di invalidità di almeno il 67%, per tali ragioni, verrebbe gestito differentemente dal collocamento obbligatorio in lista a sè.

Saluti.