Utente 981XXX
Vi chiedo aiuto e un consulto perchè sto vivendo una situazione molto difficile.
Ho iniziato una psicoterapia psicoanalitica nel 1995 e la ho interrotta alla fine dell'anno scorso (stesso psicoterapeuta) perchè non avevo più benefici, anzi, stavo e sto scivolando in una depressione profonda e cronica che anche i farmaci faticano ad aggredire.
Tutti questi anni di psicoterapia mi hanno tolto fiducia in ogni intervento ed ora sto veramente male. L'unico desiderio che ho è quello di un risarcimento del danno verso lo psicoterapeuta in quanto dopo tutti questi anni mi trovo in questa situazione di depressione, quando un trattamento così lungo avrebbe dovuto dare esiti diversi.
La spesa che ho sostenuto è stata molto elevata come potete immaginare, ora sono disperato, non è mai possibile che gli psicoterapeuti non rispondano di nulla?
Non esiste un obbligo anche di risultato?
Potete spiegarmi come stanno le cose in questo settore della medicina dal punto di vista legale? Che cosa mi consigliate di fare?
Vi ringrazio infinitamente per la risposta.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

può trovare utili spiegazioni sul concetto di "colpa medica" nel seguente articolo MinForma del Collega Dott. Mario Corcelli:
https://www.medicitalia.it/minforma/medicina-legale-e-delle-assicurazioni/239-colpa-medica-malasanita.html

Come si evince da quanto riportato, l'obbligazione del medico nei riguardi dell'assistito riguarda soprattutto i "mezzi", ovvero la conoscenza e l'attuazione delle regole tecniche proprie della professione medica.
Pertanto anche ove il risultato "guarigione" o "miglioramento" non fosse stato conseguito, se il psicoterapeuta ha operato con "diligenza, perizia, prudenza, osservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline (linee guida, protocolli, consensus conference)" non può esseregli ascritta colpa.
Come in tutte le branche della medicina, anche nella Psicoterapia il sanitario non ha l'obbligo di guarire, ma quello di adempiere ai suoi doveri professionali secondo la cosiddetta "lege artis", cioè utilizzando in maniera corretta gli strumenti di cui dispone per il trattamento.

In conclusione, prima di poter richiedere un risarcimento al sanitario, Lei deve disporre di elementi che, dal punto di vista tecnico, dimostrino che il trattamento è stato effettuato in maniera errata.

Distinti Saluti.


Nicola Mascotti,M.D.

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[#2] dopo  
Utente 981XXX

La ringrazio della risposta, il problema sta proprio nella difficoltà di dimostrare, in questo campo, che il trattamento è stato svolto in modo errato, se non guardando ai risultati sotto alle aspettative rispetto all'impegno di tempo e denaro.
L'unico modo sarebbe quello che il professionista ha protratto la terapia a lungo anche in assenza di risultati, lucrando sul compenso. Potrebbe essere un elemento rilevante secondo lei? Sufficiente per una richiesta di risarcimento danni?
Grazie mille per la risposta.

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

come ho sottolineato in precedenza, la dimostrazione della colpa presuppone un trattamento errato; la prolungata assenza di risultato di per sé non mi pare sufficiente, anche perché il sanitario potrebbe addurre la motivazione che il tentativo di protrarre il trattamento era effettuato nell'interesse dell'assistito.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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